lunedì 2 dicembre 2013

Questo é il sindcato che ha come contro parte i dirigenti scolastici perbene ed onesti e che va a mangiare con i ladri. Un sindacato come la Cisl che ha funzionari corrotti ch si accordano con ispettori tecnici del pdl corrotti più di loro. Mandiamo a casa i sindacalisti nulla facenti.

TUMORI A TARANTO: IL SILENZIO DEL SINDACATO PAGATO 400MILA EURO L’ANNO PER IL “CIRCOLO” FANTASMA. IL 9 DICEMBRE STRAPPA LA TESSERA E MANDA A CASA ANCHE LA TRIPLICE!

 

AR-RIVA-NO I NOSTRI – DAI SINDACATI AD ALITALIA, PASSANDO PER BERLUSCONI E LA REGIONE PUGLIA (GOVERNATA DA VENDOLA), OVUNQUE I RIVA SI MUOVEVANO COME PADRONI

Dai 30 faldoni d’indagine sull’Ilva si scopre che la famiglia voleva occuparsi anche dell’Expo di Milano 2015. Ma soprattutto ciascuno “fa la sua parte” in questa rappresentazione del potere. Anche Nichi Vendola, indagato per concussione, che secondo l’accusa mette nel mirino il responsabile dell’Arpa Giorgio Assennato…

