mercoledì 1 marzo 2017

All'VIII Municipio si scontrano i grillini del sì e i grillini del no. Un parere dell'Avvocatura in mano alla Raggi parla di una causa da 111 milioni
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Anche la storia degli ex Mercati Generali dell’Ostiense rischia di scoppiare, come lo stadio, in mano ai 5 Stelle romani. Ieri è infatti andata in scena un’assemblea convocata da alcuni consiglieri municipali e presentata sul palco da Chiara Pascolini, presidente della commissione Urbanistica, al Caffè Letterario, proprio a pochi metri dal cratere del cantiere infinito. Racconta Repubblica Roma:
La parola d’ordine? Si chiama percorso partecipato. Ovvero una vera e propria consultazione popolare per decidere come cambiare il progetto della Città dei Giovani, vecchio ormai di 14 anni, passato per due varianti e che adesso aspetta solo l’ultima delibera del Campidoglio. «Non vogliamo bloccare tutto» afferma la Pascolini «ma serve un tavolo con i costruttori per modificare molte cose». Insomma, ancora una volta il nodo da scio
gliere per la sindaca è complicato.
Anche perché i 5 Stelle del municipio VIII sono spaccati. E il presidente Paolo Pace, che vorrebbe far approvare il progetto così com’è, con poche modifiche, è assediato dai contestatori, chehanno simbolicamente occupato i suoi uffici. Le loro idee? Ieri sono scesi in campo, guidati anche dal consigliere Marco Salietti e dagli ingegneri Tisi («vorrei un centro polivalente con spazi per artigiani») e Calderetti, per attaccare ad alzo zero la Città dei Giovani
ex mercati generali papere germani berdini m5s
L’area degli ex Mercati Generali nel quartiere Ostiense
Ma c’è un problemino molto simile a quello dello stadio della Roma. Sul tavolo della sindaca Virginia Raggi è arrivato un rapporto dell’avvocatura, dieci pagine in cui si quantificano i danni che i costruttori concessionari, i Toti, e i subconcessionari del potente gruppo francese De Balkany potrebbero chiedere in caso di blocco del project financing oppure di uno stravolgimento del piano della Città dei Giovani che obbligasse a tornare alla conferenza dei servizi. Si tratterebbe di 111 milioni di euro e di altre decine di milioni di «mancati guadagni».

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