La lezione di Milena a Beppe
20/05/2013 - Il Semplice Portavoce replica alla fine a Report. In due modi diversi
di Dario Ferri
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“Gabanelli ieri ha fatto un servizio, ma non è vero, non è vero nulla. Con la pubblicità noi paghiamo i costi del blog e basta, poi il Movimento si finanzia. Non abbiamo dietro nessun gruppo”: parole e musica di Beppe Grillo nel corso di un comizio elettorale ad Aosta, nel quale il Semplice Portavoce ha detto anche che per lo ‘Tsunami tour’ il Movimento ha raccolto 750mila euro. E con la precedente dichiarazione Grillo raggiunge il parossismo di Umberto Bossi beccato con le mani nella marmellata in quella che rimarrà una delle più tragiche supercazzole di un leader politico italiano incapace di essere sincero con i suoi elettori. Un esempio che abbiamo visto in tante altre tragiche situazioni, in cui sono incappati politici di destra e di sinistra, di centro e delle ali estreme. E il bello è che Grillo risponde così in piazza mentre sul blog dice tutt’altro, rispondendo a una delle due domande fattegli dalla conduttrice di Report alla fine della puntata di ieri e chiarificando un punto che proprio la Gabanelli ha sollevato, e che gli costa ammettere visto il gelido comunicato pubblicato in serata. Andiamo con ordine nel racconto, però.
(vignetta di Neupaul)
LA LEZIONE DI MILENA GABANELLI – Ieri la Gabanelli, al termine di una lunga puntata in cui la sua inviata Sabrina Giannini ha chiamato in causa pesantemente e dicendo tutta la verità e nient’altro che la verità sulle fondazioni che mantengono il patrimonio dei Democratici di Sinistra (con annessa figura imbarazzante per Ugo Sposetti, parlamentare Pd), ha parlato anche del MoVimento 5 Stelle. Nulla di particolarmente pesante: il servizio ha con equilibrio illustrato pecche e difetti del sistema di finanziamento dei grillini, senza calcare la mano rispetto a quanto fatto con gli altri e con una certa attenzione alla versione della controparte. Che però ha deciso di non rispondere, come ha detto chiaro e tondo Gianroberto Casaleggio alla Giannini. Oppure ha risposto senza aver capito bene la domanda, come nel caso di chi parlava di un regolamento stipulato in punta di diritto mentre magari c’è chi nelle interviste parlava di tutt’altro:
Ha perso così l’occasione per spiegare, con un sorriso, che non c’è nulla di particolarmente strano e che si tratta di “piccoli problemi di crescita” per un partito che ha ottenuto la più grande vittoria elettorale dal dopoguerra ad oggi (persino superiore alla Forza Italia del primo Cavaliere, che però all’epoca si è presentata in coalizione con altri). Ha deciso di non farlo, ritenendo la domanda in qualche modo “offensiva”, come se fosse una cosa che bisognerebbe prima chiedere ad altri, che hanno responsabilità storiche peggiori negli sperperi della politica italiana. Il che è vero, per carità. Ma non è mica questo il punto.
LE DUE DOMANDE DI REPORT – Il punto è che Milena Gabanelli ha anche rivolto due precise domande a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio alla fine della parte della puntata dedicata ai finanziamenti dei privati ai politici. La prima domanda si potrebbe sintetizzare con un “Vogliamo vedere le fatture”: la rendicontazione dei costi del tour elettorale di Grillo era grossolana, anche se alla fine si sono risparmiati dei soldi che il MoVimento ha deciso di donare ai terremotati dell’Emili (nobile intento, abbiamo capito, gesto generoso, ok: non è questo il punto). La seconda domanda, più sottile e capziosa se vogliamo, è anche meno “brutale” e più intelligente: posto che il blog di Beppe Grillo, house organ del MoVimento, ha guadagnato visite grazie all’ascesa elettorale del MoVimento (dovuta anche a meriti dei singoli: tra questi sicuramente il merito più grande ce l’ha il Semplice Portavoce, ma anche quanto fatto dai singoli sul territorio conta), lo stesso blog “restituisce” ciò di cui ha usufruito finanziando i 5 Stelle? Una domanda che non presuppone nessun “reato”, per capirci – se Grillo non vuole finanziare il suo MoVimento, è libero di farlo del resto – ma è comunque una domanda ben posta, visto che il successo dei 5 Stelle è dovuto anche ad alcuni capaci amministratori e consiglieri regionali, provinciali e comunali. Alla rinfusa, si possono citare i vari Bono, Pizzarotti, Bertola a livello di enti locali, e ai parlamentari più in vista come Crimi, Lombardi, Di Battista, Fico, Ruocco e tanti altri.
