giovedì 31 ottobre 2013

Che bella vicenda. E se intervistassimo i grillini vogheresi e pavesi su questo argomento cosa ci direbbero. Semplice. La Nanni direbbe:" Non è nel programma". E Marfi:" Non lo avevamo stabilito prima. Povera Italia.

Beppe Grillo e il caos della taranta leccese

di   - 31/10/2013 - Parentopoli? Alcuni attivisti salentini rivolgono domande specifiche agli eletti 5 Stelle. La senatrice Donno ci risponde chiarendo la sua posizione. Nel mentre si chiede maggiore trasparenza al comico e volano scambi di post non proprio edificanti

Beppe Grillo e il caos della taranta leccese
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Che succede nel Salento? Dopo il servizio sul sito Trnews qualcuno chiede maggiore trasparenza agli eletti salentini 5 Stelle in Senato. Lo fa con un documento, diffuso in rete in queste ore, dove si fanno delle domande specifiche ai senatori 5 Stelle. Titolato Facciamo chiarezza? O serve l’apriscatole? rivolge dei precisi quesiti agli eletti. Tre pagine, firmate da 22 iscritti al MoVimento 5 stelle, arrivano alla vigilia di un incontro in terra salentina, mentre si chiede chiarezza fuori e dentro Roma.
Senato - Beppe Grillo assiste alla seduta dalla tribuna ospiti
IL MISTERO DEL COLLABORATORE – Tr news riportò la notizia della “ribellione” della “base leccese” che chiedeva chiarezza sulla presunta assunzione della figlia del compagno della senatrice Danny Donno. Noi ne abbiamo parlato qui, riportando la replica a Tr News della senatrice Donno, che sempre su Fb ha messo il nome della sua collaboratrice.
La mia collaboratrice si chiama Marialuisa Ripa, ha il titolo di avvocato ed è stata tutelata con regolare contratto depositato presso il Senato della Repubblica. Nel rispetto delle linee economiche che ci siamo imposti all’interno del gruppo M5S; inoltre i collaboratori parlamentari cerchiamo di ospitarli in casa, in questo modo facciamo risparmiare al cittadino ulteriori costi della politica. Bastava che la brava giornalista mi interrogasse (cellulare, social network, email) per ottenere queste notizie, evitando così di riportare allusive ed offensive considerazioni che possono incidere anche nella sfera privata.
CHIARIMENTI – Una segnalazione (che vuole rimanere anonima) giunta in redazione sostiene che ora la collaboratrice della cittadina Donno non sia più Ripa ma un altra persona. Non solo, secondo quanto segnalatoci la collaboratrice si troverebbe fisicamente a Lecce e non a Roma. Abbiamo contattato Ripa via telefonica ma ha preferito non risponderci. Abbiamo contattato la segreteria dell’onorevole Donno che si è mostrata disponibile nel rispondere alle domande via mail. Gliele abbiamo inoltrate. Eccole qui:
beppe grillo movimento 5 stelle lecce 3
Donno ci ha risposto. Ecco qui le sue risposte:
Gent.ma Dott.ssa Carboni,
La ringrazio per fornirmi la possibilità di chiarire alcuni punti, su una vicenda composta da accuse infondate, pessima informazione, vergognosa strumentalizzazione delle notizie.
1) Si, la mia assistente è l’avvocatessa Marialuisa Ripa legata da regolare contratto in scadenza. In seno al MoVimento abbiamo predisposto un contratto uguale per tutti i collaboratori che prevede un compenso in euro 1.800,00 mensili al lordo delle ritenute , del contributo dovuto all’INPS ai sensi dell’art. 2, comma 26 della legge n. 335/95 e all’INAIL con esclusione di qualsiasi indennità non specificatamente previste.
2) La mia assistente, come da contratto, può svolgere la sua attività sia presso la Capitale sia sul territorio. Attualmente si trova a Lecce luogo in cui sono state eletta.
3) Vorrei usare un termine popolare: maldicenza, per descrivere l’ondata di fango di cui sono stata vittima insieme ad una collega senatrice del MoVimento Cinque Stelle. Non ho un compagno e non ho un figlio e le assicuro che non ho neanche un rapporto di parentela con l’avvocatessa citata che, per motivi professionali, terminerà a breve il suo contratto di collaborazione presso la mia segreteria.
4) Al momento, visto che il contratto con l’avvocatessa si sta per concludere, sto vagliando – in un regolare e breve periodo di prova – altri collaboratori. In ogni caso, come é il mio modo di agire: rispetterò i canoni di trasparenza, di non parentela e di informazioni al cittadino così come previsto dal MoVimento. Quanto al curriculum vitae se il collaboratore mi presterà il suo consenso per la privacy provvederò a pubblicarlo, in caso contrario sarà apprezzato per il suo agire futuro e non per il suo passato. In ogni caso le confermo che la scelta necessariamente ricade su un laureato in giurisprudenza, che conosca perfettamente l’inglese e che abbia dimestichezza con il personal computer.
