sabato 6 aprile 2013

Franceschini dimettiti. Proposta impraticabile. Fino a ieri avevi detto che i due partiti erano alternativi e adesso cosa è cambiato?



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POLITICA
Governo, Franceschini apre al confronto col Pdl
L'ex segretario del Pd: «Otto punti? C'è propaganda ma parliamone».


(© La Presse) Dario Franceschini, ex segretario del Pd.

Più che un governissimo «un atto di coraggio», un governo di transizione «sostenuto da avversari per fare cose urgenti come la legge elettorale o provvedimenti di sostegno all'economia». Dopo l'intervista al Corriere della Sera con la quale aveva aperto al dialogo col Pdl, Dario Franceschini ha voluto specificare il concetto delle intese politiche con il centrodestra nell'interesse del Paese. Al Tg1 Franceschini è partito dagli otto punti programmatici lanciati da Silvio Berlusconi: «Sono idee da mettere sul piano del confronto, anche se c'è molta propaganda», ha spiegato.
«IL PD NON PUÒ PERMETTERSI DIVISIONI». Ma come dimostrano le dichiarazioni quotidiane di Renzi, il tema del governissimo è scivoloso e sta aprendo crepe sinistre nel Partito democratico.
In diverse aree del partito, dai lettiani ai dalemiani, ma anche tra i 'big', come Walter Veltroni o Anna Finocchiaro, ci si interroga su come uscire da una situazione 'bloccata'. Una preoccupazione attribuita dal Secolo XIX anche a Rosy Bindi in un'intervista che però lei ha smentito. «Bersani non sa più che fare e il partito è fermo, senza prospettiva», avrebbe detto la presidente dell'Assemblea Pd nel colloquio giornalistico che il quotidiano invece conferma. La tensione è comunque palpabile nel partito alla vigilia di una settimana cruciale nella quale Bersani dovrebbe, tra l'altro, incontrare Berlusconi in chiave di ricerca di una 'corresponsabilita' sulla scelta del prossimo primo inquilino del Quirinale.
«Il Pd è un grande partito, non ha mai avuto né avrà mai un capo-padrone ma un leader. Il problema è tenerlo unito e questo dev'essere lo spirito di tutti, perché non possiamo permetterci il lusso di divisioni. Dobbiamo affrontare i problemi degli italiani, sennò non ci perdonano», ha ammesso Franceschini.

Sabato, 06 Aprile 2013

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