venerdì 12 agosto 2016

Il delirio di Salvini contro l’olimpionica Di Francisca e la bandiera europea

Lega
Salvini_di_francisca
L’irrefrenabile voglia di commentare qualsiasi cosa ha portato il leader della Lega a dirne un’altra delle sue attaccando in un colpo solo: l’Ue, le Olimpiadi e la campionessa di scherma che vinto l’argento a Rio
 
Farà la fine di Donald Trump: a forza di spararle sempre più grosse, diventerà la macchietta di se stesso. Certo, Trump almeno è il candidato alla Casa Bianca per uno dei partiti più grandi degli Stati Uniti. Lui, invece, si diletta a fare il capetto a suon di slogan grevi e comizi urlati.
Non soddisfatto della performance con la bambola gonfiabile, infatti, oggi Salvini se l’è presa anche con la medaglia d’argento nel fioretto, Elisa Di Francisca. La colpa? quella di aver festeggiato la sua vittoria con un simbolo che Salvini tanto odia: la bandiera europea.
“Festeggiare con la bandiera dell’Unione Sovietica Europea la medaglia alle Olimpiadi. Simbolo di oppressione e povertà. Che tristezza”. Così ha scritto sulla sua bacheca il segretario della Lega e fa un po’ sorridere se si pensa che proprio quella Unione Sovietica Europea che lo opprime e lo riduce in povertà, gli permette anche di ricevere uno stipendio da europarlamentare e di avere la libertà di portare le sue istanze a Bruxelles, nel Parlamento europeo in cui è stato eletto.
Peccato, però, che Salvini sia abituato a ragionare di stomaco, più che di testa. Se si fosse fermato a capire il senso di quel gesto forse – e ribadiamo “forse” – avrebbe avuto un atteggiamento diverso. Sì, perché la motivazione che ha spinto l’atleta marchigiana andava ben oltre la bagarre politica. Era un gesto contro il terrorismo e per le vittime delle stragi di Parigi e Bruxelles. Lo ha spiegato lei stessa oggi: “Il mio è stato un atto di amore, mi è venuto dal cuore. Non c’è un messaggio politico ma solo di coscienza: vogliono che abbiamo paura uno dell’altro, noi invece dobbiamo rispondere con l’amore. Ci teniamo alla vita, per chi crede è un dono di Dio da rispettare”.

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