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Il sistema corruttivo al centro del caso Maugeri ha portato a sottrarre "oltre 70 milioni di euro alle cure dei malati lombardi. Milioni di euro pubblici finiti in una percentuale del 25 per cento nelle tasche di Pierangelo Daccò e Antonio Simone per finanziare i sollazzi di Formigoni, dei suoi familiari e dei suoi amici". E' il passaggio più duro delle repliche della pm Laura Pedio al processo con al centro la vicenda della fondazione di Pavia nel quale tra i 10 imputati figurano l'ex governatore della Lombardia e attuale senatore di Ncd Formigoni, il faccendiere Daccò, l'ex assessore Simone e l'ex dg della sanità lombarda Carlo Lucchina.

Il pm Pedio - che nella scorsa udienza aveva chiesto per l'ex governatore una condanna a nove anni - ha paragonato Formigoni all'ex senatore statunitense Duke Cunningham, condannato nel 2005 a 8 anni e 4 mesi per corruzione. "Tra i pagamenti corruttivi - ha detto Pedio illustrando il caso Cunningham - c'erano un'imbarcazione per uso e divertimento del membro del Congresso, viaggi aerei, vacanze e anche oggetti d'antiquariato". Il Tribunale ha rinviato per le controrepliche delle difese al 15 e al 22 dicembre prossimi, giorno, quest'ultimo in cui dovrebbe arrivare la sentenza.  "Per dieci anni - ha sostenuto la pm Pedio nella scorsa udienza - non ha speso un euro dei suoi soldi", utilizzando contante ottenuto da Daccò e Simone in tagli da 500 euro e facendo vacanze faraoniche, viaggi in barca. "Dal 2002 al 2012 - aveva anche sottolineato - il conto bancario di Formigoni è stato silente", nel senso che non è uscito un euro. E lui in cambio, sempre secondo l'accusa, avrebbe favorito la Maugeri e il San Raffaele con atti di giunta garantendogli rimborsi indebiti.

Poi la procura aveva chiesto, oltre ai nove anni per l'ex governatore, 8 anni e 8 mesi per Daccò e Simone; 5 anni e mezzo per l'ex direttore generale alla Sanità Carlo Lucchina e l'ex segretario generale della Regione Lombardia, Nicola Sanese; 8 anni e 3 per l'ex direttore finanziario della Maugeri, Costantino Passerino, 5 per l'ex membro dei Memores Domini (l'associazione cattolica di cui fa parte lo stesso Formigoni), Alberto Perego.