lunedì 20 gennaio 2014

Claudio Abbado ci è stato invidiato da tutto il mondo e quattro poveri diavoli talebani grillini che vivono solo del blog di Grillo offendono senza limiti un genio della musica. Solo dei fessi così potevano scrivere post così.


Tutti quelli contro Claudio Abbado per la nomina a senatore a vita

di   - 20/01/2014 - I media e la politica hanno ricordato il maestro, definito uno dei «giganti della musica». Eppure non erano mancate le critiche dopo la decisione di Giorgio Napolitano di premiare i suoi meriti artistici, tra chi "denunciava" le sue "simpatie" per Castro e Chavez e chi azzardò presunti sprechi di denaro pubblico per il suo emolumento

Tutti quelli contro Claudio Abbado per la nomina a senatore a vita
C’è chi lo ha ricordato come un «gigante», un’eccellenza nel panorama musicale mondiale, in grado di onorare il nostro Paese nel mondo. Chi ha esaltato la sua capacità di credere nei giovani musicisti o chi ha sottolineato come avesse deciso di devolvere il suo emolumento parlamentare per creare borse di studio alla Scuola di Musica di Fiesole. Non sono mancati gli elogi e il cordoglio di media e politica dopo la notizia della scomparsa del direttore d’orchestra Claudio Abbado, morto all’età di 81 anni nella sua casa di Bologna. Eppure, al momento della sua nomina a senatore a vita, non mancò chi, tra populismo e retorica, criticò la scelta di Giorgio Napolitano di premiare il suo impegno e i suoi meriti artistici.
claudio abbado senatore a  vita
LE CRITICHE ALLA NOMINA DI CLAUDIO ABBADO COME SENATORE A VITA – Abbado era stato designato senatore a vita lo scorso agosto, insieme ad Elena Cattaneo, l’architetto Renzo Piano e il professor Carlo Rubbia. Poche ore dopo la nomina del capo dello Stato,  non erano però mancate reazioni indignate da parte di chi aveva ricordato alcune dichiarazioni del maestro, con le quali aveva elogiato Castro e Chavez: nel 2010, ospite di Fazio e Saviano a “Vieni via con me”, aveva avuto parole di ammirazione per la politica culturale portata avanti dal governo venezuelano, dove si potevano trovare “duecentottanta orchestre giovanili”. Sempre nel 1999 Abbado era stato a Cuba, per un concerto per il compleanno di Fidel Castro, all’epoca ancora saldamente al governo dell’isola. Qualche mese prima, durante un’intervista per il Corriere della Sera, Abbado aveva invece dichiarato che Cuba, da anni sottoposta all’embargo totale, aveva “bisogno di aiuto”, per salvare la musica: «E pensare – aveva ricordato il maestro – che un tempo, una cinquantina d’anni fa, Cuba aveva una delle orchestre più prestigiose del mondo, la Filarmonica dell’Avana. [...] Adesso, dopo infinite vessazioni economiche, la situazione musicale del Paese è ridotta allo stremo. Non ci sono neanche più i soldi per cambiare le corde agli strumenti», aveva spiegato. Dichiarazioni criticate da diversi giornalisti e politici.
Claudio Abbado critiche senatore a vita

Dal proprio blog, Nazzareno Carusi (Libero e TgCom24) parlò addirittura divergogna, in relazione alla nomina di Abbado. «Ricordo male, o la Costituzione parla degli altissimi meriti coi quali aver illustrato la Patria, per viatico al laticlavio vita natural durante? La storia musicale del maestro con la emme piccola dice invece d’un impiegato per gli affari suoi, amico del tiranno Castro e che mai s’è speso per l’Italia. Mai.», scrisse.

TUTTE LE ACCUSE - Ma la nomina di Abbado non era stata criticata soltanto per le sue “simpatie” nei confronti di Castro e Chavez.  Era stato oggetto di pesanti accuse, in un mix di populismo e antipolitica, da parte di chi riteneva la sua nomina come “inutile”, azzardando possibili sprechi di risorse pubbliche.  Proprio come quella degli altri tre neo senatori a vita. Dai parlamentari del Pdl non mancò la provocatoria ipotesi della nomina di Berlusconi, quando ancora non era stata votata la decadenza dal Senato. Non senza “denunciare” come, a loro dire, la nomina dei senatori a vita sarebbe servita soltanto come stampella per il governo Letta, dalla cui maggioranza sarebbe poi uscito il partito di Berlusconi.  «Il lupo perde il pelo ma non il vizio», dichiarò il deputato Pdl Maurizio Bianconi. «Restiamo in fervida attesa di un voto determinante nel quale i cinque senatori a vita, creati da re Giorgio saranno determinanti per la sconfitta del centrodestra e di Berlusconi. Proprio di ben in meglio», aggiunse. Non fu l’unica critica dal centrodestra. Fu il segretario attuale della Lega NordMatteo Salvini, ad etichettare come una «presa  per il culo per gli italiani che fanno sacrifici» la nomina di Abbado, Cattaneo, Rubbia e Piano. «Dobbiamo tagliare, faticare e risparmiare, e Napolitano ha la bella idea di inventarsi altri 4 stipendi a vita», azzardò il leader del Carroccio. Anche dal MoVimento 5 Stelle non mancarono le polemiche: «Se ne sentiva proprio il bisogno di questi 4 nuovi senatori a vita. Grazie Presidente Napolitano. Renzo Piano, Cattaneo, Abbado, Rubbia saranno stipendiati a vita senza essere stati eletti da nessuno. E vediamo anche come e se voteranno: avranno un atteggiamento critico o saranno i lacchè delle larghe intese?», spiegò il pentastellato Alberto Airola. Sempre dal M5S, fu invece il consigliere bolognese Massimo Bugani a criticare Abbado per un’altra questione, legata alla condizione precaria del sistema teatrale del capoluogo dell’Emilia Romagna:
Claudio Abbado Massimo Bugani
«Il Senatore Abbado, forte del suo nome e della meritata fama, ha drenato tutte le risorse possibili per molti anni nella nostra città. L’orchestra Mozart, da noi ribattezzata “all stars orchestra”, ha fatto debiti in giro lasciando molti creditori a bocca asciutta (a partire dal teatro Manzoni che come sappiamo attende ancora più di 60.000 euro dalle “all stars”), ha prosciugato le fondazioni bancarie che hanno elargito somme da capogiro per mettere in scena meravigliosi concerti con forse l’obiettivo di costringere la città a costruire l’imponente e costosissimo Auditorium di Renzo Piano. Ma l’Auditorium non c’è e non si farà e allora ad Abbado Bologna non interessa più. Niente più concerti della “all stars orchestra”, cancellato il cartellone, niente più Abbado, niente più spettacoli, niente più musica lirica e sinfonica in città. No Abbado no party», scrisse Bugani.
SUI SOCIAL - Dopo la notizia della morte di Abbado, altri utenti sui social network hanno continuato ad attaccare:
Claudio Abbado critiche senatore a vita 2
Altri, invece, hanno sottolineato come figure come Abbado, riconosciute e ammirate all’estero, siano vittime in patria di campagne denigratorie:

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