venerdì 5 dicembre 2014

Riceviamo e pubblichiamo

Politics

Così lavora uno dei pochi sindaci a 5 stelle italiani 

Dai punti - fulcro - della campagna elettorale (slogan) - alla realtà, dura e impietosa. A cura di Veronica Matta 

VERONICA MATTA
mercoledì 3 dicembre 2014 18:49

Mario Puddu

Mario Puddu
di Veronica Matta
Il lavoro dei 5 stelle in Sardegna è iniziato ben 18 mesi fa. Da fanalino di coda a precursore del cambiamento, il Comune di Assemini si era scoperto l'unico Comune sardo a cinque stelle. Una vittoria figlia di una coalizione zoppicante del pd locale, che pagò a caro prezzo il mancato rinnovamento generazionale. Assemini, dopo 18 mesi, ha visto il primo cittadino, Mario Puddu, non più come il principe tanto atteso della "bella addormentata nel bosco" ma come un Sindaco il cui entusiasmo mostrato in campagna elettorale e nel primo anno di amministrazione è stato sostituito dal realismo di chi deve amministrare facendo delle scelte politiche che non soddisfano più la cittadinanza. 
Assemini, considerata dagli attenti osservatori, un piccolo esperimento provinciale e regionale del M5S, è un centro importante di 27 mila abitanti, distante 12 km da Cagliari. Mario Puddu vince al secondo turno sul pd con il 68,33% dei voti espressi dai cittadini asseminesi, con i quali, però, oggi, la luna di miele si è esaurita, trasformandosi da viaggio celebrativo di "sogni" a routine pallida di atti amministrativi gestiti e promossi tra l'alibi dell'eredità lasciata da chi ha governato prima ed i tentativi di cambiare la guida e il volto della cittadina. 
Sperimentando sulla propria pelle che i miracoli non avvengono di frequente, il primo cittadino e la sua giunta hanno dunque optato di far cassa alla vecchia maniera: aumentando le tasse (Tari - Equitalia - Abbanoa - Imu). Forse dopo 18 mesi, al Sindaco i cittadini hanno concesso il tempo dovuto. La giunta Puddu paga l'inesperienza amministrativa che la contraddistingue, una "verginità politica" che spesso, in modo ridondante, ha, in modo astuto ma anche stancante, sbandierato come garanzia della propria differenza rispetto al ceto politico precedente.
Il programma elettorale titolava: "Programma integrale. M5s- Assemini. Amministrative 2013. Il nostro Vostro programma". Il gioco di parole tra "nostro" e "vostro" ne faceva lo slogan, non nuovo in una campagna elettorale, proponendo la suggestione di una condivisione e di partecipazione attiva del programma coi cittadini, invitati calorosamente a sentirsi parte di un tutto, a coinvolgersi nelle istituzioni, ponendo da parte la "lamentela". L'impegno alla vita politica da loro promosso in campagna elettorale, siglato dalla parola "onestà", ha invaso le menti di molti sardi, stanchi e nauseati a tal punto da disertare fisicamente le urne, riempite oggi solo dagli "addetti ai lavori", da coloro che di politica campano per vivere. 
I militanti del M5S si sono presentati come una lista giovane (fatta di disoccupati, liberi professionisti, cittadini semplici) sottolineando la mancanza al loro interno di vecchi consiglieri comunali o di "cittadini ombra" che avessero ricoperto cariche, funzioni o ruoli politici, accusati quest'ultimi, in base alla precedente carriera politica, di colpevolezza del baratro cui avrebbero spinto il paese. La composizione del gruppo grillino di Assemini produce ormai un rumore di fondo che porta a riflettere; particolarmente segnalata la presenza di alcuni "suggeritori speciali ed esperti", provenienti dai partiti storici in cui hanno ricoperto per anni incarichi istituzionali. Alcuni di questi apparvero anche nelle famose liste regionali che Grillo bocciò, negando il simbolo, in quanto le liste dei candidati non erano espressione della rete, impedendo così al M5S di partecipare alla gara elettorale dell'isola in uno dei momenti migliori del movimento. Tre tecnici, tre figure chiamate a "suggerire" in quanto esperte della macchina amministrativa e capaci di aiutare nella difficile navigazione nei mari della politica piena di secche e rocce affioranti. Utili, soprattutto nella fase elettorale e post vittoria, per il varo della nave a cinque stelle.
