venerdì 8 gennaio 2016

Per i Grillo i voti della mafia sono ‘uno vale uno’

M5S
beppe-grillo
Se ci avessero detto prima che quell’uno vale uno era trasferibile anche ai voti inquinati non ci saremmo scandalizzati quando Grillo nascose la testa sotto la sabbia sostenendo che “la mafia non esiste”
Ieri, dopo oltre 24 ore di silenzio, il blog di Grillo si è riacceso per difendere il Movimento dalla sua possibile Caporetto: il caso Quarto.
Facendosi 8 domande e dispensando 8 risposte il comico genovese ha cercato di dare la carica ai suoi, che ieri si aggiravano smarriti fra i social network, in mancanza di una “linea dall’alto”. Mentre la pagina di Di Battista incorreva in un calo vistoso di sharing e in un aumento di commenti di pentastellati arrabbiati, il manuale della controffensiva grillina circolava nel web.
Ma ciò che più mi ha colpito è stato leggere una delle risposte: “E’ vero che i voti raccolti dall’ ex consigliere De Robbio sono stati determinanti per la vittoria a Quarto? 
No è falso. Il M5S ha vinto con il 70.79% dei voti pari a 9.744 preferenze contro i 4.020 degli avversari. L’ex consigliere De Robbio ha raccolto 840 voti.”
In due righe Grillo è riuscito a salvare e giustificare voti che potrebbero essere stati raccolti e incoraggiati dalla Camorra, preferendo il calcolo matematico al rifiuto di ciò che sarebbe sbagliato, per qualsiasi persona onesta. Non si indigna, preferisce ricordare di aver cacciato il presunto esponente corrotto, ben prima che la magistratura indagasse, “una decina di giorni prima dell’avviso di garanzia” (quindi il Movimento era a conoscenza di certi movimenti?).
E bisogna dire anche che 840 preferenze in un comune di 40.000 abitanti sono tantissime e influenzano sì l’azione politica. Con 840 preferenze si viene eletti in capoluoghi da mezzo milione di abitanti e con l’elezione si entra a far parte anche delle commissioni consiliari. Guarda caso De Robbio, che era andato pochi mesi prima dall’allora candidata Rosa Capuozzo a spiegarle come la sua casa fosse oggetto di abuso edilizio, finì in commissione urbanistica, quella che si occupa del Piano Regolatore Generale. 
Se ci avessero detto prima che quell’uno vale uno era trasferibile anche ai voti inquinati non ci saremmo scandalizzati quando Grillo nascose la testa sotto la sabbia sostenendo che “la mafia non esiste”.
Ma l’importante è che lei sia in regola coi versamenti.

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