lunedì 28 settembre 2015

Mi fanno ridere i leghisti che affermano di essere certi del fatto che in Lombardia non vi è alcuna infiltrazione della 'Ndrangheta.



I tulipani della ‘ndrangheta. Le mani dei clan sul business dei fiori olandesi. Ma anche sulla ricettazione di cioccolato svizzero. Colpo alle ‘ndrine: 54 arresti

  
dalla Redazione
Cronaca
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Fiori e cioccolato. Sono questi i nuovi prodotti su cui la ‘ndrangheta ha virato per quanto riguarda il mercato internazionale. Interessi che emergono dall’operazione Acero-Krupy, coordinata dalla Procura nazionale Antimafia, dalle procure-Dda di Roma e Reggio Calabria ed eseguita dallo Sco della Polizia di Stato e dal Ros Carabinieri. Le ‘ndrine, infatti, gestiscono ad Amsterdam, in Olanda, un import-export nel mercato internazionale di fiori. Dall’inchiesta emergono numerosi esponenti della famiglia Crupi “saldamente radicati in quel settore merceologico”. L’inchiesta ha dato un colpo ai clan calabresi, le famiglie Commisso di Siderno, che ha ramificazioni anche in Canada, e Coluccio-Aquino di Marina di Gioiosa Ionica.  Sono 54 i provvedimenti di fermo disposti nell’indagine coordinata dalla Procura nazionale antimafia, cui ha collaborato anche l’autorita’ giudiziaria olandese. Insomma nuovi business che si affiancano a quelli più tradizionali come il traffico di droga che, ovviamente, non tramontano mai e rivestono un ruolo fondamentale nel giro di affari delle organizzazioni.
I NUOVI BUSINESS
Nel Paese dei tulipani la ‘ndrangheta ha sentito odor di business. Manco a pensarlo che le ‘ndrine si sono subito attivate sul territorio per inserirsi nel mercato dei fiori. In passato anche la Camorra veva provato a inserirsi nel ricco business olandese. C’è poi il cioccolato dove si è inserita l”organizzazione criminale dei Commisso, un’altra famiglia colpita dalle indagini. Nel dettaglio gli affari sarebbero fornti dalla ricettazione internazionale di grandi quantità di cioccolato. Il riferimento è al maxi-furto di tavolette ‘Lindt’ per 250 tonnellate, per un valore complessivo di 7 milioni di euro, da rivendere successivamente nel circuito legale.

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