domenica 22 novembre 2015

Quindi Renzi aveva ragione? E allora perché la destra non chiarisce che il leader del PD aveva ragione?

Whatsapp messaggio bufala: «Sono tornata a casa e ho scoperto che mia figlia aveva fatto un casino»

21/11/2015 - di 

Il messaggio audio su Whatsapp aveva gettato nel panico mezza città: una mamma racconta come è partita la bufala

Whatsapp messaggio bufala: «Sono tornata a casa e ho scoperto che mia figlia aveva fatto un casino»
Mezza città in preda al panico per un’intera giornata per colpa di una mamma ansiosa? Sembrerebbe che sia andata così la faccenda del messaggio audio bufala su Whatsapp sulla falsa bomba a Lepanto. Così oggi il Corriere ha sentito una delle mamme coinvolte

WHATSAPP, COME E’ NATO IL MESSAGGIO DELL’AUDIO BUFALA

Ecco come sarebbe andata
«Me lo ha raccontato lei, mia figlia Alessandra, (nome di fantasia NdR) quando sono tornata a casa, giovedì sera. La mamma della sua amica Francesca le aveva chiamate per avvertirle di stare attente. Di non andare in centro, o in locali affollati perché aveva saputo da un’altra mamma, che lavora al ministero degli Interni, che l’Isis voleva colpire proprio i giovani. E aveva detto di avvertire gli amici. Ale e l’amica lo avevano fatto su WhatsApp».
Secondo questa mamma sua figlia e le amiche in buona fede, per paura, avrebbero registrato l’audio per mandarlo a tutte le amiche per avvisarle
E la mamma di Francesca sapeva di essere registrata?
«No, loro non glielo hanno detto. Ma le adolescenti ora usano molto mandare questi file audio per messaggio. É più immediato, purtroppo».
Lei che ha fatto?
«Non volevo crederci. Mi sono sentita morire. Io per lavoro faccio il contrario: sono psicologa, lavoro anche nelle scuole, i ragazzi li rassicuro, non li allarmo. Ho detto a Ale: “Ma ti rendi conto?”».
E Alessandra?
«Mi ha risposto: “Mamma, ma ce l’ha detto un adulto di farlo!».
E la mamma ansiosa?
«Ci siamo sentite subito dopo che l’allarme si era diffuso, ed era molto mortificata. È una mamma ansiosa. Cercava di proteggere la figlia. Non immaginava che la sua raccomandazione sarebbe diventata virale».
[...] «Stavo raccomandando a mia figlia di non andare in centro o alle feste per via degli allarmi. Ma lei non mi dava ascolto: rispondeva che sono tutti falsi. E allora ho cercato di spaventarla dicendo che la notizia mi arrivava dalla mia amica del Viminale. Ma che ne sapevo che la mia telefonata sarebbe diventata pubblica?».

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