Ciò ha generato una forte contrapposizione interna sfociata in una scissione di intenti all'interno del gruppo consiliare, testimoniata da una chiara presa di posizione, espressa pubblicamente a gran voce e per iscritto sulle pagine del quotidiano principale dell'isola, da parte di alcuni esponenti (indicati poi come dissidenti) che ricoprono tutt'oggi ruoli importanti rappresentativi dell'intero gruppo politico. Un'emorragia interna prodotta, a detta degli "ex-dissidenti", da una mancanza di trasparenza e di poca libertà per interferenze troppo pressanti e influenti, tali da costringerli, come atto di sfiducia nei loro confronti, ad uscire dall'associazione 5 stelle, senza però mettere in crisi la maggioranza in consiglio. Una contraddizione rappresentata, da una parte da una chiara denuncia di non aderenza ai principi del M5S, dall'altra, poco dopo, da una riconferma di piena fiducia al primo cittadino pentastellato; la mancanza di una presa di posizione più radicale ha consentito il proseguimento della politica, che però, a distanza di mesi, non nasconde continui malumori interni. Tutti sono rimasti al proprio posto, anche se non é chiaro o non è dato sapere quanto questo allontanamento pesi all'interno del processo decisionale interno alla maggioranza.
Tra i punti del programma elettorale, ve ne sono alcuni disattesi. Il demerito principale è quello di non aver saputo affrontare il taglio dei costi della politica e delle nuove tasse, pur avendo vicino "i tecnici". Ad esempio, la pubblicazione di "un rendiconto mensile online di ogni tipo di compensi, gettone o rimborso e altre somme erogate dal Comune a loro favore" non pare abbia avuto riscontro. Nemmeno si è vista la rendicontazione pubblica "dell'attività svolta nei 12 mesi precedenti, chiedendo riconferma dell'incarico, altrimenti dimissioni".
Mettendo in controluce il famigerato programma, fatto di tantissimi obiettivi , con la radiografia di quanto realizzato in questi 18 mesi, ci accorgiamo che l'elenco diventa più lungo. Partiamo dai tagli ai costi della politica nulli: nonostante il primo giorno d'insediamento, fosse stato detto che avrebbero azzerato l'indennità del Presidente del Consiglio, quest'ultimo prende a tutt'oggi l'indennità. l'unico ad aver rinunciato al gettone è l'ultimo arrivato. Gli altri si muovono in ordine sparso ma senza una coerenza da cui si evinca una linea politica nuova.
Le rette dei servizi (mense per l'infanzia, asili nido) hanno visto lievitare il costo per la collettività. Il nuovo appalto prevede un costo del pasto maggiorato. Le tariffe per gli utenti sono state però calmierate in funzione del reddito ISEE. Le entrate tributarie sono cresciute. L'IMU prima casa, non si paga per legge; mentre per seconde case, aree edificabili, attività artigianali e industriali è aumentata, cosi come l'addizionale Irpef. La Tasi è stata azzerata e la Tari ha avuto un incremento che ha portato la giunta nell'occhio del ciclone. Rispetto al 2013, quando esisteva solo la Tares, al posto di Tasi e Tari messe insieme, anche dopo aver azzerato la Tasi, le due tasse messe insieme superano di gran lunga la Tares. Dopo l'abolizione della Tasi, atto promosso come "regalo", la cittadina è stata poi salassata dall'aumento delle tasse, in particolare della Tari, tassa con la quale non si è tenuto conto delle fasce più deboli.
Una Tari esosa, dovuta al ritardo del nuovo bando sull'igiene urbana e al patto di stabilità voluto dal governo centrale. È proprio la proroga di quest'ultimo appalto a costituire una delle tre prove del nove dell'azione del M5S locale che ha additato le colpe all'esterno, piuttosto che assumersene la responsabilità. Il Comune poteva prevedere riduzioni tariffarie ed esenzioni, ma non l'ha fatto. Morale: un salasso, che si poteva evitare, risparmiando almeno 840.000 euro, se l'attuale amministrazione non avesse concesso una proroga per l'attuale servizio di igiene urbana e iniziato da subito con un nuovo appalto, lavorando al nuovo bando d'igiene urbana, oggi in fase di redazione di un tecnico esterno.
