ROMA - Meriam Yahia Ibrahim Isha, la giovane cristiana condannata a morte a Khartoum, in Sudan, per apostasia e poi liberata, è arrivata con i due figli e il marito, Daniel Wani, in Italia su un volo della presidenza del Consiglio. Con lei il viceministro agli esteri Lapo Pistelli che segue da tempo il caso della donna sudanese. Ad accogliere la 27enne sudanese il presidente del Consiglio Matteo Renzi, accompagnato dalla moglie Agnese, e il ministro degli Esteri Federica Mogherini.

La donna è scesa dall'aereo con in braccio la figlia più piccola, Maya, nata mentre la madre era in carcere, lo scorso 27 maggio. Il figlio più grande, Martin, di un anno e otto mesi, era invece nelle braccia del viceministro Pistelli partito.

"Anche oggi siamo felici. Vi dirà tutto il viceministro Pistelli che ha curato questa operazione. Oggi è soltanto un giorno di festa", ha detto Renzi. Arrivando a Roma il vice ministro agli Affari esteri Pistelli, partito alle 18.45 di ieri per andare a prendere in Sudan Meriam, ha detto che "Meriam e i due figli stanno bene sono in ottima forma". "Il Santo Padre è stato informato ieri dalla presidenza del Consiglio" dell'arrivo di Meriam "e ha espresso la sua gratitudine e la sua gioia - ha aggiunto - . Credo che Meriam e i due figli avranno degli incontri importanti nei prossimi giorni e poi si trasferiranno negli Stati Uniti". La donna potrebbe incontrare il Santo Padre come ha detto Antonella Napoli, presidente di Italians for Darfur, in prima linea per la liberazione della giovane. Sul volo in arrivo dal Sudan Pistelli ha postato una foto, con un soddisfatto "Missione compiuta".

"E' una grande gioia - ha commentato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini - . Abbiamo seguito il caso sin da prima che fosse resa nota la condanna. Grazie al grande lavoro fatto da tanti, oggi possiamo accogliere Meriam a Roma. Ora lei ha bisogno di tranquillità con la sua famiglia".

FOTO Con i bambini dietro le sbarre

Il caso di Meriam aveva commosso il mondo. È stata a lungo in carcere incinta del suo secondo figlio. Nata da padre musulmano, Meriam era stata cresciuta nella fede cristiana dopo l'abbandono del padre, ma per la Sharia anche la religione viene tramandata, di diritto, dalla linea paterna. Pur essendosi sposata con un cristiano, viene accusata non solo di essersi convertita ad altra religione, ma anche di aver commesso adulterio in quanto il matrimonio tra fedi diverse non può essere riconosciuto. 

Il caso era stato citato dal presidente del consiglio Matteo Renzi, in occasione del suo discorso di inaugurazione del semestre europeo a Strasburgo. Parlando di Meriam e delle ragazze nigeriane sequestrate dagli islamisti di Boko Haram, Renzi aveva sottolineato: "Se non c'è una reazione europea non possiamo sentirci degni di chiamarci Europa".