mercoledì 3 maggio 2017

La consigliera della giunta Appendino: “Mai più concedere le piazze di Torino ai Sindacati”

di G.G., Torino




E’ stato un primo maggio poco allineato ai valori del M5S quello che ha fatto sbottare la consigliera a 5Stelle Daniele Albano, anche presidente della commissione Cultura, Istruzione, Sport, turismo, Tempo Libero e Gioventù e che le ha fatto dire che sarebbe bene non concedere più le piazze ai Sindacati? Immaginiamo: la consigliera non si è espressa bene e si riferiva forse ai tafferugli tra alcuni manifestanti e la Polizia che ha provocato una specie di guerriglia urbana durata qualche minuto. Come se comune e consiglieri eletti di maggioranza non dovessero preoccuparsi della sicurezza della città che governano. Che si può anche dire, se non ci pensano loro chi deve pensarci?


Siccome noi pensiamo sempre che le persone siano in buona fede, anche quando la malafede è palese, immaginiamo che la consigliera Albano turbata, abbia voluto comunicare con il suo tweet la necessità di evitare che durante i cortei del 1° maggio possano ripetersi accadimenti simili e che la pancia, che è notoriamente e sempre una pessima consigliera, le abbia fatto postare un incauto commento che sicuramente risalirà a qualche tempo fa. Di fatto, il commento è infelice, perché ci sono sempre mattacchioni che ti riesumano, per quanto cadavere tu sia, e postano i tuoi post che vengono ripostati, e raccontano al volgo il rozzo, volgare e profondamente antidemocratico che sei. Che non è nemmeno detto che sia vero. Certo è che dopo gli accadimenti; dopo il 1° maggio e con la fame di lavoro che c’è, pretendere che non venga più concessa la piazza ai sindacati sa tanto di fasciopopulismo di ultima generazione. E non fa bene a nessuno. Nemmeno a chi fasciopopulista dovesse eventualmente sentirsi. Il rischio è che si considerino queste misure una regressione degli spazi democratii e delle libertà individuali e per tanto integerrimi difensori delle libertà, soprattutto quando c’è da toglierla agli altri per fare ciò che vogliono loro, è un rischio inaffrontabile. O forse calcolato.

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