giovedì 11 maggio 2017

IL VIDEO INTEGRALE CHE IL M5S CERCA DI RIMUOVERE


Un video imbarazza al tal punto il Movimento 5 Stelle che minaccia strali e fulmini nei confronti di chiunque lo visioni e diffonda in rete. Stanno facendo l’impossibile per farlo ritirare dalla rete di modo che i cittadini non possano ascoltarlo, per un movimento che predica agli altri la trasparenza e l’onestà non è niente male come posizione. Ma la rete ovviamente non si piega ai voleri di quattro ducetti.
L’audio traslato in un video tratta di una riunione che si è tenuta  nei locali della Camera a luglio del 2016 tra Andrea Cottone, responsabile della comunicazione del M5S e i deputati Riccardo Nuti, Giulia Di Vita, Chiara Di Benedetto, Loredana Lupo e Claudia Mannino a proposito della gestione della associazione Addiopizzo gestita fino all’anno scorso da Ugo Forello, attuale candidato a sindaco di Palermo per il Movimento 5 Stelle.
Andrea Cottone, tra risate sguaiate dei parlamentari e ironici sottointesi,  illustra ai deputati come sia stata la gestione Forello di Addiopizzo, l’associazione ONLUS nata dal fronte antimafia. Le accuse che Andrea Cottone porta nei confronti del candidato sindaco del suo stesso movimento sono piuttosto pesanti.
In pratica, secondo Cottone due avvocati vicini a Forello avrebbero partecipato a un “circuito meraviglioso”  dove prima convincono gli imprenditori a denunciare il pizzo, poi l’associazione si costituisce parte civile, difesa da uno dei due avvocati, mentre l’altro difende l’imprenditore. Quando arrivano i rimborsi all’associazione, sono gli stessi avvocati a liquidarsi da soli le parcelle come legali di parte civile, tanto che la deputata Chiara Di Benedetto arriva a esclamare in tono ironico: “Geniale!”.
Il motivo per cui nessuno ha denunciato nulla lo chiarisce ai presenti la deputata Giulia Di Vita:
“Nessuno ha pensato di denunciare queste cose? Perché Addiopizzo non si può toccare”,
mentre Andrea Cottone farà notare che probabilmente il M5S è stato “scalato” da Addiopizzo, per Riccardo Nuti si tratta di “un fatto molto grave” ma le bocche dei parlamentari rimangono cucite, nessuna denuncia per i fatti esposti e conosciuti in un ambito parlamentare e nemmeno una parola fino al momento in cui il video è stato diffuso in rete.
A quel punto, nessuna giustificazione ma solo minacce nei confronti degli utenti della rete, come se fossimo nella Turchia di Erdogan, un atteggiamento che la dice lunga sul comportamento di questi personaggi quando e se riusciranno a governare questo paese.
Ma chi sono gli “attori” di questa “conversazione”? Il relatore, Andrea Cottone è un ex associato di Addiopizzo che ora che l’audio è stato reso noto si difende in questo modo:
“Chiedo scusa a tutti, i miei erano solo dubbi che poi si sono rivelati infondati, grave che il mio dialogo sia stato reso noto”,
anche se grave è invece gettare fango su una associazione antimafia tra un gruppo non di semplici cittadini ma di deputati della Repubblica che avrebbero avuto il dovere a loro volta  di informare la magistratura una volta messi al corrente dei “dubbi” di Cottone che era al corrente di essere registrato come ha dichiarato Riccardo Nuti, presente a quella  riunione sul suo profilo Facebook.
Non si tratta quindi come si vuol far credere di una registrazione rubata, chi partecipava a quella riunione sapeva di essere registrato.
Va anche detto che alcuni dei deputati presenti a quella “conversazione”; Riccardo Nuti, Giuila Di Vita e Claudia Mannino sono stati rinviati a giudizio nel processo per le firme false raccolte a Palermo in occasione della  campagna elettorale del 2012 dove Nuti era candidato a sindaco, avvalendosi della facoltà di non rispondere alle domande dei magistrati.
Questo Blog ovviamente non si lascia intimidire dalle minacce di qualche parlamentare grillino che non ha compreso che in Italia ancora c’è la libertà di stampa e la democrazia e vi proponiamo la versione integrale del video che fino a poco tempo fa si trovava ancora su Yuotube, e che ora potete visionare solo qui.
Ascoltate il video e fatevi da soli una opinione, una opinione vostra, quello che teme di più il Movimento 5 Stelle che ha fatto censurare il video.
A causa delle sue dimensioni il video è stato diviso in 4 spezzoni:
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