5) Gli attivisti e i simpatizzanti del MoVimento Cinque Stelle mi conoscono, sono ben informati e non hanno bisogno di ottenere chiarimenti dalla sottoscritta. Ci conosciamo da anni, dai banchetti alla raccolta firme, alla campagna elettorale siamo stati sempre vicini lottando per cambiare il Paese e mandare a casa una casta che lede gli interessi dei cittadini. Negli attivisti, quotidianamente, trovo la forza per superare vergognosi attacchi personali.
La senatrice ci allega sotto anche il suo comunicato che ha inoltrato su Fb. In rete è stato diffuso corredato da un frame col nostro articolo. Lo ha intitolato “Persone che generano fango”.
beppe grillo - movimento 5 stelle - daniela donno - lecce 5
La tesi però sostenuta dalle informazione diffuse a livello locale è stata riportata fedelmente ovvero la struttura della frase “figlia del compagno”. Non è nostra prerogativa gettare fango sulle persone, semplicemente informare. Per questo chiediamo.
COSA CHIEDONO NEL DOCUMENTO - Torniamo alla lettera firmata dai 22 iscritti. Ci sono vari punti su cui si chiedono conferme o smentite: “perché, non si è attivato , in attesa della piattaforma nazionale, un canale di comunicazione accessibile e fruibile da tutti/e gli attivisti/e?”, “le assenze di qualcuno superano il 20%, ci sono motivi seri?”,  ”sui c.d. voti ribelli, ci sono ragioni motivate e palesi? (Lezzi n°21, Buccarella n° 20, Donno n° 6, De Lorenzis n°1 : voto diverso da quello del gruppo M5S; si tratta di un indicatore puramente quantitativo del grado di ribellione alla “disciplina” del gruppo)”
e sopratutto…
è vero che Lezzi e Donno NON hanno firmato l’impegno etico all’atto della candidatura e che Buccarella e De Lorenzis l’hanno sottoscritto con riserva?
guarda la gallery:
PUNTO PER PUNTO – Il documento, pubblicato in una pagina Facebook su cui si fa ironia citando l’ “Apriscatolino”, prosegue chiedendo conto sulle rendicontazioni e sull’identità dei collaboratori. Si specifica domandando se ci siano o meno legami di parentela. Non solo, si cita nel documento anche la chat parlamentarie: «In merito a quanto emerso dalla lettura della tristemente nota chat “Parlamentarie”, quali sono i definitivi ed esaustivi chiarimenti?». La chat Parlamentarie sarebbe una serie di frame pubblicati in un gruppo Fb che immortala le reazioni di alcuni senatori pugliesi 5 stelle a poche ore dal voto nazionale. Secondo la segnalazione che gira in rete il voto sarebbe stato “manipolato” in favore di qualche eletto. Dal file sullo scambio battute (consultabile anche su un file meetup qui) però pare che a suon di chat ci si scambino solo meri pareri su un conteggio dei voti che escluderebbe di fatto il piazzamento di alcuni candidati in favore di altri. Il tutto con un linguaggio molto informale. Peccato che però nel gruppo chat vi sia rimasto uno degli attivisti che ha denunciato all’interno di alcuni gruppi 5 Stelle lo scambio avvenuto, già da settembre. Una mail allegata alla chat (secondo il link “inviata allo staff nazionale” nei mesi scorsi) spiega alcune perplessità a firma di tre attivisti, incluso il messaggio di uno dei candidati:
Caro Beppe, ho partecipato alle parlamentarie per la Puglia, ma non intendo più candidarmi perché ritengo di essere stato ampiamente discriminato dalla votazione online che doveva essere democratica ma che così non è stata grazie alla squallida, illecita ed immorale strategia operata da un gruppo di bulli a 5 stelle che hanno orientato il voto perché a loro dire era indispensabile per arginare l’analoga strategia operata dal gruppo di Bari riferibile al candidato Ciampolillo. Questa realtà è stata confermata dai diretti interessati nella conversazione, oggetto di denuncia allo staff, che allego alla presente. Quanto accaduto mi ha enormemente deluso perché ha reso il M5S in Puglia simile alle organizzazioni partitiche e, senza un tuo chiaro intervento, sarà rappresentato in Parlamento da persone identiche a quelle che pretendiamo di combattere. Seppure comprendo che i tempi imposti dai parassiti di stato per ostacolare il M5stelle non consentono di frantumare l’esito delle parlamentarie, nè di adottare immediatamente le regole da Te postate il 2 u.s. nelle istruzioni per le parlamentarie, IO NON INTENDO ESSERE complice di questa realtà. Ho ancora speranza che il Movimento possa immunizzarsi anche dalle bassezze e miserie umane e per questo auguro una buona campagna elettorale a tutti.
Intanto la diatriba tra chat 5 stelle prosegue. Un’ora fa circa La senatrice Barbara Lezzi ha pubblicato questa nota:
Sotto si possono leggere tutti i pro e contro alla questione. Forse però così non si fa altro che alimentare altro caos.