A. Mass. per “il Fatto Quotidiano
Dai sindacati che gestiscono 500 mila euro l’anno per il dopolavoro alle conversazioni su Alitalia, passando per la Fininvest di Berlusconi all’Arpa della Regione Puglia, tutto, in questi 30 faldoni d’indagine sull’Ilva sembra mostrare un solo scenario: la famiglia Riva si muove ovunque come se fosse la padrona di casa. Dagli atti si scopre che intende occuparsi anche dell’Expo di Milano 2015. Ma soprattutto ciascuno “fa la sua parte” in questa rappresentazione del potere. Anche Nichi Vendola – indagato per concussione – che secondo l’accusa mette nel mirino il responsabile dell’Arpa Giorgio Assennato.
Assennato – scrivono gli inquirenti – è vittima di “costanti pressioni psicologiche” a opera dei vertici politici regionali e, secondo l’accusa, finisce per trovarsi “prostrato”. Ma non deve risultare “vittima”, dicono i dirigenti Ilva al telefono, perché è lo stesso Vendola a richiederlo: “Non dobbiamo renderlo vittima – dice Girolamo Archinà all’avvocato (…) Perli – perché mi spiegava Vendola… che guai a noi se gli diamo l’occasione di diventare vittima, nel senso che poi è costretto a difenderlo… Io andai da Vendola … facemmo una riunione improvvisa nell’ufficio di Manna… lì si decise il da farsi nei confronti di Assennato”. “Bisogna dargli una mano a Vendola perché se no ti saluto eh!!!”.
Fabio Riva non ha dubbi. All’avvocato Franco Perli ribadisce la necessità di aiutare il Governatore. La strategia: intervenire su Luigi Pelaggi, segretario della commissione Aia e uomo forte dell’allora ministro Stefania Prestigiacomo, per discutere del campionamento in continuo della diossina. Per i finanzieri è la prova della “perfetta unità d’intenti esistente sull’asse Vendola-Ilva, che portava i vertici della grande industria a spendersi anche in sede ministeriale, affinché non venissero intrapresi percorsi che potessero nuocere al Presidente Vendola”.
Vendola, secondo quanto scrive Archinà in una mail inviata a Riva, “ha anche pubblicamente dichiarato che il ‘modello Ilva’ deve essere esportato in tutta la Regione”. Per gli inquirenti il riferimento è alla “legge sulla diossina” approvata dalla giunta Vendola nel 2008 e che per l’accusa è il “frutto della concertazione tra la Regione e l’Ilva che ha sempre osteggiato il cosiddetto ‘campionamento in continuo’” riuscendo ad escluderlo dalla norma regionale. Per contrastare un servizio de Le Iene, secondo l’Ilva le strade sono due: “l’utilizzo di una serie di relazione ad altissimo livello con il Gruppo Fininvest” oppure “mandare la diffida dell’avvocato”.
“Saluta tutti silvio e forza alitalia” si legge in un sms ricevuto da Fabio Riva nel 2010: sono passati due anni dall’acquisto nel 2008 di Alitalia, con il quale gli industriali lombardi partecipano al “salvataggio” lanciato da Berlusconi, mettendo sul piatto 120 milioni. Due anni dopo, Fabio Riva ne parla al telefono con il cugino, di ritorno da una riunione in cui dice di aver incontrato uno dei vertici di Alitalia, proprio nell’ufficio “del Colaninno”. Angelo spiega che l’incontro è andato “bene” e quando Fabio ribatte che sul giornale c’è scritto che “l’Alitalia è un disastro”, il cugino dice la sua: “No, ma quello lì è un figlio di puttana quello lì… è rimasto a tre mesi fa … lui ha detto che se deve chiedere l’aumento di capitale ai soci si dimette prima… perché vuol dire che ha fallito…”.
“Ma adesso sta guadagnando?” chiede Fabio Riva. “Secondo trimestre … ce l’abbiamo nel culo… ma a giugno stiam facendo faville….”. E ancora: “Lui – il riferimento sembra a Colaninno, ndr) dice “tra quello che devo mettere come garanzia per la manutenzione degli aerei che prendo in leasing al “toto” e il canone che li pago… con quel gruzzoletto lì di soldi vado da una…. Da uno che mi finanzia e gli dico guarda io metto il 25 tu mi finanzi il 75 dell’aereo e pago le rate tipo leasing e a fine rate io son proprietario dell’aereo… Allo stesso costo lui dice no? Così c’ho un patrimonio. Comunque c’abbiamo 90 aerei di proprietà… “.
“Senti, io stamattina ho visto per altri motivi il nostro amico Corrado”. È il 9 giugno 2010 quando Ivo Allegrini del Cnr spiega ad Archinà di aver avuto un colloquio – secondo i finanzieri – con Corrado Clini, poi divenuto il ministro dell’ambiente che ha concesso l’Aia riesaminata confluita nel primo decreto salva Ilva. Milioni di euro destinati al dopolavoro Ilva di Taranto, finiti in alcuni casi nelle tasche di un boss della mala. L’affare “Vaccarella” – masseria dove ha sede il dopolavoro – per Fim, Fiom e Uilm vale oltre 8 milioni di euro, sborsati dai Riva per acquistare la struttura e gestire, per il tramite dei sindacati, le borse di studio, le colonie a favore dei figli degli operai e tutte le attività previste dalle cosiddette “provvidenze”.
“Elargizioni” che, come spiega il segretario della Fiom Rosario Rappa ai finanzieri, vengono gestite con la massima “discrezionalità” dai sindacati. Nel 2007 l’Agenzia delle entrate apre un contenzioso di 139 mila euro: la fondazione nei fatti è un ente economico commerciale. Nel 2009 vengono sospese le retribuzioni che alcuni sindacalisti percepivano dalla fondazione e chiude il circolo nautico trasformato in rimessaggio barche “degli amici”. Dalle carte emergono 131 mila che la fondazione versa a Peppe Florio, mafioso tarantino, per annullare il contratto con il quale Florio gestisce, per soli 500 mila lire al mese, un ristorante e una foresteria all’interno della masseria.
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TRASCRIZIONE DELLA TRASMISSIONE REPORT DEL MESE SCORSO
SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Quando nel 1995 Riva compra l’acciaieria ha uno slancio di generosità verso i sindacati confederali dei metalmeccanici, sigla con loro un patto perché gestiscano il dopolavoro, in cambio si impegna a versare una quota che nei soli primi 5 anni è di 5 miliardi di lire. A partire dal 2002 la quota annuale è di 400 mila euro. I soldi sono destinati alle borse di studio e alle colonie pei bambini dei dipendenti…
VINCENZO CURCIO – OPERAIO ILVA
Anche il fatto delle colonie… Io l’ho scoperto due anni fa. Io lavoro all’interno dello stabilimento da 11 anni e non ho mai sentito parlare di colonie io pensavo che le colonie fossero ferme agli anni ’70.
CATALDO RANIERI – OPERAIO ILVA
Ma tutti i lavoratori non sanno che quello è il circolo dopolavoro.
SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
La masseria è la sede del circolo e anche il centro per la ricreazione e lo sport aperto a tutti i lavoratori, teoricamente, da qualche tempo infatti non è più cosi.
Per ora è aperta esclusivamente una palestra privata. Per anni anche un’altra ala della masseria era gestita da un privato che aveva aperto un albergo.
SABRINA GIANNINI
Qui tanti anni fa io ero venuta in un altro albergo
RAGAZZA
E’ quello che si vede lì.
SABRINA GIANNINI
Me lo ricordo, ma non c’è più.
RAGAZZA
Da cinque anni.
SABRINA GIANNINI
Ah sì? Quindi adesso c’è solo una palestra?
RAGAZZA
Solo palestre. Tennis è in ristrutturazione. Solo questo
SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
All’agenzia delle entrate il circolo è parso un’attività commerciale più che una associazione senza scopo di lucro. E così ha aperto un contenzioso.
CATALDO RANIERI – OPERAIO ILVA
Io sono un ex dirigente sindacale della FIOM, però anche quando stavo all’interno non conoscevo. Sapevo che il sindacato gestiva la masseria vaccarella, ma non sapevo che si prendessero tutti questi soldi ogni anno.
SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Singolare infatti che accanto all’associazione ONLUS vaccarella creata ad hoc, i tre sindacati abbiano voluto gestire i 400 mila euro elargiti tutti gli anni da Ilva attraverso una fondazione, un ente privato notoriamente opaco, salvo slanci di trasparenza che in questo caso non si sono visti.
Oggi sul tavolo della procura c’è un fascicolo aperto in seguito a un esposto di cittadini e dipendenti Ilva che vogliono sapere come sono stati spesi negli ultimi sedici anni sette milioni di euro.
CATALDO RANIERI – OPERAIO ILVA
Mai trovato una locandina nella bacheca sindacale in cui mi diceva quest’anno
lavoratori il circolo della masseria, l’associazione ONLUS gestita dai sindacati hanno organizzato un bel veglione di fine anno, ci vediamo tutti là e facciamo sindacato neanche questo sono stati in grado di fare.
SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Le decisioni all’interno della fondazione vengono prese dal presidente e i suoi vice, che sono sempre i segretari provinciali dei sindacati che a turno ricoprono le 3 cariche.
Per esempio, fino al 2012 il presidente era Rosario Rappa della cgil-fiom, l’ha seguito Talò della UIL e oggi è Mimmo Panarelli della cisl-fim.
A proposito chi era il rappresentante della CISL quando nel lontano 1996 fu firmato quell’accordo?
Proprio Giovanni Florido, in seguito presidente della provincia e recentemente arrestato per i presunti favori all’Ilva…
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