mercoledì 30 dicembre 2015

Dopo l'indagine sul consigliere De Robbio e le intercettazioni che parlano di voti al ballottaggio
DARIO FERRI
Dario Del Porto su Repubblica oggi racconta che il comune di Quarto rischia lo scioglimento dopo l’indagine sul consigliere De Robbio che ha tentato di ricattare la sindaca Rosa Capuozzo. Tutto nasce dalle intercettazioni nelle indagini su De Robbio, che hanno rivelato l’esistenza di un patto per votare i 5 Stelle al ballottaggio:
«Anche le vecchie di ottant’anni devono mettere la X sul Movimento Cinque Stelle: è la cosa fondamentale», si raccomandava al telefono il figlio di Alfonso Cesarano, l’imprenditore delle pompe funebri che organizzò, fra gli altri, il funerale del patriarca dei Casamonica. Era la vigilia delle elezioni amministrative a Quarto, in provincia di Napoli. Queste intercettazioni, insieme a una storia di ricatti tutta interna al movimento pentastellato, proiettano ora ombre pesantissime sull’unica città della Campania guidata dai grillini. Appena uscito da un commissariamento per infiltrazioni camorristiche, il Comune è per questo “sorvegliato speciale” da parte della prefettura e vive l’incubo di un nuovo scioglimento. Attaccano le opposizioni, con in testa il Pd escluso dalle elezioni per un pasticcio sulle firme. «Vado avanti, mi fido della magistratura», ribadisce il sindaco Rosa Capuozzo, che oggi incontrerà la stampa prima della seduta del consiglio comunale che dovrà prendere atto delle dimissioni rassegnate da Giovanni De Robbio, recordman di preferenze nella lista del M5S, espulso dal movimento a metà dicembre e da una settimana sotto inchiesta con l’accusa di voto di scambio aggravato dalla finalità mafiosa e tentata estorsione ai danni del sindaco Capuozzo.
rosa capuozzo sindaca quarto
L’indagine è coordinata dal pm Henry John Woodcock:
De Robbio è accusato di aver avvicinato il sindaco mostrandole una foto sul cellulare dell’area dove sarebbero state realizzate presunte irregolarità urbanistiche riguardanti l’abitazione di proprietà del marito. «Rosa, tu hai un problema», le avrebbe detto. In questo modo, è la ricostruzione del pm, De Robbio voleva imporre alcune nomine e l’attribuzione a Cesarano, suo sostenitore elettorale, della gestione dello stadio di Quarto, la struttura che era affidata alla Nuova Quarto calcio per la legalità, la società confiscata a un imprenditore imputato di collusioni con la camorra e trasformata, su impulso del pm Antonello Ardituro (oggi al Csm) in un simbolo antiracket. La giunta Capuozzo ha lasciato l’impianto al Comune. Ma senza il campo, l’avventura della squadra della legalità si è conclusa. «Abbiamo restituito lo stadio alla città», replica il sindaco. L’amministrazione ha anche estromesso dall’Ati che gestisce l’acqua una ditta che, aveva segnalato la senatrice pd Rosaria Capacchione, era stata colpita da interdittiva antimafia.

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