domenica 19 maggio 2013

Se Renzi mi assicura che non andrà davvero dietro i sindacati da domani divento renziano.


L'EX ROTTAMATORE

Renzi: «Non mi candido alla segreteria»

Il sindaco di Firenze: «Discutono solo di diarie e scontrini». E riceve ancora l'endorsement di Veltroni.

Matteo Renzi prevede una brutta fine per il movimento di Beppe Grillo e un orizzonte lungo per il governo Letta. «Credo che il gruppo del Movimento 5 Stelle si spaccherà», ha detto Renzi parlando al Salone del Libro di Torino dove presenta il libro «Oltre la rottamazione». Il sindaco ha duramente criticato il movimento del comico: «Ha posizioni ideologiche quando si tratta di andare dietro alla linea del leader, ma poi si spacca quando si parla di soldi e diaria». Ottimista invece sull'esecutivo: «Il presidente del Consiglio si è dato un arco di tempo di 18 mesi per fare le riforme, quanti mesi sono cambia poco. Gli italiani dicono arrivi pure al 2016» se lavora bene, ha aggiunto più tardi negli studi di In Mezz'ora.
IL PENTITO DELLA ROTTAMAZIONE. Intervistato a Torino dal direttore de La Stampa, Mario Calabresi, Renzi si è mostrato 'pentito' per l'utilizzo del termine rottamazione, che «oggi non riuserei, perché forse abbiamo fatto un po' di paura nel dare un messaggio tutto incentrato sul ricambio senza qualcosa in più. Ora vorrei dare un'idea della visione e non solo della distruzione». L'ex rottamatore però non pensa di 'costruire' passando per la stanza dei bottoni del partito. «Non mi candido alla segreteria», ha dichiarato Renzi.
BERLUSCONI 'RESUSCITATO', GRAVE COLPA. Ha affermato,invece, di auspicare che il governo di Enrico Letta faccia bene, definendo stupido l'augurio contrario, aggiungendo che «se non farà le cose, gli diremo di farle». Ma ha anche detto tra le righe che la nascita di questo governo è frutto di un errore clamoroso: far risalire Berlusconi, per colpa di «una sinistra troppo sicura di sé e sorda alle richieste del Paese».
NON DOBBIAMO ANDARE DIETRO AI SINDACATI. L'avversario di Bersani alle scorse primarie ne ha avuto anche per il Movimento 5 stelle, reo di discutere «solo di diarie e scontrini, dopo aver promesso di cambiare il Paese» e per il leader Beppe Grillo «straordinario animale televisivo, che ha costretto le tv a seguirlo».
Cosa che, invece, il Partito Democratico non deve fare con la Fiom: «Non dobbiamo andare dietro ai sindacati. Un partito politico non vive di manifestazioni politiche fatte da altri».
Domenica, 19 Maggio 2013

1 commento:

Unknown ha detto...

Divento renziano se veramente mi assicura che non seguirà i sindacati.

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