martedì 3 dicembre 2013

Ma Baldassarre non era presidente della Corte Costituzionale poi diventato Berlusconiano? Un paese sporco nel vecchio e nel nuovo.

Alitalia, false cordate. Chiesti 4 anni per Baldassarre e Valori

Per il pm i due avrebbero diffuso notizie false sull'esistenza di una cordata di imprenditori pronti a rilevare la società in crisi, una "armata Brancaleone" l'ha definita la pubblica accusa
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ROMA –  Alitalia e le cordate del 2007: l’accusa ha chiesto 4 anni di carcere e un milione di multa per l’ex presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre e per l’ex presidente di Autostrade e degli Industriali del Lazio Giancarlo Elia ValoriPer il pm i due avrebbero diffuso notizie false sull’esistenza di una cordata di imprenditori pronti a rilevare la società in crisi, una “armata Brancaleone” l’ha definita la pubblica accusa.
Per i magistrati,
“quella cordata rappresentava soltanto un insieme di società decotte, inattive o addirittura inesistenti, messe in campo forse perché non si voleva che la compagnia di bandiera italiana finisse in mani straniere o semplicemente perché si voleva condizionare quella vendita”.
In particolare, Baldassarre, per l’accusa, mentì sulla solidità finanziaria dei componenti la cordata, diffondendo “deliberatamente notizie non vere”. Quanto a Valori, per il pm nonostante fosse consapevole della pochezza economica della presunta cordata, non fece “nulla per impedire che notizie false continuassero a uscire”.
Il pm ha anche chiesto la condanna a 2 anni e mezzo di carcere e 100mila euro di multa a ciascuno dei manager Claudio Prati e Danilo Dini, ex consulenti della società Sviluppo Mediterraneo, la finanziaria legata a Valori.
Per l’accusa non ci sono dubbi: Baldassarre
“è stato il coordinatore e il promotore di questa fantomatica cordata, rassicurando l’advisor di Alitalia, contattando i singoli imprenditori, rilasciando dichiarazioni e comunicati ai giornalisti. Insomma, ha fornito un falso quadro informativo e ha agito in assoluta malafede”.
Valori, invece, per la procura,
“è il manovratore occulto, colui che si muove dietro le quinte e non compare mai in prima persona. E’ lui che coinvolge Baldassarre e cerca in prima battuta gli imprenditori della cordata, mettendo loro a disposizione i locali di Sviluppo Mediterraneo, dando precise disposizioni al portavoce per i vari comunicati da diffondere e mettendo in allerta Dini e Prati come i suoi più stretti collaboratori”.



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