domenica 5 febbraio 2017

venerdì 03 febbraio 2017 11:57

Carla Raineri torna a spiegare ai meno svegli cos’è successo con la Raggi e l’ANAC

“Quando ho realizzato che la Raggi, o meglio Marra, aveva concepito un finto quesito (all’Autorità anticorruzione, Anac, ndr) per ottenere un parere volto a delegittimarmi, non avrei potuto restare un minuto di più”: a Radio Anch’io su Radio Rai Carla Raineri, ex capo di gabinetto di Virginia Raggi oggi è tornata sull’argomento della sentenza della Corte dei Conti che la riguarda. Giorni fa la Corte dei Conti ha stabilito che la nomina di Raineri a capo di gabinetto del Campidoglio, giudicata illegittima dall’Anac, era stata invece compiuta con una procedura corretta. “Il finto quesito è stato concepito ovviamente come ritorsione, perché avevo pronta la nomina del colonnello dell’arma dei carabinieri in sostituzione di Marra, ed era pronta con la data del 30 settembre – ha affermato Raineri – Mi potevo forse aspettare una scorrettezza da parte di Raggi o di Marra, visti i personaggi, ma non certo da Cantone. Invece questo parere è stata dato proprio nel senso auspicato da Raggi e Marra, in modo repentino e gravemente viziato da errori di merito e di metodo”.
raineri raggi marra
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La Raineri torna quindi a spiegare a chi dà torto la sentenza che dà ragione a lei. Anche se qualcuno – come quelli qui sopra – non aveva capito bene. L’ex capo di gabinetto della Giunta Raggi ha detto la sua anche su Salvatore Romeo: “Io mi rifiutai di apporre il visto di legittimità sulla sua nomina, che consideravo un’ipotesi scolastica di abuso d’ufficio. La invitai a revocare quella nomina ma questo non accadde. Con quel meccanismo, aspettativa e assunzione con articolo 90, di fatto veniva triplicato lo stipendio di Romeo”. Raineri aveva, sul caso, presentato un esposto. “Il gabinetto era un guscio vuoto. Le funzioni erano state esportate verso Marra e Romeo – ha detto Raineri – Non avevo il controllo di nulla, questi due personaggi vivevano in simbiosi con la sindaca, che io non vedevo”. “L’ipotesi più plausibile era che questi personaggi l’avessero aiutata nella campagna elettorale, che le avessero assicurato un successo che peraltro era anche scontato, perché si capiva che il sindaco di Roma sarebbe stato un cinquestelle – ha detto Raineri -. Adesso leggo di questi intrighi di palazzo (la polizza vita intestata da Romeo a Raggi, il presunto dossier ai danni di Marcello De Vito, ndr) di cui non ho mai avuto notizia”.

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