venerdì 2 settembre 2016

Continuano a ripetere che si sono dimessi. In realtà hanno tagliato tutto i grillini che sono dei veri dilettanti allo sbaraglio.

L'Autorità anticorruzione ha inviato il parere sulla Raineri ma altre risposte alle richieste del Comune sarebbero in procinto di partire. Riguardano i collaboratori stretti della Raggi e l'ex collega di Frongia fatto assumere dal vicesindaco nel suo staff
ALESSANDRO D'AMATO
L’ANAC avrebbe inviato in Campidoglio solo il parere chiesto dall’amministrazione capitolina sull’articolo 110 del Tuel. Non sarebbero ancora arrivate le risposte sulle nomine fatte sulla base dell’articolo 90 del TUEL. L’amministrazione capitolina, infatti, avrebbe chiesto il parere di Anac sulle delibere fatte per le nomine con l’articolo 90 il 26 agosto e, successivamente, il 29 agostoavrebbe inviato la richiesta per le nomine fatte sulla base dell’articolo 110 del TUEL. Parliamo di nomine fatte nei mesi precedenti (dalla metà alla fine di luglio) e quindi ancora resta valida la domanda: perché questo controllo a posteriori? Chiederlo a priori non avrebbe evitato tanti guai anche alla sindaca?

L’ANAC lavora sulle altre nomine della Raggi

L’Anac avrebbe in ogni caso risposto il 31 agosto solo sulla nomina riguardante il capo di gabinetto Carla Raineri e l’articolo 110 e dovrebbe ancora dare risposte sulle altre nomine. Anche perché è quella che è stata inviata prima. E anche qui ci sono altre domande da fare: perché tre giorni di tempo tra una lettera e l’altra? Perché non inviarle tutte insieme per avere un responso unico (e, nel caso, preparare una procedura univoca?)? Intanto al Comune si ripercorrono le tappe che hanno portato alla ricezione del parere dell’ANAC e alla successiva revoca del mandato alla Raineri, con le conseguenti dimissioni di ieri. Dal Campidoglio spiegano ancora che nel momento in cui è arrivato il parere dell’Anac sull’articolo 110 che non sarebbe applicabile alla nomina del capo di gabinetto, c’erano solo due soluzioni: ignorare il documento arrivato dall’Autorità Anticorruzione o attenersi e procedere alla revoca della Raineri.

Il parere dell’Anticorruzione su Carla Raineri

Ma chi sono gli altri sotto esame? Il Corriere della Sera spiega che sotto la lente ci sono gli staff della stessa sindaca e del suo vice Daniele Frongia visto che anche su queste potrebbero esserci dei vizi di legittimità. In particolare, le delibere più “sensibili”, per gli effetti che potrebbero scaturire, sono quelle sugli staff della stessa sindaca e del suo vice Daniele Frongia visto che anche su queste potrebbero esserci dei vizi di legittimità. In particolare, l’Anac sta studiando l’applicazione degli articoli 90 e 90 comma terzo del Tuel (Testo unico enti locali), quelli con in quali vengono assunti a tempo determinato i collaboratori degli organi politici dei Comuni. Anche lì, infatti, potrebbero sorgere dei problemi. Tre, soprattutto, i casi da analizzare.
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Gli stipendi dello staff della Giunta Raggi (Il Messaggero, 17 agosto 2016)

