Regione a stecchetto tra le proteste
Pubblicato Lunedì 11 Novembre 2013, ore 18,33
Taglio di un miliardo nella Sanità e di 46 milioni nei Trasporti. Esplodono le polemiche sul dimezzamento delle dotazioni per Politiche sociali e Istruzione. Confermato il mutuo di un miliardo per onorare i debiti coi fornitori. La bozza del previsionale 2014
«Il documento contabile mantiene l’impostazione di risanamento avviata, ma non può tenere ancora conto della nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020 visto che l’iter a Bruxelles è ancora molto indietro - si legge in una nota inviata da piazza Castello -. Nonostante la momentanea esclusione di tali risorse è comunque possibile già prevedere la copertura di tutti i servizi essenziali per i cittadini e le imprese piemontesi». Il pareggio stimato è a 12 miliardi e 678 milioni (di cui oltre 11 miliardi e 100 di fondi regionali), in crescita rispetto al bilancio di previsione 2013 (circa 11,3 miliardi). Tra le voci più significative come sempre la Sanità per cui la regione spenderà 8,3 miliardi (uno in meno rispetto all’assestamento dello scorso anno), i Trasporti, con 738 milioni (-46 sul 2013), le Attività produttive con 234 milioni (+44) e la Cultura (107 milioni, 9 in meno del 2013).
Il centrosinistra però insorge e parla di un bilancio che la giunta «si accinge a esaminare con enorme ritardo, visto che l’avrebbe dovuto approvare già entro il 30 settembre» è l’accusa del capogruppoPd Aldo Reschigna. Poi i tagli al sociale: «Anche quest’anno alle politiche sociali vengono destinate cifre
irrisorie, circa la metà dell’assestamento 2013. E’ ora di finirla di partire da una base così bassa, per poi, nel corso dell’anno, arrivare ad adeguamenti accettabili sotto la nostra pressione e quella di Comuni e Consorzi. Gli enti interessati devono avere garanzia di risorse per poter operare». Infine la formazione professionale, i cui fondi restano bloccati in attesa degli stanziamenti da Bruxelles (si tratta di 4 miliardi circa in sei anni, dal 2014 al 2020): «Il forte ritardo della programmazione comunitaria rischia di lasciare senza risorse l’intero settore. Alcune regioni, di fronte a questo pericolo, hanno scelto di anticipare i fondi necessari. Questa, dalle risorse previste, non pare essere l’intenzione della Giunta Cota. La scelta rischia di mettere in profonda crisi l’intero settore. Un fatto di cui il centrodestra dovrà assumersi per intero la responsabilità». La vendoliana Monica Cerutti chiede conto, invece, dei contributi che verranno garantiti per il diritto allo studio, tema sul quale ha presentato un ordine del giorno in Consiglio.