giovedì 13 luglio 2017

La sottosegretaria blocca l'emendamento che avrebbe salvato da azioni giudiziari gli ad arrivati dopo Consoli e Zonin
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Maria Elena Boschi ha messo mano al decreto legge del 25 giugno che ha salvato Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Con risultati molto interessanti, racconta oggi Andrea Greco su Repubblica:
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Non c’è solo la scarsa attenzione ai titolari di bond subordinati delle banche venete, che non potranno ampliare la platea dei rimborsi, perché la data limite rimarrà il 12 giugno 2014 (non l’1 febbraio 2016 come proposto dal relatore Pd Giovanni Sanga). Nella penna resta anche la richiesta di manleva – uno scarico delle responsabilità legali per future azioni di responsabilità – per amministratori e sindaci dei due istituti: uno stuolo di avvocati, finanzieri e imprenditori come Gianni Mion, Fabrizio Viola, Rosalba Casiraghi, Alberto Pera, Salvatore Bragantini, Luigi Bianchi, Massimo Ferrari, ingaggiati nel 2016 dal socio Atlante, e a giugno scaricati dopo un anno vissuto pericolosamente nel tentativo – non riuscito – di fondere le banche venete e tenerle autonome sotto un’insegna nuova.
Secondo ricostruzioni confermate da tre fonti nelle ultime ore della trattativa con cui le due banche venete hanno siglato la resa, era stato predisposto un patto di manleva, che salvaguardasse gli amministratori di Vicenza e Montebelluna, «salvo dolo o colpa grave» per le delibere tra il 17 febbraio 2017, quando gli istituti chiesero accesso alla “ricapitalizzazione precauzionale” di Stato, e il 23 giugno, data della liquidazione coatta.
di maio boschi insulti stretta di mano - 17
Via Twiter.com
Il governo era pronto a concederlo perché non considerava i neo amministratori responsabili dei buchi formati nei bilanci durante le gestioni di Gianni Zonin e Vincenzo Consoli. Ma a quatno apre proprio la Boschi alla fine si è messa di traverso:
Sembra infatti che il veto alla manleva lo abbia posto la sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi, timorosa che fosse strumentalizzato come un favore ai banchieri nella campagna elettorale delle prossime elezioni. Nemmeno il tentativo, tramite i capigruppo, di inserire la manleva in Aula è riuscito: l’assist era venuto da un emendamento di Pier Luigi Bersani (Mdp), ma l’ostruzionismo dei Cinquestelle, che in una settimana ha permesso di votare solo due articoli, ha indotto il governo a lasciare il testo intatto.
Intanto, però, racconta sempre Greco, il governo ha pure cassato l’emendamento per interdire da incarichi i banchieri liquidati, come papà Boschi.

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