sabato 22 luglio 2017

Che grande sindaco Raggi. Lei è il sindaco di Roma e il problema dell'acqua lo devono risolvere gli altri.

CRONACA

Nicola Zingaretti: "Sta finendo l'acqua a Roma, problema grave". Acea: "Unica soluzione il razionamento"

A Bracciano "rischio catastrofe ambientale". Raggi: "Trovino una soluzione"

 22/07/2017 12:39 CEST | Aggiornato 1 ora fa
FRANCESCO FOTIA / AGF
"Purtroppo è una tragedia. Il livello del lago di Bracciano si è abbassato con il rischio di catastrofe ambientale fino a questo evento. Abbiamo tempo 7 giorni per trovare tutte le possibilità al fine di limitare al massimo il disagio per i cittadini, ma è sbagliato chiudere gli occhi. Il problema c'è ed è grave. Sta finendo l'acqua a Roma". Così Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, a Tgcom24.
"Acea preleva dal lago di Bracciano solo l'8% di tutto il fabbisogno e quindi immagino una quantità non importante dell'acqua - aggiunge-. Per ridurre al massimo i disagi, Acea ha stabilito degli orari di eventuale blocco. Sui dati che ha fornito però dovete chiedere a loro".
E ancora Zingaretti a Tgcom24: "Basta andare con una fotocamera a Bracciano per capire che sta accadendo l'inimmaginabile - aggiunge -. Far uscire l'acqua dai rubinetti è un diritto ma dobbiamo fare i conti con un problema enorme che è la siccità. Mi piacerebbe invitare qui Donald Trump per fargli capire cosa significa non rispettare gli accordi sul clima".
Raggi: "Regione e Acea trovino una soluzione". "Chiaramente la mia preoccupazione come sindaca di roma è che sia fatto tutto il possibile per assicurare l'acqua ai cittadini, agli ospedali, ai vigili del fuoco, alle attività commerciali. Mi auguro che Regione e Acea trovino quanto prima una soluzione condivisa. Va fatto quanto necessario per aiutare e tutelare oltre un milione di romani. Come amministrazone capitolina siamo stati i primi a denunciare la situazione drammatica del lago di Bracciano e anche a subire critiche ingiustificate per alcune misure che con largo anticipo abbiamo messo in campo per evitare l'emergenza". Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi interpellata dai giornalisti in merito alla stop ai prelievi di acqua dal lago di Bracciano stabilito dalla regione Lazio la prossima settimana.
Acea, ha spiegato ancora Raggi, "ha ridotto la captazione di acqua dal bacino di bracciano negli scorsi mesi: credo che in breve tempo sia passata da 1.500 A 900 litri al secondo. Allo stesso tempo l'azienda`sta monitorando e riparando la rete idrica per mettere fine alle dispersioni. Insomma un bel cambiamento rispetto al passato. Spero che soluzioni siano trovate quanto prima da Regione e Acea".
Acea: "Unica soluzione il razionamento. "In 7 giorni non troveremo altra soluzione che razionare l'acqua a 1,5 milioni di romani, alle attività produttive, turistiche, ai palazzi delle istituzioni, al Vaticano: questo succederà. Non faremo il bene dell'immagine della Capitale d'Italia". Così il presidente di Acea Ato 2 Paolo Saccani, a SkyTg24. "Noi l'acqua non la fabbrichiamo - ha aggiunto - Le soluzioni strutturali le abbiamo proposte alla Regione Lazio con una mia lettera del 4 luglio. Il problema delle perdite c'è, non lo neghiamo. Sono un male nazionale, non di Acea. L'azienda su mandato dei sindaci ha investito negli anni scorsi in fognatura e depurazione perché lì era l'emergenza - ha concluso - non è una responsabilità di Acea".
Pd: "Da Acea terrorismo". "Oltre l'indifferenza dimostrata in questi mesi di fronte alle gravi condizioni del Lago di Bracciano, Acea si permette anche il lusso di fare terrorismo psicologico minacciando una turnazione idrica per un milione e mezzo di romani, a seguito della decisione assunta ieri dalla Regione Lazio di bloccare i prelievi dal bacino a nord della Capitale". Lo hanno riferito i parlamentari dem Emiliano Minnucci, Fabio Melilli, Andrea Ferro, Ileana Piazzoni e Marietta Tidei.
"Sostenendo che Roma possa incorrere il rischio di una seria crisi idrica, Acea contraddice se stessa e i dati che ha fornito in questi ultimi mesi". I dem ricordano che "lo scorso 7 luglio, alla presenza della Regione Lazio e dei sindaci dei paesi del lago, il presidente Saccani ha ribadito che le captazioni dal bacino lacustre incidevano appena per l'8% del fabbisogno di Ato2. A riguardo, dunque, si evince che il venir meno dell'apporto del lago non avrebbe comportato una situazione così allarmante come Acea oggi vuol far pensare. Il 13 luglio, Acea ha comunicato formalmente alla Regione Lazio di avere già posto in essere degli accorgimenti e dei lavori per il risparmio idrico che, a quella data, gli avevano consentito di recuperare ben 1.770 litri/secondo di acqua. In quest'ottica, sottraendo ai 1.770 l/s recuperati i circa 1.200 l/s captati dal lago di Bracciano, si evince che oggi Acea può addirittura contare su un surplus di acqua pari a circa 570 l/s", Infine, "lo scorso 23 maggio, con la diffusione di un suo report, Acea ha palesato inequivocabilmente che nel periodo successivo a luglio il prelievo dal lago di Bracciano avrebbe inciso in misura inferiore sul bilancio idrico di Ato2".
Per gli esponenti del Pd, dunque, "Acea, invece di iniziare questa indegna campagna di terrorismo psicologico, pensi a investire una parte di quei 70milioni annui di utili al fine di trovare soluzioni adeguate e continuare a garantire il normale servizio idrico anche nella Capitale. A riguardo è auspicabile un intervento serio e rigoroso anche della stessa Virginia Raggi che non può continuare a fare melina e lasciare le responsabilità esclusivamente agli altri. Come sindaca di Roma, sindaca metropolitano e socia di maggioranza di Acea, Virginia Raggi ha il dovere di uscire allo scoperto e onorare i suoi compiti e i suoi doveri. Invece di rilasciare dichiarazioni a mezzo stampa, iniziasse a imporre ad Acea il silenzio, tanto da mettere fine a questo allarmismo, invitandola di contro a lavorare al fine di garantire ai romani il corretto e normale utilizzo del servizio idrico".

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