giovedì 6 luglio 2017

Nessuna tregua tra Renzi e Franceschini sul nodo alleanze. Il segretario: "Interessa solo 300 persone"

Il ministro: "Il Pd da solo non vince, la critica non è tradimento". La minoranza non vota la relazione del segretario

 06/07/2017 16:21 CEST | Aggiornato 44 minuti fa
ANSA
Nessuna tregua tra Matteo Renzi e Dario Franceschini in direzione Pd. Nel suo discorso il ministro dei Beni Culturali è intervenuto nuovamente sul tema alleanze, un argomento che Renzi ha più volte ribadito di non voler affrontare ora. L'ex premier lo ha detto senza giri di parole anche durante la riunione: "La discussione interna al Pd interessa solo 3 o 300 persone, ma se parliamo di alleanze i cittadini non si accorgono degli effetti delle riforme", come gli investimenti sulla scuola.
Una stoccata che Franceschini non si è lasciato sfuggire e quando ha preso la parola ha rivendicato: "Io sono fra i 350 soldati che parla anche di alleanze. Il tema delle alleanze dobbiamo porcelo", ha detto, spiegando poi di essere d'accordo su tutta la relazione del segretario, che voterà. "Chi ha detto che abbiamo perso le amministrative perché non c'erano le coalizioni? Non io. Il problema è opposto, che non abbiamo vinto neanche avendo le coalizioni. A Taranto abbiamo vinto ma il Pd ha preso il 13%: siamo un po' lontani dal poter vincere da soli. Servono le proposte, serve la forza leader, serve l'azione di governo, serve l'organizzazione, ma servono gli altri, servono le alleanze".
"Non mettiamo in discussione il segretario appena eletto dalle primarie", ha continuato il titolare del Mibact. "Me lo ricordo che hai preso due milioni di voti ed è giusto che tu risponda a loro. Ma con rispetto per una comunità formata da uomini e donne che ti hanno votato ma non rinunciano per quattro anni a esprimere un pensiero e una parola. Un segretario ascolta la comunità, la tiene insieme con pazienza, senza vedere dietro il pensiero di chi la pensa diversamente un tradimento o un complotto".
Sul nodo alleanze è intervenuto anche Matteo Orfini: parlare di alleanze negli organismi dirigenti come la direzione è giusto, ha detto a quanto si apprende concordando con il ministro, ma magari non tutti i giorni sui giornali o facendoci campagna elettorale.
Ad essere d'accordo con Franceschini c'è Andrea Orlando, esponente della minoranza interna: "Sono d'accordo con Franceschini sulla necessità che non ci siano contrapposizioni tra contenuti e proposta politica". "Non sono d'accordo che il risultato delle amministrative sia un tema locale almeno per tre motivi: rispetto all'ultima analoga tornata c'è stata una crescita fortissima dell"astensionismo; abbiamo subito sconfitte più forti e cocenti nelle aree più forti di insediamento tradizionale della sinistra. Credo che la conflittualità nel centrosinistra non dia vantaggi agli scissionisti ma distacchi pezzi di elettorato", ha aggiunto il ministro della Giustizia. Nè la minoranza che fa capo ad Orlando nè quella di Michele Emiliano parteciperanno, a quanto si apprende, al voto finale della direzione sulla relazione del segretario. La relazione di Renzi è stata votata all'unanimità. A votarla, dopo la decisione delle minoranze di non partecipare, tutta la maggioranza, inclusa l'area che fa capo a Dario Franceschini.
Renzi: "Mettere veto sul Fiscal Compact nei Trattati". Nella prossima legislatura l'Italia dovrà chiarirsi con i partner europei: serve un approccio diverso sul deficit e va posto il veto sul fiscal compact nei Trattati. Così, a quanto si apprende, Matteo Renzi nella direzione del Pd, sostenendo che "abbiamo vinto la battaglia sulla flessibilità perchè in Europa, dopo le europee, abbiamo messo un diktat".
"In due milioni hanno votato alle primarie. La base costitutiva del Pd non è l'accordo di qualche capocorrente ma il voto dei cittadini alle primarie. Sia chiaro, io rispondo a loro, non ai capicorrente", ha aggiunto il segretario dem. "Non sono interessato né alla mia né alla vostra carriera ma a portare il Pd in alto. Lo dico senza polemica e con tutto il rispetto: non mi interessa cosa farete voi nella prossima legislatura".
La riunione si svolge a porte chiuse, e all'inizio dell'incontro il presidente dell'assemblea Pd Matteo Orfini ha invitato i membri della Direzione a non fare tweet e post su Facebook. Renzi, nel suo intervento in direzione, ha rivolto un augurio alla portoghese Maria Joao Rodriguez, che dalla scorsa settimana è al vertice della Feps al posto di Massimo D'Alema. In un passaggio del suo discorso, dedicato agli altri partiti, a quanto si apprende Renzi ha esortato Berlusconi a decidere "se vuole stare con i populisti o con i popolari europei".
"Abbiamo perso anche dove il centrosinistra era unito", ha continuato Renzi affrontando il tema delle alleanze, e collegandolo al risultato delle amministrativa. Renzi si chiama fuori da una discussione infinita sulle alleanze. 'Se volete parlarne, parlatene. Ma io la penso in modo diverso e penso che dobbiamo occuparci di cose concrete. Perciò viaggerò in treno per 10 mesi', è il messaggio che affida ai membri della direzione. Renzi chiede una moratoria delle polemiche interne: "Utilizziamo il Pd come una finestra, non come uno specchio per riflettere noi stessi".

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