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La sindaca Chiara Appendino non aspira soltanto a mettere a dieta i torinesi incoraggiando l'alimentazione "vegetariana e vegana su tutto il territorio cittadino". Prospetta anche di spegnere gli impianti wi-fi, che considera potenzialmente pericolosi per la salute. E intende farlo a cominciare dalle scuole, "riducendo il tempo e la quantità delle emissioni in modo che sia garantita la connettività per lo stretto necessario". C'è scritto così a pagina 23 del programma di governo che la prossima settimana passerà in consiglio comunale per l'approvazione. Subito dopo la pubblicazione della notizia su Repubblica la prima cittadina con un tweet si è affrettata a chiarire il concetto: "Si tratta di eliminare le emissioni superflue riducendo tempo e/o quantità delle emissioni in modo che sia garantita la connettività. Non ho mai detto - ha aggiunto - che il wi-fi è nocivo".
La polemica infuria sul web, vanno all'attacco soprattutto gli ex assessori pd della giunta Fassino Enzo Lavolta e Claudio Lubatti. Stefano Lorusso, il senatore Stefano Esposito e molti altri.

Tuttavia nelle 62 pagine del documento si sottolinea anche che ai Cinque Stelle, da sempre accaniti fautori della rete, sta "a cuore lo sviluppo dei sistemi di connessione ", ma anche "l'ambiente e la salute" dei cittadini. Un altro cavallo di battaglia grillino si fa così strada nel programma che la nuova amministrazione riserverà ai torinesi. Solo pochi mesi fa, a gennaio, aveva fatto discutere il caso del sindaco grillino di Borgofranco di Ivrea, Livio Tola, che aveva deciso di staccare i routers nelle scuole del paese, ritenendoli dannosi per i bimbi. La stessa situazione si ripropone nel capoluogo, dove la nuova giunta comunale annuncia: "Seguiremo tutti i principi di precauzione relativi alle onde generate da ogni impianto di emissione, ancor di più se queste apparecchiature si trovano all'interno di edifici scolastici". E aggiunge: "Chiederemo, in concerto con le altre amministrazioni pubbliche, di ridurre le emissioni in modo che sia garantita la connettività per lo stretto necessario". Un enunciato fa anche intendere che la proposta possa essere estesa anche ai privati, non solo alle scuole e agli edifici pubblici: "Ove sarà possibile - c'è scritto nel documento - chiederemo di ridurre il numero di singoli impianti o emittenti, riducendole al numero strettamente a garantire la connettività dei dispositivi mobili".L'assessora all'Ambiente, Stefania Giannuzzi, già investita dal vortice di polemiche sul progetto della "vegan city", conferma che la questione Wi-Fi è all'ordine del giorno, ma preferisce non scendere troppo nei particolari: "Sono azioni - afferma - che dovremo valutare in maniera articolata". Come questo si tenga con un'altra, ponderosa parte di programma, dove a proposito dell'attrazione di nuove imprese si propone di "costruire un sistema Wi-Fi a banda larga su tutta la città, attraverso l'installazione di routers e antenne dedicate all'utilizzo da parte di cittadini e imprese" resta un mistero.erto, la crociata contro il Wi-Fi o quella per la promozione della dieta vegan non sono le uniche proposte singolari contenute nel programma della sindaca Appendino. Ce n'è un'altra, per esempio, che prevede l'abbattimento delle "barriere anti- uccelli",
 introducendo nei regolamenti comunali delle "prescrizioni sulle caratteristiche di costruzione dei palazzi per limitare i danni ai volatili dovuti alle collisioni con le vetrate". Senza parlare, poi, della volontà di "realizzare colombaie in alcune aree verdi per fornire una alimentazione adeguata ai piccioni ".
Subito sul web sono cominciate le polemiche e le ironie ("Torniamo alla Sip") anche di esponenti dell'opposizione e di semplici cittadini.