BEPPE COSA SUCCEDE? - Oggi il Fatto quotidiano racconta i dettagli dell’incontro tra la senatrice Laura Bignami e Beppe Grillo. Sul tavolo non c’è stata solo la questione comunicazione. In particolare il giornale riporta i dubbi della cittadina riguardo a presunte assunzioni dentro il MoVimento. Si cita la presunta assunzione della “figlia del compagno di Barbara Lezzi” come assistente della senatrice. Potrebbero però esserci altri casi. Contattata da Giornalettismo la senatrice Bignami non fa nomi, ma spiega il colloquio avuto con Grillo. «In realtà – racconta – è un cosa di cui sono venuta a poco a conoscenza. Per me alcune cose sono importanti e fondamentali. Non mi voglio sbilanciare perché vorrei fare una indagine anch’io. Non mi interessa la persona ma il principio, sono persone che stimo tantissimo dal punto di vista della competenza, però secondo me ci sono ragioni necessarie ed alcune sufficienti. Non le posso dire altro. L’onestà e l’integrità morale sono importanti per chi ci vota, questo è il mio punto di vista». Grillo, secondo quanto ha riportato il Fatto Quotidiano, avrebbe ascoltato le perplessità di Bignami. «Mi spiace – spiega Bignami – che sia trapelata questa notizia. Lui poi mi ha chiesto di chi si trattasse. Io non chi sia, se tutti o alcuni. Non voglio avere a che fare con cose scandalistiche esterne, è fondamentale però che alcune cose rimangano il nostro baluardo». «La rete – spiega la senatrice – va bene per esser costruttivi dal punto di vista funzionale nella creazione di progetti, condivisione di ideali. Quando si arrivano personalismi la cosa lascia il tempo che trova. Tenga presente che questo buon ragionare fa parte della gran parte delle persone che ci sono nel MoVimento. Per questo se c’è qualcosa che non va è giusto che se ne parli. Non voglio fare parte di telenovelas, sono una persona concreta che nella sua sintesi – ironizza – è ben rappresentata dal suo cognome».
DISCUSSIONI ANCHE NEL FORUM ROMANO – La questione si allarga anche in quel di Roma. Nel meetup capitolino è partito un tread di 19 pagine titolato Info ed elenco collaboratori dei nostri portavoce. Ad intervenire vari attivisti, tra cui anche il portavoce di Paola Taverna che spiega punto per punto curriculum e reclutamento. Il problema è che facendo nomi e cognomi si citano collaboratori come “trombati alle recenti elezioni”. Sul forum replica alle accuse “da rosicone” Massimo Lazzari, assistente della deputata Carla Ruocco: «Fui ricandidato su specifica richiesta dell’assemblea del mio municipio come semplice riempilista dato che nel XV non c’erano abbastanza cittadini con i necessari requisiti di attivismo, tanto che il XV attinse anche dai municipi limitrofi. Rammento che ogni riempilista attinto tra le fila di chi già candidato alla regione o politiche, se eventulamente eletto, aveva preso l’impegno di dimettersi e passare l’incarico al successivo di lista». Lazzari dichiara la sua retribuzione: «Ora abbiamo stipulato un regolare contratto. Il compenso lordo si aggira sui 1.700 euro, da cui andrà dedotta l’Irpef più tasse e controtasse varie».
LA COSA PUO’ INGRANDIRSI – C’è una parte di attivisti che mette zizzania? Ci sono senatori che fanno assumere persone troppo vicine nelle stanze della Casta? Ci sono parlamentari che fanno melina davanti a contratti, curricula e forme di reclutamento sulle candidature inviate per collaborare? Basterebbe un post, un pdf o un link come già qualcuno ha opportunamente fatto nei meet up per dipanare ogni nodo. «Come avvengono queste convocazioni?», un attivista che vuole rimanere anonimo spiega le sue perplessità davanti alla scelta dei collaboratori. Spiega che sono arrivate anche tante proposte di candidatura via mail e che si vuole semplicemente confrontare i curriculum con quelli di chi attualmente lavora fianco a fianco con gli eletti. «Qui – aggiunge – la cosa potrebbe esser molto più grande, potrebbe riguardare anche alcuni deputati. Io sono un attivista e so bene che gli altri fanno uno schifo peggiore ma noi dobbiamo dare il buon esempio». Nessuna presa di posizione contro le singole persone elette, sia ben chiaro, ma una richiesta di maggiore trasparenza. Queste cose, assicura l’attivista, potrebbero emergere nella riunione del primo novembre prevista a Lecce con i parlamentari. «Siamo una minoranza, gli eletti in Salento hanno molti attivisti dalla loro parte», spiega. Intanto a Lecce si prepara l’incontro con i parlamentari. Si tiene domani, sarà in streaming e saranno presenti Maurizio Buccarella, Daniela Donno, Diego De Lorenzis, Barbara Lezzi. Una occasione per chiarire una volta per tutte. Non più in rete, ma davanti ad un microfono: con una telecamera accesa.

1 commento:

Unknown ha detto...

Come prima, peggio di prima.

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...