martedì 17 febbraio 2015

Qualcuno afferma che i militanti del M5S sono diversi da Grillo e Casaleggio. Certo. Sono mille volte peggio. Mandiamoli all'estero e riprendiamoci i migliori giovani emigrati.

Sui rimborsi agli assessori il gruppo M5S perde pezzi 

Livorno, tre consiglieri grillini votano a favore dell’atto di Elisa Amato (Forza Italia) per ritirare la delibera che prevede la copertura delle spese casa-municipio 
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LIVORNO. Tre consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno votato a favore dell'atto presentato in consiglio comunale da Elisa Amato (Forza Italia) per chiedere al sindaco di revocare la delibera sui rimborsi casa-municipio previsti per gli assessori che risiedono fuori dal comune. È la prima volta, dalle elezioni, che tre grillini prendono le distanze dal resto del gruppo. E non è un caso che questo distinguo arrivi su un tema sensibile per il M5S, come quello dei rimborsi e dei costi della politica.
Amato parte dal taglio delle indennità promesso da sindaco e assessori in campagna elettorale (insieme a un abbassamento dei costi della politica) e dalla scelta di destinare la quota decurtata a un'associazione vicina al M5S, Reset (il presidente è uno dei candidati alle ultime "regionalie"). «Ho chiamato il presidente del consiglio di Parma – fa sapere Amato – e mi ha detto che là i soldi restano nel bilancio comunale per poi essere destinati a capitoli di spesa più opportuni. Perché qui no?». Il passaggio ai rimborsi casa-Comune è breve: a definirli è stata la delibera di giunta 431 del 28 ottobre 2014, votata sulla base delle possibilità date dal Testo Unico degli enti locali. «Al di là della legittimità della scelta – entra nel merito Amato – dovreste ricordarvi che i cittadini pendolari pagano di tasca propria e alcuni sono costretti a rinunciare al posto, come accade per le cattedre all'Elba. In più il consiglio non è stato coinvolto».
Quindi ecco l'atto: «considerato che per i rimborsi è previsto un impegno di 23.242 euro per il 2014 e di 38.000 per il 2015 e 2016», si invita «il sindaco a revocare la delibera per opportunità e coerenza politica, nello spirito di contenimento della spesa, impegnando la cifra in altre voci di bilancio».
Nogarin non ci sta: «Non accetto che si getti fango su un impegno che è stato mantenuto». «A Parma – dice – solo sindaco, vice e presidente del consiglio si sono ridotti l'indennità del 10%. Noi abbiamo fatto di più: la decurtazione viene applicata da tutta la giunta e da tutti i consiglieri M5S, ha aderito anche il direttore generale. La scelta di non lasciare le somme nel bilancio è dettata dal fatto che si vogliono portare avanti operazioni mirate ad opere sociali». «Il diritto ad avere i rimborsi – aggiunge – era già previsto da una legge scritta da altri, comunque io non ne ho mai usufruito. La giunta ha tre assessori residenti fuori sede: i 23.000 euro previsti per il 2014 non sono stati utilizzati tutti».
Va detto che sul sito del Comune sono visibili tutte le spese sostenute dal sindaco e le spese per missioni degli assessori (2.022 euro da giugno a settembre), ma non i rimborsi casa-Comune. Quanto ai versamenti, stando ai dati forniti da Reset, fino a gennaio sul conto esterno erano stati versati complessivamente 4.406,20 euro da sindaco, portavoce, vicesindaco, tre degli altri otto assessori e sei dei venti consiglieri comunali.
Nogarin rivendica anche che con la delibera per ridurre l'indennità dei vertici delle partecipate «risparmieremo un milione e mezzo in cinque anni», e ricorda di avere rinunciato all'auto blu, che insieme ai dipendenti comunali addetti al servizio «costava 110.000 euro all'anno». L’auto, però, è rimasta in dotazione al Comune e i dipendenti, ovviamente con rispettivi stipendi, destinati ad altri incarichi. «Ma qui – si arrabbia – si vanno a criticare gli spiccioli».
A incalzare il sindaco è Pietro Caruso (Pd) che sui rimborsi annuncia battaglia: «Qualcuno dovrà chiedere il parere della Corte dei Conti...». Caruso richiama infatti una serie di sentenze della Corte dei Conti (in particolare quella della sezione dell'Emilia Romagna, del febbraio 2011), evidenziando che gli assessori avrebbero sì diritto al rimborso casa-lavoro, «ma solo in caso di presenza necessaria, ovvero quando ci sono consiglio, giunta e commissioni. Non tutti i giorni».
I 5 Stelle reagiscono. «Non accetto lezioni di etica né da Fi né dal Pd», dice ad esempio Alessio Batini. «Per noi la questione morale è fondamentale – aggiunge Barbara Lenzi (M5S) - e questa giunta ha dato un segnale che apprezzo decurtandosi lo stipendio, gesto non scontato».
Ma nelle file del M5S c'è anche chi vuole mandare un segnale diverso. Come Alessandro Mazzacca, uno dei tre che hanno deciso di votare l'atto di Amato. «Ho accettato di percorrere questa avventura – dice al microfono – consapevole di quali sarebbero state le difficoltà: avendo un'attività avrei dovuto avvalermi di una persona che mi sostituisse quando sono qui. Il gettone non copre certo le spese, non è equivalente a un lavoro. Ma ho fatto lo stesso questa scelta, sapendo a cosa andavo incontro. Questo per dire, senza polemica con nessuno, che c'è un modo diverso di fare politica, con un pensiero al bene comune, per riavvicinare la politica alla cittadinanza». Insieme a lui, alla fine, voteranno a favore dell'atto anche Giuseppe Grillotti e Sandra Pecoretti, la consigliera più giovane. Si asterrà BL. A favore, oltre a Fi, il Pd e Città Diversa. Contrari gli altri 15 consiglieri M5S. Così l'atto non passa.
Curiosità: il capogruppo M5s, Francesco Bastone, ha chiesto alla presidente del consiglio di tagliarsi l'indennità del 10%. «Già lo faccio – le ha risposto Giovanna Cepparello - do quasi il 20% a un'altra associazione, che è Buongiorno, ed è legittimo perché credo che abbia ricadute sociali sul territorio».
E dai banchi del Pd Jari De Filicaia chiude così: «Il tema non mi appassiona, ma se proprio vogliamo dirla tutta, sono l'unico consigliere che non ha voluto il rimborso per andare alla manifestazione degli operai Trw a Roma perché lo ritenevo inopportuno...».

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dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...