mercoledì 22 gennaio 2014

Pensano solo ai propri interessi. Una vera vergogna. Vorrei vedere se negli Usa è consentito tutto questo.

POLITICA

Legge elettorale bloccata dalla norma ''salva Lega''

S'arena la riforma. Il Carroccio contro lo sbarramento. Ma Salvini: «Non vogliamo aiutini». Alla conta Renzi rischia.

Primo intoppo nella corsa dell'Italicum. Il testo della riforma nato dall'accordo tra il segretario del Partito democratico Matteo Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che avrebbe dovuto essere esaminato nella Commissione Affari costituzionali nel pomeriggio di mercoledì 22 gennaio, è slittato alla seduta serale. In alternativa la convocazione rischia di arrivare solo venerdì 24, se non addirittura sabato 25 o domenica 26 (a questo punto è possibile che anche l'approdo alla Camera slitti dal 27 al 29).
Il documento si sarebbe arenato sulla cosiddetta norma 'salva Lega', proposta dal relatore Francesco Paolo Sisto di Forza Italia, che ha chiarito come «l'impianto è quello dell'asse Renzi-Berlusconi, ma non si tratta di un 'prendere o lasciare'».
COL 5% CARROCCIO FUORI. Il Carroccio, infatti, con lo sbarramento al 5% per i partiti coalizzati rischia di rimanere fuori dal parlamento. Nelle elezioni del 2013 il partito ora guidato da Matteo Salvini prese solo il 3,9% a livello nazionale: per questo motivo, come ha confermato il capogruppo del Pd in Commissione Emanuele Fiano, rimane aperto il nodo della norma che si applicherebbe ai partiti su base regionale, come appunto la Lega.
COME NEL PORCELLUM. Proprio per evitare di lasciare fuori dalle Aule i partiti regionali, quelli con una forte radicalizzazione in alcune zone d'Italia, il Porcellum prevedeva un paracadute. Era un escamotage che permetteva una soglia più bassa di entrata per le formazioni politiche che avessero preso il 10% almeno in tre regioni. Che nel caso della Lega potrebbero essere Veneto, Lombardia e Piemonte.
Tuttavia, Salvini ha spiegato che «il Carroccio non ha bisogno di aiutini o leggi elettorali fatte su misura». Poi ha aggiunto: «Il consenso lo chiediamo ai cittadini, alla luce del sole, non con accordi o accordini 'salva Lega'».
L'OPPOSIZIONE DI VENDOLA. I problemi per l'Italicum, però, non riguardano solo gli esponenti del Carroccio.
Anche il leader di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola ha avvertito che se la riforma dovesse approdare in parlamento così come è stata presentata, allora il suo partito ha intenzione di bocciarlo.
E sulle preferenze, il Nuovo centrodestra, attraverso il ministro delle Riforme Geatano Quagliariello, ha chiarito di non voler mollare. Della stessa opinione il titolare del dicastero della Pubblica amministrazione Gianpiero D'Alia: «Le liste bloccate sono da abolire».
«Alzare la soglia per il premio di maggioranza», gli fa eco il ministro della Difesa Mario Mauro, «e sì alle preferenze».
IL NCD SPINGE PER LE MULTICANDIDATURE. Un altro problema, sollevato dal Nuovo centrodestra, è quello delle multicandidature.
Visto che l’Italicum prevede un meccanismo casuale, che non mette direttamente in collegamento i voti espressi e il candidato eletto, e non sapendo dove scatta il quorum (il riparto dei seggi è nazionale su base proporzionale) il partito di Angelino Alfano ritiene irrinunciabile la necessità di poter presentare i candidati forti in più collegi.
D'ALEMA GELA RENZI. Intanto, mentre Renzi deve andare alla conta in commissione Affari costituzionali di Montecitorio, Massimo D'Alema ha ribadito la sovranità del parlamento sul tema delle riforme istituzionali, spiegando che tocca alle Camere «approfondire, correggere e decidere» la legge elettorale.
Mercoledì, 22 Gennaio 2014

Nessun commento:

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...