sabato 6 aprile 2013

L'affermazione della sorella di Romeo Dionisi dimostra tutta l'ignoranza dei cittadini post Berlusconi. Una persona che non c'entra niente con la vecchia politica viene insultata. Nessuno ha il coraggio di urlare chi sono i responsabili di questa situazione: il clown n.1 che ha distrutto l'Italia e poi l'ha messa nelle mani di Monti affinché facesse il lavoro sporco. Il clown n.2 che continua a sparare a destra ed a sinistra le sue grandi idee fatte di insulti e non dice mai cosa vuole fare e con quali soldi.


Suicidi nelle Marche, Boldrini contestata ai funerali di Civitanova

"Faceva meglio a non venire" è lo sfogo della sorella di Romeo Dionisi. "Non ce la facciamo più" grida la folla. Il presidente della Camera andrà all'obitorio per incontrare i familiari delle vittime

Laura Boldrini
Omicidio di Stato“, “Omicidio della politica”, “Ladri“,  e “neanche gli animali sono trattati così”. La tensione era alta nella Chiesa di San Pietro e Paolo di Civitanova Marche all’arrivo dei feretri dei tre anziani che si sono suicidati per gravi motivi economici. E, quando le porte della Chiesa si sono chiuse, chi è rimasto all’esterno ha continuato a gridare  ”assassini” e frasi come “non è vero che non hanno chiesto aiuto, non glielo hanno dato“.
E al suo arrivo nella cittadina marchigiana la presidente della Camera è stata contestata. “Faceva meglio a non venire”, è lo sfogo che accoglie Laura Boldrini, giunta per partecipare ai funerali. 
 ”Non ce la facciamo più – è l’urlo della folla – non c’è futuro per i giovani”. Davanti al Comune, dove era in corso una riunione aperta per i coniugi morti, le grida erano alte. Laura Boldrini, però, si è difesa: “Ci tenevo ad essere qui, è una tragedia immensa“.
”Bisogna dare più misure di protezione sociale in un momento in cui la crisi è pesante” è l’appello lanciato dalla presidente della Camera, che ha definito il triplice suicidio “una tragedia che ha sconvolto il Paese”.  “C’è una cosa su cui dobbiamo riflettere: il senso di vergogna a chiedere aiuto – ha denunciato Laura Boldrini – è come se oggi nel nostro Paese non avere abbastanza soldi significhi essere una persona indegna”. L’invito è quello a “rivedere la scala dei valori”.
 ”Il primo dovere delle istituzioni è esserci, ‘metterci la faccia, tanto più nei momenti duri. Sarebbe troppo comodo – e per quanto mi riguarda inaccettabile – scegliere di essere presenti soltanto dove è garantito l’applauso”, ha  poi affermato rispondendo  alle contestazioni.  ”Non mi sono accorta di alcuna contestazione, né all’ingresso, né all’uscita dal Comune di Civitanova”, ha concluso la presidente della Camera.
Prima della cerimonia la presidente della Camera ha visto il sindaco Tommaso Claudio Corvatta, e poi si è recata nell’obitorio per incontrare i familiari delle vittime, dove ha dialogato a lungo con due sorelle delle vittime e il nipote Sergio. All’uscita Laura Boldrini  è stata accolta da qualche applauso e da qualche “brava”.

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