venerdì 13 dicembre 2013

Questi sono giovani non i quarantacinquenni (se succede) grillini. Con l'aggravante che non solo sono già vecchi (avete l'idea di Crimi o di Nanni o di Marfi?) ma anche incompetenti ed incapaci.

PERSONAGGIO

Sebastian Kurz, l'Austria sceglie il ministro 27enne

Difende l'integrazione. Ed è stato il più votato. Chi è il titolare degli Esteri di Vienna classe 1986.

di Barbara Ciolli
Essere ministro a 27 anni. Succede in Austria a Sebastian Kurz.
Neppure con il 1968 e gli inni della fantasia al potere, si osò a tanto. Né in Europa, né negli Usa, dove nella giovane amministrazione di Barack Obama il potere è andato a molti 30-40enni.
IL PD AI 40ENNI. Anche nel Partito democratico rivoluzionato dal neosegretario Matteo Renzi, «l'età media è 35 anni», con la punta minima di Maria Elena Boschi, 32 anni, come responsabile per le riforme.
Invece a due passi dall'Italia, a neppure 30 anni, si possono accentrare su di sé anche massimi incarichi governativi, come il ministero degli Esteri, quello dei Rapporti con l'Europa e quello dell'Integrazione.
ENFANT PRODIGE VIENNESE. A dicembre l'enfant prodige viennese del Partito popolare Övp), Kurz, è stato investito delle gravose responsabilità, complice l’accordo raggiunto raggiunto tra i cristiano-democratici e socialdemocratici (Spö), per un governo di Grosse Koalition.
Già sottosegretario all'Integrazione, il 27enne succede al vicecancelliere Michael Spindelegger, 54enne che nel nuovo esecutivo ha ceduto l'incarico agli Esteri per la poltrona di ministro delle Finanze. E, altra novità strabiliante per la Vecchia Europa, a giudicare dal suo importante curriculum politico, Kurz è tutt'altro che un volto nuovo per i palazzi del potere austriaci.

La rapida scalata ai vertici dei popolari del politico classe 1986

Classe 1986 e membro, dal 2003, dei Giovani popolari, Kurz - diplomato in un liceo pubblico multietnico prima di iscriversi a Legge all'Università di Vienna - ha tutt'altro che una formazione d'eccellenza.
In Italia sarebbe uno studente normale. Probabilmente, uno dei tanti ragazzi senza lavoro (41,2% per l'Ocse). Invece ha scalato rapidamente i vertici dirigenziali dell'associazione giovanile, diventandone, nel 2007 direttore del Land federale e, nel 2009, presidente nazionale con una maggioranza bulgara conquistando il 99% delle preferenze.
LE CAMPAGNE DI VIENNA. Dal 2009, l'astro nascente dell'Övp è anche vicepresidente della circoscrizione viennese del partito: incarico che, negli ultimi anni, gli ha permesso di mettersi in luce con le sue iniziative e i progetti per la capitale, rivolti ai giovani e alle politiche d'integrazione.
Tra i suoi primi atti, spiccano le campagne per l'apertura 24 ore su 24 della metropolitana viennese, di ampia copertura mediatica, che portarono al referendum nel 2010: un successo conteso a Kurz dai socialdemocratici del Spö, promotori della stessa battaglia.
MINISTRO PIÙ GIOVANE NELL'UE. Per le elezioni amministrative della capitale nel 2010, inoltre, il più giovane ministro degli Esteri d'Europa organizzò incontri ed eventi nei locali e nelle discoteche, attirandosi le simpatie del popolo della movida.
Tema di punta dei suoi programmi sono sempre state le politiche d'integrazione, fondate sull'equilibrio del compromesso: da centrista, Kurz ha chiesto che gli immigrati imparassero bene la lingua del Paese d'accoglienza e che, nelle moschee austriache, le prediche si tenessero in tedesco.

Dal Comune alla segreteria di Stato: Vienna scommette sui giovani

L'impegno e la visibilità nella capitale gli sono valsi, nel 2011, la nomina a sottosegretario di Stato durante un rimpasto di governo: un incarico, sulle prime, controverso, considerata la giovane età di Kurz e la sua mancanza di esperienza negli incarichi esecutivi.
Dopo un anno di lavoro, tuttavia, la valutazione del suo operato è stata eccellente. Da neoinsediato, l'allora 25enne presentò un suo programma-manifesto dal titolo Integrazione attraverso la prestazione, nel quale in sostanza sosteneva che, in Austria, gli immigrati devono poter essere misurati, concretamente, per come studiano e come lavorano, e non per le loro origini di provenienza.
FOCUS SULL'INTEGRAZIONE. Per tradurre gli ideali in realtà, Kurz ha poi presentato un breve rapporto sull'integrazione, proponendo, per esempio, un secondo anno di scuola materna dell'obbligo per i bambini con deficit del linguaggio e altre agevolazioni concrete, per migliorare gradualmente l'integrazione in Austria, di stranieri, persone con disabilità, figli illegittimi e altre categorie svantaggiate.
Fiore all'occhiello delle sue politiche, l'accordo di maggio 2013, negoziato con il ministero degli Esteri, per una nuova legge che permette di concedere la cittadinanza dopo sei anni a chi parla un ottimo tedesco.
RECORD DI PREFERENZE. Con questo asso nella manica, alle legislative del 29 settembre, Kurz ha raccolto un record di 35.700 preferenze a livello nazionale. Infine, pochi mesi dopo, il salto di qualità come ministro degli Esteri. Un evento impossibile in Italia, un po' per la gerontocrazia al potere. Ma anche perché le politiche d'integrazione da lui promosse, a livello popolare avrebbero avuto scarso successo.
Venerdì, 13 Dicembre 2013

Nessun commento:

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...