martedì 26 marzo 2013

E questo per riflettere. Solo chi è invasato dalla rete può pensare all'utilizzo delle nuove tecnologie senza riflettere sui pro ed i contro.


NOTE DI SCUOL@

Ma la lavagna interattiva fa bene allo studente?

Una pausa Nuovi metodi interattivi: in alcuni Paesi stanno incominciando a fermarsi, per riflettere

Studia ragazzo, studia. Fatica sugli appunti, passa il tempo a oziare sui libri, riscoprendo l'otium dei latini, tempo votato al piacere dell'intelletto. In fondo, per il contrapposto negotium (l'occuparsi più per necessità che per scelta dei propri affari) c'è sempre il computer che dà una mano. Ma perché studiare cose che non ci serviranno mai? E sbatte in faccia la domanda al suo prof, dall'alto dei suoi 18 anni, a sei mesi dalla maturità. Perché studiare a memoria, se la Rete mi spiattella tutto sul tablet? Ribatte il suo compagno, con barbetta da già intellettuale. La risposta è lunga, il prof abbozza, sintetizza i concetti basilari, si rifà a quanto scritto dagli esperti, al suo vissuto. Ma non è convinto, e manco gli allievi. In fondo, ministero e ingegneri della didattica puntano su LIM e tablet, come i ragazzi. Ma in alcuni Paesi stanno cominciando a fermarsi, per riflettere.Non studiano più A memoria. Non leggono ad alta voce, non discutono. Si connettono col mondo, anche con il prof (il suo registro, la sua lavagna, le sue interrogazioni). Un tempo, nelle scuole c'erano strumenti bellissimi per biologia o fisica; animali impagliati e rocce; volumi preziosi da sfogliare; cartine e disegni e ricerche alle pareti. Ora tutto sulla lavagna interattiva multimediale, la panacea? Ma va là, riflettiamo: i ragazzi non si «divertono» più con gli insegnanti. E non «toccano» più l'arte e le scienze e le lettere. Sono sul tablet. Postura corretta Al liceo classico Parini, gli studenti possono acquistare, a 5 euro, un leggio ergonomico da posizionare sul proprio banco e sul tavolo di casa. «Mens sana in corpore sano», dunque, anche se il poeta Giovenale intendeva dire altra cosa, ovvero «Orandum est ut sit mens sana in...» (Satire, x, 356): bisogna pregare gli dei affinché concedano l'una e l'altro. Ma il liceali, questo già lo sanno.I prof migliori Dall'ultima ricerca sulle scuole di 50 Paesi (noi siamo al 24° posto) emerge che in Finlandia e nella Corea del Sud, primi nella classifica, i prof vengono scelti tra i migliori laureati. I migliori. Pagati (e riconosciuti) di conseguenza.Produttività Abbandonate le famigerate 6 ore in più, ora per tagliare qualcosina alla scuola, si parla di un meglio precisato «miglioramento della produttività del personale scolastico». Prof a cottimo? Mala tempora currunt.
GIUSEPPE TESORIO

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