Sull'istituzione e la disciplina dei Comitati di quartiere, non si è fatto nulla, nonostante a marzo 2014 fosse stata presentata una proposta mai discussa neppure in commissione. Altro punto disatteso. Altra importante promessa disattesa era quella di estromettere Equitalia: nulla di fatto. L'impronta dì questa amministrazione rispetto alle precedenti, fa domandare se questa abbia davvero iniziato a far cambiare volto alla città. Lo scopriamo attraverso i provvedimenti, le opere, le iniziative culturali con le quali stanno cercando di evidenziare "l'idea di città". La progettualità espressa in questi mesi, parla di progetti nati durante le precedenti amministrazioni, tra cui l'importante Piano urbanistico (atteso da oltre 35 anni), ad oggi l'unico atto che ha visto una qualche forma di partecipazione attiva ma il cui procedimento è ancora in itinere, quindi è ancora presto per capire quale sarà il punto di caduta di questo piano; potrebbe succedere di tutto soprattutto con una maggioranza che scricchiola; lo streaming delle sedute consiliari, dopo un anno dall'insediamento, la prima ripresa risale al luglio del 2014. 
Sulle opere pubbliche si può parlare delle piste ciclabili, progetto ottenuto grazie ad un finanziamento europeo voluto da una precedente amministrazione e che si sta realizzando, senza però una concertazione tra i residenti e i commercianti con notevole malcontento degli stessi. Innovativa invece l'istituzione dello sportello Europa, che sta infatti lavorando al boulevard di Kipar (progetto proveniente da una precedente amministrazione), di cui al momento è stato piantato il primo albero ma ancora tutto da progettare e soprattutto da finanziare; è del M5S la firma sulla nomina degli scrutatori non più politica, l'accordo con la guardia di finanzia per stanare i finti poveri, l'approvazione del piano di protezione civile, gli incarichi professionali con criterio di rotazione, con nomina diretta dei legali da parte del Sindaco, insieme ad una vivace serie di eventi culturali di pregio. Sul miglioramento della manutenzione di strade, marciapiedi e fogne, è tangibile che alcune forti criticità non sono state superate, gran parte dei lavori svolti in questi 18 mesi risalgono a progetti delle vecchie amministrazioni. 
Per migliorare l'efficienza della macchina amministrativa, hanno predisposto una modifica del regolamento uffici, delle nuove posizioni organizzative e nuova pianta organica, la cui trasformazione ha però generato un altissimo malumore tra i tanti dipendenti e un incerto miglioramento dell'efficienza degli uffici. Nessuna agevolazione per i cittadini, relativamente allo snellimento della burocrazia e dei tempi di risposta. 
Sulla capacità di relazioni con gli altri Enti Istituzionali a parlare sono la mancanza dei finanziamenti della Regione, la vicenda della comunità montana, una struttura realizzata con svariati milioni di soldi europei che potrebbero valorizzare turisticamente una zona montana di raccordo con il nascituro parco di Gutturu Mannu e che potrebbe garantire diversi posti di lavoro, vicenda bloccata per l'incapacità di trovare un accordo con il Comune di Capoterra con l'effetto di stravolgere un progetto già realizzato e pronto a partire. 
La capacità di concretizzare il programma elettorale previsto, a prescindere dal senso critico nei confronti delle precedenti amministrazioni, senza demonizzare un passato politico di cui si stanno portando a compimento molte opere, è ciò che conta. La partita è ancora da giocare, in un quadro nazionale aperto e dal futuro incerto per il movimento, con la fuoriuscita di Grillo e le batoste alle ultime regionali. 

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