LA RISPOSTA DI GRILLO – La risposta di Grillo alla seconda domanda è no. Lo ha precisato il suo staff con un minipost in serata. Il minipost recava un numero d’ordine (1) e quindi presuppone che ci sarà un seguito, probabilmente con la rendicontazione più minuziose delle spese dello Tsunami Tour e di quelle generali per la costituzione del progetto politico che c’è dietro il MoVimento 5 Stelle. Le spese per lo Statuto, quello vero che Grillo ha firmato e nel quale assume una carica anche il nipote avvocato, come ha scritto qualche mese fa l’Huffington Post. E quelle per la partecipazione alle elezioni, che comunque non devono essere di poco conto in un paese dove la burocrazia regna. Due risposte semplici a domande che non sono assolutamente nate ieri: non colgono di sorpresa nessun attento osservatore della galassia e dell pubblicistica grillina.
…SE LA POTEVA RISPARMIARE – A risposta vera data, quello che Grillo dice in piazza sembra un po’ stridere con la replica ufficiale, come se si volesse dare l’impressione di fare i gradassi come quelli che non hanno niente da nascondere in mezzo agli amici, ma sentendosi un po’ intimoriti dalla reazione popolare sotto sotto. Il che non è un dramma per un MoVimento appena nato e con tanti difetti di crescita – comprese alcune scelte pittoresche nelle collaborazioni politiche – e proprio perché non lo è, non c’è alcun motivo di fare i gradassi in piazza. La Gabanelli si disse lusingata della candidatura scaturita dalle Quirinarie, dimostrando di non avere nulla di ostile nei confronti del MoVimento 5 Stelle. Bastano due domande ben poste per passare dalla parte dei cattivi? E questo sarebbe un partito che vuole arrivare al 100%? Vaste programme, verrebbe da dire.
IL MOVIMENTO SI ARRABBIA – La base del MoVimento 5 Stelle non ha preso bene queste domande, e ha così riversato dapprima la sua delusione e poi la sua rabbia sul web. “Qualcuno mi sa dire i motivi di questo attacco?”, si chiedono alcuni militanti. Altri criticano la giornalista e la trasmissione Report: “Avete fatto le pulci al M5S per essersi finanziato con 27.943 donazioni volontarie, a una media di 27 euro a testa. E per aver incassato 774.208, dei quali metà spesi per la campagna elettorale e il resto destinato al comune terremotato di Mirandola. Al contrario dei partiti che prendono milioni di euro pubblici”, attacca un commentatore. C’è chi reputa invece il servizio, realizzato da Sabrina Giannini, “troppo fazioso”. Report aveva spiegato come il blog di Grillo avesse raddoppiato l’audience nel mese delle elezioni: “Il successo del movimento ha dato più visibilità al sito dal quale Grillo lancia i suoi comunicati politici, richiamati dai mass media che così fanno aumentare i visitatori, quindi gli introiti”. Eppure emergeva il problema della trasparenza, dati i silenzi dei 5 stelle: “Difficile fare una stima del ricavo in pubblicità. Attendiamo l’ultimo bilancio della società di Casaleggio sperando che non sia generico come quello del 2011″, si sottolineava.
TUTTA LA VERITA’ – Il MoVimento 5 Stelle fa di tutto per apparire nuovo in quanto politicamente estraneo alle ruberie e agli errori politici compiuti da Pd e PdL. Impossibile non riconoscergli questo merito. E’ attento alle spese inutili della politica, e questo è quasi indispensabile in chi vuole oggi presentarsi come utile agli elettori. Dalla lezione di Milena a Beppe ha tutto da guadagnare. A patto che il Semplice Portavoce capisca che a volte il silenzio è d’oro.
1 commento:
Quando si parla di loro i grillini diventano permalosi.
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