Disoccupazione ancora in calo: ad agosto scende all'11,9%. Occupati, 69mila in più
Secondo l'Istituto di statistica nei dodici mesi si registrano 162mila persone in meno in cerca di lavoro. Renzi: "In un anno 325mila posti di lavoro in più, effetto Jobs Act". Risale il tasso tra i giovani, a,7%. Nei mesi estivi il boom è stato trainato dai contratti a termi
Segnali positivi arrivano in effetti anche per la crescita degli occupati: dopo il +0,1 e il +0,3% di giugno e luglio, il mese scorso la stima degli occupati è cresciuta di un altro 0,3% con un incremento di 69 mila unità. "Tale crescita è determinata dall'aumento dei lavoratori alle dipendenze (+70 mila), in prevalenza a termine (+45 mila). Il tasso di occupazione aumenta di 0,2 punti percentuali, arrivando al 56,5%. Su base annua l'occupazione cresce dell'1,5% (+325 mila persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,9 punti", dice l'Istat.
I dati sono rafforzati dal calo della stima di inattivi, cioè coloro che non cercano lavoro: dopo il calo di giugno (-0,4%) e la crescita di luglio (+0,6%), sono diminuiti nell’ultimo mese dello 0,6% (-86 mila persone inattive), tornando al livello di giugno. Il tasso di inattività, è pari al 35,6%, in calo di 0,2 punti percentuali. Su base annua l’inattività è in calo dell’1,7% (-248 mila persone inattive) e il tasso di inattività di 0,5 punti.
I numeri positivi nel complesso vengono ridimensionati dal nuovo aumento della disoccupazione giovanile, il cui tasso sale di 0,3 punti per attestarsi al 40,7%. La stima degli occupati 15-24enni aumenta dello 0,8% rispetto a luglio (+7 mila). Sempre su base mensile, il tasso di occupazione giovanile, pari al 15,5%, cresce di 0,1 punti percentuali. La stima del numero di giovani disoccupati aumenta rispetto al mese precedente (+2,1%, pari a +13 mila). L'incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,6% (cioè poco più di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza aumenta nell'ultimo mese di 0,2 punti percentuali.
Il dato diffuso dall'Istituto di statistica segue il sorprendente calo di luglio dei senza lavoro: allora il tasso di senza lavoro era sceso al 12%. Nel frattempo, si è avvitato il caos sui numeri del lavoro italiano, particolarmente attesi da informazione e analisti perché incorporano gli effetti del Jobs Act e della decontribuzione per i nuovi assunti stabili. Dopo il caos estivo, però, il Ministero del Lavoro ha deciso di sospendere la pubblicazione dei dati sui nuovi contratti, cui si affiancano le rilevazioni dell'Inps e - appunto - i dati Istat sulla disoccupazione. Questi ultimi sono molto diversi dai primi due: l'Istituto procede con un'indagine 'a campione' che fotografa lo stock di occupati e disoccupati nel Paese, mentre i dati sui contratti sono di flusso e riguardano le accensioni o cessazioni di rapporti di lavoro (quindi più contratti possono far riferimento a una sola persona).
Nell'aggiornamento odierno, in vista di una auspicabile uniformazione, l'Istat ha iniziato a comunicare indicatori mensili sugli occupati dipendenti e indipedenti. Ebbene, nei mesi estivi (giugno-agosto 2015) i dipendenti sono aumentati dello 0,6% (+107 mila) rispetto ai tre mesi precedenti, mentre gli indipendenti sono diminuiti dello 0,3% (-15 mila). "In termini tendenziali i dipendenti crescono dell'1,9% (+324 mila), spiegando interamente la crescita dell’occupazione nei dodici mesi, mentre gli indipendenti restano invariati", dice l'Istat. Ma se si guarda alla composizione del lavoro, "tra i dipendenti si è registrato nell’ultimo mese un aumento dello 0,2% per la componente permanente (+25 mila) e dell’1,9% per quella a termine (+45 mila). Nel periodo giugno-agosto 2015 gli occupati permanenti aumentano dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (+13 mila), mentre quelli a termine crescono del 4,1% (+94 mila). Rispetto allo stesso mese dell'anno precedente gli occupati permanenti crescono dell’1,3% (+188 mila) e quelli a termine del 5,9% (+136 mila)", dice ancora l'Istat svelando gli effetti di più lungo periodo delle misure introdotte.
Il contributo delle varie tipologie di occupazione al recupero degli occupati: in grigio chiaro i dipendenti 'permanenti', in rosso i dipendenti a termine e in grigio scuro gli indipendenti
Il dato italiano è stato diffuso insieme a quello tedesco: in Germania, la disoccupazione è rimasta stabile al 6,4% a settembre ai minimi dalla riunificazione. Sono però leggermente cresciuti i senza lavoro, di 2mila unità, contro attese per un calo di 5mila persone: anche l'economia tedesca non si può dire immune del tutto alle turbolenze internazionali, in attesa di vedere cosa significherà il caso Volkswagen in termini di lavoro e occupazione. A livello di Eurozona, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile all'11% mentre in Ue a 28 paesi rimane pari al 9,5%, in entrambi i casi come nel mese precedente. Un anno prima, in agosto 2014 i disoccupati erano rispettivamente pari all'11,5% e a 10,1%.
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