Eric Sanna, Salvatore Romeo, Andrea Mazzillo

Il primo è quello di Eric Sanna, ex collega all’ISTAT di Daniele Frongia poi assunto nello staff del vicesindaco a carattere fiduciario. Eric Sanna guadagna 88728 euro lordi, così come Paolo Saolini (altro componente dello staff) mentre Francesca Spatola arriva a 40mila euro lordi. Sanna è stato al centro dello status di Francesca De Vito, sorella di Marcello De Vitofinito qualche giorno fa su tutti i giornali. Dall’attivista grillina della prima ora Sanna era stato definito “amichetto di merende”: il giudizio sulla sua nomina era: “inaccettabile”.
francesca de vito
Lo status di Francesca De Vito, sorella di Marcello De Vito, su Facebook
Frongia aveva risposto nel merito della questione evitando accuratamente di nominare Sanna, ma spiegando che la nomina prevedeva il carattere fiduciario dell’incarico e che le procedure erano state validate dall’avvocatura, dal magistrato e dalla giunta. Considerando però che anche la nomina del capo di gabinetto era stata valutata positivamente dall’avvocatura e dalla giunta – e poi è andata come è andata – forse la Raggi non ha tutti i torti a chiedere un parere in più.
francesca de vito daniele frongia
La risposta di Daniele Frongia a Francesca De Vito su Eric Sanna
Il secondo elemento sotto “indagine” è Salvatore Romeo. Il suo incarico, raccontava Repubblica a Ferragosto, veniva mascherato sotto una dicitura vaga («inquadrato come dirigente di terza fascia»); Romeo è anche un attivista 5 Stelle. Il blitz della sua nomina – raccontava all’epoca un deputato – è stato fatto mentre la direttrice dell’Ufficio Risorse umane del Campidoglio era in ferie: « I componenti del “raggio magico” (Frongia-Marra-Romeo) hanno atteso che non ci fosse per fare in modo che la delibera che promuoveva Romeo fosse scritta da Gianluca Viggiano. Con Marra già dai tempi della Guardia di Finanza, suo vice durante l’amministrazione di Gianni Alemanno, è lui che il “quartetto” (se si comprende la Raggi) vuole piazzare al posto della Benente, che la sindaca è pronta a rispedire a Torino». Sotto la lente dell’Anticorruzione c’è il metodo utilizzato: Romeo si è messo in aspettativa ed è stato riassunto da dirigente con uno stipendio di 120mila euro lordi, triplicato  rispetto a quello che già prendeva. Infine c’è Andrea Mazzillo, di cui si è diffusamente parlato: rofessore a Tor Vergata e mandatario, ovvero colui che raccoglie i fondi per la sua campagna elettorale, di Virginia Raggi nella vittoria di giugno. Con un passato politico di tutto rispetto, tra UdC e Partito Democratico:
Mazzillo, infatti, prima di abbracciare i Cinque Stelle, era inserito nel centrosinistra di Ostia, e fino al 2007 circa è stato legatissimo ad Alessandro Onorato, all’epoca nel nascente Pd e oggi coordinatore del movimento di Alfio Marchini. Mazzillo ed Onorato erano quasi inseparabili: si candidarono insieme nella «Lista civica per Veltroni» nell’allora XIII Municipio (oggi diventato il X), quando uno (Onorato) venne eletto e l’altro (Mazzillo) non ce la fece per un soffio (primo dei non eletti). Risultato, comunque, più che dignitoso che gli valse la nomina a coordinatore municipale della lista. Mazzillo, insieme ad Onorato e nell’ambito del centrosinistra, ha condotto una serie di battaglie, come la campagna «Pino ti amo», ideata per sensibilizzare gli abitanti ostiensi sulla tutela e salvaguardia della pineta di Castel Fusano. Su internet si trova ancora traccia di un comunicato che venne diffuso per l’occasione: «L’appuntamento del 22 aprile — affermano Emanuela Borin e Andrea Mazzillo, coordinatori municipali della Lista Roma per Veltroni in XIII — è la dimostrazione della nostra volontà di mantenere un impegno preso con i cittadini».
Nel PD Mazzillo è stato anche candidato alle primarie nel collegio 16 per Nicola Zingaretti, con Onorato (oggi nella lista Marchini) come capolista:
Mazzillo si candidò anche alle primarie per la segreteria regionale del Pd, a sostegno di Nicola Zingaretti (lo sfidante era Amedeo Piva): collegio 16, lista «Con Veltroni, ambiente, innovazione, lavoro per Zingaretti», sempre con Onorato come capolista. E poi? Per un po’ di tempo, quando il suo «mentore» più tardi passò all’Udc, Mazzillo, professore a Tor Vergata, esperto in «Finanza innovativa degli enti locali», è sparito dalla politica. Salvo rispuntare ora, a fianco di Virginia Raggi, con un ruolo piuttosto delicato: è lui infatti il «mandatario» della campagna. Quello, cioè, a cui fanno capo i finanziamenti (102 mila euro finora raccolti, 88 mila euro di spese, 4.800 donatori) che arrivano a M5s tramite bonifico, carta di credito o col sistema un po’ meno trasparente del pay pall. L’Iban che è citato sul sito di «Virginia Raggi sindaco» è quello a cui dovrebbe riferirsi anche il contratto d’affitto del comitato elettorale all’Ostiense. Mazzillo potrebbe anche essere uno dei «9 assessori più uno» annunciati dalla Raggi. Tra questi, però, non ci sarà Damiano Tommasi: «Ho un mandato di 4 anni con l’Associazione calciatori», dice l’ex romanista.

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