lunedì 2 gennaio 2017

I grillini producono bufale per i loro elettori deficienti ed analfabeti, come dovrebbe volere una regolamentazione della rete.

Grillo difende la post-verità: No ai tribunali per censurare il web

Beppe Grillo post-verità

Il leader M5S attacca la voglia di Santa Inquisizione del potere che ha paura della rete 

Beppe Grillo ha difeso la post-verità, schierandosi contro i tentativi di regolare l’informazione sul web. Lo spunto per la presa di posizione del leader del M5S è stato fornito da un’intervista al Financial Times di Giovanni Pitruzella, in cui il garante della Concorrenza auspicava una lotta europea contro le bufale e le fake news che proliferano in rete.

BEPPE GRILLO DIFENDE LA POST-VERITÀ

Il leader del M5S, movimento accusato dagli avversari di diffondere notizie non veritiere, ha criticato con veemenza un passaggio dell’intervista – definita a metà strada tra il delirio d’onnipotenza e l’ignoranza completa di come funzioni il web – in cui Pitruzzella chiedeva un intervento delle istituzioni pubbliche per regolare il web.
Tradotto significa che vogliono fare un bel tribunale dell’inquisizione, controllato dai partiti di governo, che decida cosa è vero e cosa è falso. Immaginatevi la scena.
Prima di criticare la proposta a suo vedere censoria del garante della Concorrenza Grillo aveva spiegato la post-verità con la descrizione, secondo lui da Treccani, di questo concetto fornita da Roberto D’Agostino.
Post-verità è una definizione usata dai rosiconi che non sono entrati nel ventre della balena del web e quindi non riescono a interpretare i tempi. Parliamo di giornalisti le cui testate hanno avallato per anni bugie ed idiozie di ogni tipo. La post-verità semmai è quella costruita dai giornalisti. Chi vi ha aderito poi si è sorpreso per Grillo, per la Brexit, per la vittoria di Trump e per quella del no al referendum in Italia. Ci raccontano un mondo che non esiste più e chiamano post-verità quello reale.

Beppe Grillo post-verità

BEPPE GRILLO RILANCIA L’INFORMAZIONE SUL WEB CONTRO LE FALSITÀ DELLA TV

Beppe Grillo rimarca nel post come l’attacco contro la cosiddetta post-verità sia condiviso da molti leader della politica italiana: il fondatore del M5S cita Gentiloni, Renzi e Napolitano, per rimarcare come sia compatto il fronte attualmente governativo nell’attaccare l’informazione fornita dal web. Il leader pentastellato attacca l’informazione in TV, citando come esempio di falsità diffuso senza contraddittorio la scheda elettorale per il Senato esibita, in diretta web, da Matteo Renzi. Grillo chiude il suo post annunciando che nessuno sarà in grado di fermare l’informazione libera sul web.
Tutti uniti contro il web. Ora che nessuno legge più i giornali e anche chi li legge non crede alle loro balle, i nuovi inquisitori vogliono un tribunale per controllare internet e condannare chi li sputtana. Sono colpevole, venite a prendermi. Questo Blog non smetterà mai di scrivere e la Rete non si fermerà con un tribunale. Bloccate un social? Ne fioriranno altri dieci che non riuscirete a controllare. Le vostre post-cazzate non ci fermeranno.
Foto copertina: ANSA/ANGELO CARCONI

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