'Ndrangheta a Milano, l'allarme di Ilda Boccassini: "Colonizzata parte dell'hinterland"
E' contenuto nel 'Bilancio di responsabilità sociale' presentato dal procuratore Bruti: "Siamo sotto organico, rischiamo la paralisi"
"Il servizio giustizia a rischio paralisi". Le gravi carenze di organico amministrativo chiamano la politica a interventi urgenti, "altrimenti la procura rischia la paralisi". Perché "si è giunti a un punto limite", accusa Bruti. Serve "un intervento riformatore sul processo penale, in difetto del quale tutto l'impegno organizzativo rischia di diventare vano". Il procuratore ricorda anche come il personale amministrativo "preveda 379 unità, mentre in servizio ce ne sono 295". La "scopertura si attesta così al 22 per cento, ben superiore alla media nazionale (18,50)". Una situazione molto critica, visto "che le carenze più gravi riguardano le qualifiche professionali fondamentali".
Bilancio Procura Miliano, Bruti: "Intercettazioni strumento essenziale per le indagini"
"Colonizzazione della 'ndrangheta". E' impressionante il rapporto della Direzione distrettuale Antimafia di Ilda Boccassini. Secondo il rapporto di un anno di attività, soprattutto la 'ndrangheta sembra aver messo radici in pianta stabile a Milano e nell'hinterland. Secondo Boccassini, "alcuni piccoli paesi della Calabria (San Luca, Vibo Valentia, Rosarno, Limbadi, Grotteria e Giffoni), hanno di fatto colonizzato alcuni comuni dell'hinterland. Si è trattato di una sorta di colonizzazione al contrario. Se di regola la colonizzazione presuppone una sorta di superiorità economica e culturale del colonizzatore sul colonizzato, la persuasiva presenza della 'ndrangheta in territorio lombardo fa registrare un fenomeno esattamente inverso, dove una sottocultura criminosa ha la meglio in aree altamente industrializzate e ricche di servizi pubblici".
Bruti: "Expo? Le indagini non si sono fermate"
"In 4 anni recuperati 3 miliardi e 600 milioni per frodi fiscali". La lotta alla evasione fiscale ha segnato un recupero di denaro notevole. "A Milano - si sottolinea nel bilancio sociale - tra il 2010 e il 2014 relativamente a posizioni correlate a denunzie per frode fiscale, dichiarazione infedele ed omessa dichiarazione, gli incassi sono ammontati a 3 miliardi e 611 milioni di euro". L'attività della procura - per molti aspetti - sembra rispecchiare anche l'andamento del Paese. Sempre il dipartimento per la lotta ai reati finanziari diretto da Francesco Greco, per esempio, registra "una
Nessun commento:
Posta un commento