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ROMA - A distanza di due giorni continuano a suscitare indignazione le parole usate dal presidente della regione Friuli Venezia Giulia per commentare il tentativo di stupro subito martedì scorso da una giovane di Trieste.  "La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre - aveva sostenuto la governatrice del Pd - ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese". Serracchiani poi aggiungeva: "In casi come questi riesco a capire il senso di rigetto che si può provare verso individui che commettono crimini così sordidi. Sono convinta che l'obbligo dell'accoglienza umanitaria non possa essere disgiunto da un altrettanto obbligatorio senso di giustizia, da esercitare contro chi rompe un patto di accoglienza. Per quanto mi riguarda, gesti come questo devono prevedere l'espulsione dal nostro paese, ovviamente dopo assolta la pena. Se c'è un problema di legislazione carente in merito bisogna rimediare".

Durissima la presa di posizione di Francesco Laforgia, presidente dei deputati di Articolo 1 - Mdp a Montecitorio. "Qui non si tratta, solamente, della deriva di un partito, che mi interessa meno. Ma dello scivolamento di un intero paese sul piano della civiltà, innanzitutto nell'uso delle parole. Spero che qualcuno fermi questo delirio", afferma l'ex esponente del Pd.

Ma sconcerto per il linguaggio usato dalla dirigente dem è stato espresso anche dalle file del suo stesso partito. "Siamo sconcertati da questa dichiarazione a commento dello stupro avvenuto a Trieste - scrivono alcuni consiglieri del Pd del Comune di Milano - Questo quanto scrive: 'La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese'. I 'ma' e gli 'ancor più' non sono accettabili. E i 'socialmente' e 'moralmente' ugualmente ingiustificabili. È 'più' accettabile, più 'socialmente' e 'moralmente' accettabile quella di un compagno, di un amico, di un marito, un vicino di casa, un compaesano? La lista potrebbe continuare. I reati e delitti hanno forme e aggettivi diversi a seconda di chi li fa? La violenza e la violenza su una donna, è sempre inaccettabile e non si pesa", affermano in una nota i consiglieri democratici a palazzo Marino Paola Bocci, Natascia Tosoni, David  Gentili, Simonetta D'Amico, Sumaya Abdel Qader, Diana De Marchi, Elena Buscemi, Angelica Vasile, Angelo Turco.
 
Ma oltre alle forze politiche, a sentirsi indignato per l'uscita della governatrice è stato anche un vasto numero di utenti dei social network, pronti a sottolineare l'uso di un linguaggio lontano dalla tradizione e dall sensibilità di sinistra. Caustica in particolare la battuta rilanciata dallo scrittore Roberto Saviano via Twitter: "E Matteo Salvini saluta l'ingresso di Debora Serracchiani nella Lega nord - scrive l'autore di Gomorra - Spero la candidi lui, perché se la candida ancora il Pd, significa che il Pd è diventato la Lega nord".
Ieri pomeriggio per cercare di ariginare la crescente onda di proteste, Serracchiani aveva tentato di rettificare in parte il senso delle sue affermazioni con un nuovo tweet in cui spiegava che "non esistono stupri di serie A o serie B. Sono tutti ugualmente atroci. In questo caso all'atrocità si aggiunge rottura patto di accoglienza". Distinguo che non è stato però evidentemente sufficiente a placare le polemiche. "Non esistono stupri di serie A e stupri di serie B - ha rincarato il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni - Semmai esistono politici di serie A e politici di serie B. Evidentemente la governatrice del Friuli Venezia Giulia appartiene alla seconda categoria. A furia di inseguire la destra sul suo terreno per un pugno di voti dalle parti del Pd si distrugge via via  una cultura politica che ha fatto la storia dell'Italia migliore. Amarezza e raccapriccio".