domenica 19 giugno 2016


Repubblica: la candidata sindaca alle elezioni di Roma «aveva un aggancio» all'interno dell'azienda RMF, ovvero una funzionaria «che le avrebbe consentito di procurarsi il lavoro, bypassando l'albo dei professionisti ai quali la ASL deve attingere per scegliere i nomi dei legali a cui rivolgersi
DARIO FERRI
Giovanna Vitale su Repubblica di oggi parla degli incarichi di Virginia Raggi alla ASL di Civitavecchia e in particolare del secondo, che risale al luglio 2014: un secondo mandato per recuperare 400mila da Giuseppe Crocchianti, deceduto nel febbraio scorso. Il quotidiano dice che la candidata sindaca alle elezioni di Roma «aveva un aggancio» all’interno dell’azienda RMF, ovvero una funzionaria «che le avrebbe consentito di procurarsi il lavoro, bypassando l’albo dei professionisti ai quali la ASL deve attingere per scegliere i nomi dei legali a cui rivolgersi»
Pur non facendo parte dell’elenco istituito nel novembre 2012, la grillina ottenne infatti l’incarico per un compenso pattuito di 5mila euro. E ciò nonostante quello assegnato due anni prima, con la stessa causale e contro il medesimo creditore, non avesse prodotto gli esiti sperati: neppure un centesimo dei 458mila euro che nel 2012 la Asl intendeva riprendere è ancora rientrato nelle casse pubbliche.
Basta leggere la deliberazione n.773 del 31 luglio 2014, con cui il direttore generale Giuseppe Quintavalle conferisce il secondo mandato a Virginia Raggi, per scoprire che “responsabile del procedimento” di assegnazione è la dottoressa Gigliola Tassarotti. La quale firma anche come “estensore”. E chi è Gigliola Tassarotti? È la mamma di Marta Grande, classe 1987, la più giovane deputata in carica, indicata – all’indomani dell’elezione nella Circoscrizione Lazio 1 per il M5s – come possibile presidente della Camera.
Ebbene, neanche questo incarico – come pure quello precedente – è stato dichiarato dall’allora consigliera grillina nell’autocertificazione datata 1 dicembre 2014: sei mesi dopo averlo ricevuto. Raggi si limita semplicemente a denunciare, il 13 ottobre 2015, a dimissioni del sindaco Marino già presentate, i 1.870 euro percepiti a titolo di acconto per il mandato del 2012. Tacendo del tutto l’esistenza di questo ulteriore affidamento. Che non risulta mai dichiarato, nonostante il decreto Trasparenza che impone a tutti gli amministratori, quale lei era, di rivelare se si ricoprono “altri incarichi con oneri a carico della finanza pubblica”.
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Marta Grande, deputata M5S e figlia di Gigliola Tassarotti, funzionaria ASL di Civitavecchia
La questione non finisce qui: nell’articolo si cita l’avvocato Gianluigi Pellegrino, il quale sostiene che il Campidoglio dovrebbe far causa alla Raggi per danni:
Anche se, secondo l’avvocato Gianluigi Pellegrino, la candidata grillina rischia anche altro: «Il Campidoglio dovrebbe farle causa per danni», spiega il legale: «Il decreto 33/2013 pone l’obbligo di trasparenza in capo all’ente, è cioè il Comune che deve far sapere ai cittadini quali sono gli incarichi ricevuti dai suoi amministratori. Rilasciando false dichiarazioni come la Raggi, non gli si consente di esercitare il suo dovere di trasparenza».

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