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A 70 giorni dalle elezioni, la squadra grillina comincia a perdere pezzi. Revocata la nomina del capo di gabinetto, Carla Raineri, già finita al centro delle polemiche per il suo mega stipendio da 193mila euro l'anno. E si dimette l'assessore al Bilancio, Marcello Minenna, legato alla magistrata della Corte dei Conti da una profonda stima tanto che la sostenne nella corsa a capo di gabinetto. In mattinata sono arrivate anche le dimissioni del dg Atac Marco Rettighieri e dell'amministratore unico Armando Brandolese. E nel primo pomerigigo sono arrivate anche quelle del neo presidente di Ama Alessandro Solidoro. In una nota l'amministratore di Ama, nominato solo da qualche settimana, ha comunicato che  dopo l'addio dell'assessore al Bilancio, Marcello Minenna, "ha ritenuto venute meno le condizioni per l'incarico affidatogli".

La sindaca ha scelto di non partecipare al consiglio comunale, ha annullato la Giunta e ha riunito la sua maggioranza in una riunione che i partecipanti hanno definito "molto accesa".  "Siamo al lavoro per trovare personalità di rilevo per il rilancio della città. Non ci fermiamo", ha detto la Raggi.

L'annuncio della revoca della Raineri è stato pubblicato alle 5 del mattino su Facebook dalla prima cittadina. Poi l'Ansa ha battuto che anche il titolare del Bilancio avrebbe gettato la spugna. Poco dopo sono arrivate le dichiarazioni della Raineri: "Ho rassegnato le mie irrevocabili dimissioni già ieri", ha spiegato all'Ansa la Raineri. A chi le ha chiesto i motivi della sua scelta ha risposto che non sono legati a "motivi retributivi o contrattuali: i motivi sono ben altri e saranno a breve resi noti"

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Il motivo dell'addio sarebbe per quei pareri discordanti sulla regolarità o meno della nomina della magistrata. Secondo le opposizioni, infatti, l'incarico di capo di gabinetto andava assegnato con un bando e non a chiamata diretta. "Trasparenza. È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo - scrive il sindaco in un post pubblicato su Facebook -. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all'Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla Giunta. Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza: il "palazzo" deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro. Questo è il M5S".

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"Sulla base di due pareri contrastanti - continua Raggi - ci siamo rivolti all'Anac che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina della dottoressa Carla Romana Raineri a capo di Gabinetto va rivista in quanto "la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l'articolo 90 Tuel" e l'applicazione, al caso di specie, dell'articolo 110 Tuel è da ritenersi impropria". Ne prendiamo atto - conclude Raggi -. Conseguentemente, sarà predisposta l'ordinanza di revoca".

L'Anac nel suo parere spiega che c'è stata un'applicazione errata e contraddittoria del Testo unico enti locali da parte dell'avvocatura capitolina, la quale nei pareri resi su richiesta della sindaca di Roma, Virginia Raggi, per la nomina di Carla Raineri, ha sovrapposto norme che disciplinano situazioni diverse. Tale errata applicazione sarebbe alla base anche della delibera con cui è stato determinato il compenso di Raineri.

La nomina del capo di gabinetto sarà oggetto di accertamenti da parte della procura. E ciò sulla base di un esposto depositato oggi da Fratelli d'Italia nel quale si ipotizza il reato di abuso d'ufficio. L'azione legale, legata anche ai compensi assegnati, era stata annunciata il 23 agosto scorso e riguardava non solo la nomina di Raineri, ma anche quella del capo della segreteria del sindaco, Salvatore Romeo.

Via due pedine strategiche della squadra della sindaca. Proprio Minenna, considerato un assessore forte della giunta, si era battuto per rivedere gli stipendi troppo alti dello staff, soprattutto quello del caposegreteria Salvatore Romeo. Consigli non accettati dalla sindaca. Alla fine dalla torre cade Minenna. Il cerchio magico della Raggi è salvo.

Taverna: "Perdita gigantesca". Pd all'attacco sulla trasparenza. Immediato il commento di Francesca De Vito, grillina della prima ora e sorella del presidente dell'Assemblea capitolina Marcello. L'attivista, che già aveva attaccato le nomine della sindaca Raggi e del vice Daniele Frongia, su Facebook condivide la notizia della doppia dimissione: "Senza parole. Se la qualità non si capisce... allora cosa? Adesso qualcuno mi venisse a dire che avevo torto!". In tarda mattinata arriva anche il commento della senatrice romana M5s Paola Taverna, membro del mini-direttorio affiancato alla Raggi dal Movimento cinquestelle, "Apprendo la notizia dai giornali. Siamo in attesa di conoscere le motivazioni. Certo è che se la giudice Raineri e l'assessore Minenna dovessero formalizzare le loro dimissioni, questo rappresenterebbe una gigante perdita per la giunta. Sono due figure la cui professionalità è riconosciuta a livello internazionale e sarebbe un duro colpo", ha detto la Taverna all'Adnkronos. "Non ho idea, l'ho appreso ora. Adesso vedremo il perché", è il commento del capogruppo M5s in Assemblea capitolina Paolo Ferrara. Intanto il Pd attacca: "Che errore per Raggi non essere stata trasparente come chi ha annunciato prima di elezioni Giunta e capo gabinetto. Conto lo paga la città", scrive su twitter il deputato dem Michele Anzaldi. "Assistiamo attoniti alla resa dei conti del Movimento 5 stelle", dice Michela di Biase, capogruppo Pd in assemblea capitolina, che aggiunge: "una trasparenza solo annunciata; il sindaco Raggi è prigioniera di correnti e rese dei conti che in questo modo destabilizzano tutta l'amministrazione".

Renzi e le Olimpiadi "Rispetto il lavoro del sindaco, ha vinto lei, a lei onori e oneri, non metto bocca sulla squadra, chi vince ha la responsabilità e il dovere di governare", ha commentato Matteo Renzi a Rtl, rispondendo a una domanda sulle dimissioni. Il premier questa mattina ha parlato della candidatura di Roma per i Giochi del 2024: "Le Olimpiadi sono una cosa fantastica. Consentono un investimento sul futuro delle città. Io non avrei alcun dubbio", ha detto il premier. "O sì o no. Se Raggi non firma la lettera Roma è fuori. La mia impressione è che noi siamo in testa in questo momento. Dire di no alle Olimpiadi sarebbe un atto molto triste", spiega il presidente del Consiglio. "Spero che la sindaca Raggi prosegua su quello che abbiamo già deciso a livello istituzionale ma se dirà di no ne prenderemo atto. Scelgano i cinque stelle cosa fare, tocca a loro. Non farò atti lesivi sull'autonomia su Roma o di altre città", aggiunge il premier, "se dirà di no vorrà dire che in futuro candideremo altre città",
conclude Renzi. E sulle dimissioni nella squadra della Raggi è intervenuto anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sponsor di Roma 2024: "Non entro nel merito delle vicende del Comune. Sono sempre stato rispettoso del lavoro della Sindaca Virginia Raggi e continuerò ad esserlo. Spero e sono convinto che i problemi si risolveranno al più presto", ha spiegato Malagò. "Lasciamo lavorare la Raggi e la sua squadra in tranquillità".