giovedì 28 marzo 2013

Questi non sanno quel che fanno e quel che dicono.


“Porcata di fine legislatura”. I grillini denunciano l’inciucio che non c’è

La capogruppo Lombardi parla di finanziamenti pubblici alle banche. Ma si tratta solo del pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione

Scritto da  il 27 marzo 2013 in Economia / Top News
Lombardi e Crimi M5S 250x166 Porcata di fine legislatura. I grillini denunciano linciucio che non cèChe passi l’ignoranza di Federico Pizzarotti che non sa chi sia Medvedev. Passi pure il sonnellino di Vito Crimi al Senato. Ma la gaffe di ieri di Roberta Lombardi non può passare sotto silenzio. Dopo le contestate dichiarazioni sul fascismo, la capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera accusa, dal blog di Beppe Grillo, il governo di preparare una “porcata di fine legislatura”. “Vogliono dare i soldi alle banche”, spiega. Ma commette un clamoroso errore.
Un debito di 80 miliardi. Il nodo della polemica è la relazione del ministro dell’Economia Vittorio Grilli relativa agli effetti che il pagamento parziale dei debiti della Pubblica amministrazione avrà sul piano economico. Lo Stato ha, infatti, secondo la Banca d’Italia, circa 80 miliardi di euro di debiti verso privati, in genere aziende che hanno contratti con la Pubblica amministrazione. Il pagamento delle fatture, almeno finora, ha avuto ritardi crescenti negli ultimi anni, il doppio rispetto al tempo pattuito. Questo ha messo in seria difficoltà una parte del sistema produttivo italiano. Ora, tuttavia, sembra ci sia la volontà politica di procedere verso un parziale pagamento di questo debito.
 
I soldi alle banche. “Si è tenuto conto che una parte dei pagamenti alle imprese confluirà immediatamente al settore creditizio, in quanto una quota del portafoglio di debiti risulta già ceduto (pro solvendo o pro soluto) alle banche”, si legge nella dichiarazione di Grilli. “Se da un lato questo aspetto diminuisce l’impatto diretto sul sistema economico, dall’altro contribuisce a ridurre le tensioni all’interno del sistema creditizio e quindi indirettamente favorisce l’economia”. Detto in parole povere: parte del debito è passato alle banche che hanno fatto credito alle aziende attraverso la cessione del debito pro soluto epro solvendo. Nel primo caso si tratta di una cessione completa del debito che scarica il rischio di insolvenza direttamente sulle banche. Nel secondo caso, invece, il credito viene erogato dalla banca ma il rischio di non solvenza dello Stato ricade sull’azienda. Questa cessione del credito è, nei fatti, una garanzia per la banca che fa credito all’impresa. Di conseguenza, pagare da parte dello Stato il debito della Pubblica amministrazione, significa pagare un debito che spetta legittimamente (per una quota parte di 16 miliardi di euro su 80) alle banche.
Beata ignoranza. Ma questo alla Lombardi non piace affatto. Dichiara: “I cittadini prendono un impegno per 40 miliardi di debito pubblico, di cui una parte (nessuno sa quanta) andrà direttamente alle banche e da questa generosa, ennesima, regalìa ci si aspetta che subito erogheranno prestiti e finanziamenti alle PMI italiane. L’esperienza di questi anni ci ha reso cauti sugli effetti nell’economia reale dei finanziamenti alle banche.”. Ma la Lombardi non sa o fa finta di non sapere che non si tratta affatto di una “regalìa” né di un finanziamento in quanto sono crediti legittimamente detenuti dalle banche e non sa (o fa finta di non sapere) che la quota di debito ceduta agli istituti di credito equivale ad un quinto (16 miliardi, secondo la relazione annuale della Banca d’Italia del 2011) del totale. “Un decreto fatto in fretta e furia nelle segrete stanze come è solita fare la politica per una porcata di fine legislatura”, spiega con fare inquisitorio. Solo che non si capisce quale sia questa “porcata”. Insomma, un polverone per nulla che anzi rischia di ritardare l’approvazione del decreto che libererebbe le urgenti risorse per le aziende. In fondo, si capisce, è solo un problema di ignoranza.

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