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 ROMA . "Se Maroni proverà davvero a bloccare i migranti la reazione del governo sarà durissima ". Tra Palazzo Chigi e il Viminale i giudizi che si sprecano sul presidente lombardo sono tutt'altro che benevoli. Il sospetto di Matteo Renzi, ieri impegnato nel G7 in Baviera, e di Angelino Alfano è che l'offensiva sui rifugiati dell'ex numero uno della Lega miri a "reagire" allo scandalo giudiziario, legato ai viaggi e ai contratti di lavoro ottenuti dalle amiche dei governatore, che negli ultimi giorni ha rumorosamente invaso il circuito mediatico italiano.

Eppure l'esecutivo prende sul serio la minaccia di Maroni, dettata o meno da ragioni di immagine, di tagliare i fondi ai sindaci che accoglieranno i migranti. Al punto che più di un ministro nei contatti telefonici domenicali garantiva che di fronte ad una "ritorsione istituzionale" dei governatori del Nord "si aprirebbe un contenzioso istituzionale di massima gravità al quale reagiremmo con misure straordinarie ". Praticamente forzando le regioni ribelli  -  oltre a Maroni sul piede di guerra ci sono anche il veneto Zaia e il ligure Toti  -  a farsi carico degli stranieri in arrivo dalle coste del Mezzogiorno.

D'altra parte al ministero degli Interni si ricorda che la direttiva che impone la spartizione dei migranti risale al 2011 e fu firmata proprio da Roberto Maroni,ai tempi ministro dell'Interno di Berlusconi. "E come allora, nemmeno oggi possiamo lasciare da soli i sindaci solidali, per nessuna ragione al mondo", era il ritornello che ieri Alfano andava ripetendo ai collaboratori sbalordito per la sortita del suo predecessore al Viminale. Proprio oggi il ministro parlerà con i presidenti dell'Anci e della Conferenza delle regioni, Fassino e Chiamparino, per fare il punto della situazione, convinto che i governatori ribelli non abbiano i poteri per bloccare l'accoglienza dei migranti.

La minaccia oltretutto  -  almeno questa è la convinzione del governo  -  danneggia l'immagine dell'Italia proprio mentre Renzi è impegnato nella battaglia europea per distribuire tra tutti i partner dell'Unione i migranti che sbarcano in Italia e in Grecia. Oggi Alfano riceverà a Roma il commissario europeo all'Immigrazione Dimitris Avramopoulos, la cui visita era già fissata da giorni. Ma il ministro ne approfitterà
per rassicurarlo sulla capacità italiana di gestire la situazione per poi rilanciare sul piano approvato da Bruxelles proprio su spinta del responsabile greco e ora al vaglio dei governi.