martedì 23 maggio 2017

Falcone deve unire, chiedo ai democratici di non rispondere a Grillo

Legalità
strage Capaci
Ci sono delle date che non si cancellano: puoi strappare il foglietto dal calendario, ma non lo strapperai mai dalla mente. Il 23 maggio 1992 è una di quelle
 
Oggi Beppe Grillo usa l’anniversario della strage di Capaci per fare polemica sul Pd e la mafia. Vorrei chiedere a tutti i democratici di non cadere nel suo gioco e di non rispondergli. Perché la data di oggi deve unire gli italiani, non dividerli.
Ci sono delle date che non si cancellano: puoi strappare il foglietto dal calendario, ma non lo strapperai mai dalla mente. Il 23 maggio 1992 è una di quelle. Ho in mente precisi e nitidi i momenti di quel pomeriggio: i TG che danno la notizia sbigottiti, gli occhi puntati sul televideo, le orecchie incollate alla radio. Poi le prime immagini atroci in Tv. E soprattutto mi ricordo una sorta di sensazione strana personale, un misto di impotenza e spossatezza che a 17 anni può sembrare una contraddizione in termini. 
Quell’estate resterà per la mia generazione la ferita più profonda, per la morte di Giovanni Falcone prima e di Paolo Borsellino poi, insieme a Francesca Morvillo Falcone e alla donna e agli uomini della scorta. 
Sono passati 25 anni. Ci siamo diplomati, laureati, sposati, fatti una vita. Eppure mi ricordo ancora addosso l’odore della paura e della rabbia di quelle ore. La commemorazione di oggi è innanzitutto commozione e dolore. Senza retorica possiamo dire che lo Stato che allora non riuscì a salvare alcuni dei suoi figli migliori, oggi è più forte e più solido. Ma proprio per questo abbiamo il dovere di custodire la memoria. Perché gli ideali per cui Falcone ha vissuto, per cui si è versato il sangue dei martiri di Capaci, sono il fondamento del nostro futuro. Non dividiamoci oggi. Tutti insieme, contro le mafie. Viva l’Italia.

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