mercoledì 5 luglio 2017

La spettacolare marcia indietro del presidente della commissione Commercio Andrea Coia, che ammette di aver fatto un errore quando ha proposto di applicare la Bolkenstein ai "mutandari". Peccato che un altro 5 Stelle tempo fa dicesse l'esatto contrario 
GIOVANNI DROGO
Il vento è tornato a cambiare a Roma. Il problema è che non soffia nella direzione sperata dagli elettori del MoVimento 5 Stelle. O almeno non di tutti. Perché ieri dopo le proteste degli ambulanti contro il nuovo regolamento del commercio della Capitale il M5S ha promesso sostanziali modifiche per tutelare l’attività di quelli che qualcuno definisce “mutandari”. Ma anche gli ambulanti hanno un peso, soprattutto dal punto di vista elettorale, e quindi meglio tenerseli buoni. Ecco così che dopo che i bancarellari lunedì hanno paralizzato il traffico romano per protesta la maggioranza a 5 Stelle interviene per modificare l’odiata delibera 30/2017.

Il M5S salva i mutandari per difendere l’occupazione 

Da un anno il MoVimento 5 Stelle ci racconta che sta lavorando per cambiare radicalmente la città. E se c’è qualcosa che non va ovviamente è colpa “di quelli che sono venuti prima”. Ma cambiare Roma significa anche scontrarsi con le varie lobby, i gruppi di potere nei confronti dei quali il M5S ha sempre detto di non essere succube. Per cambiare Roma bisogna prendere decisioni che, giocoforza, scontenteranno qualcuno. Ma il MoVimento questo non lo sa o non lo vuole fare. L’ennesima dimostrazione ce la dà Andrea Coia, presidente della commissione Commercio e relatore del nuovo regolamento.
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Ieri in Aula Giulio Cesare Coia ha presentato una mozione per modificare il regolamento approdato in Aula a fine maggio al grido di “più regole” e “no al monopolio” e approvato a inizio giugno. Ieri invece il MoVimento tenuto conto della crisi economica che ha avuto un impatto negativo anche sul commercio ambulante e visto che a Roma “si fa così da decenni” ha chiesto di modificare il regolamento laddove recepisce la direttiva Bolkenstein, ovvero nella parte in cui si scrive che le licenze e le autorizzazioni per i posteggi a rotazione dovranno decadere il 31/12/2018 per essere messe sul mercato con un bando pubblico. Non c’è che dire, un bel passo indietro rispetto a quanto scritto dal consigliere Enrico Stefàno che qualche tempo fa spiegava che “La Bolkestein probabilmente è l’unico modo serio di fare i bandi a Roma” e che il M5S non avrebbe mantenuto lo stesso numero di licenze per gli ambulanti.
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Ma per Andrea Coia ovviamente è tutta colpa del PD che ora non vuole il dialogo con le associazioni di categoria “preoccupate per la decadenza delle autorizzazioni delle rotazioni”. In realtà la mozione non era stata messa all’ordine del giorno e per farlo sarebbe stato necessario il voto favorevole dei capigruppo. Curiosamente le associazioni di categoria (ovvero gli ambulanti) hanno dichiarato di non essere state ascoltate in commissione Commercio durante i lavori per la stesura del regolamento che ora Coia vorrebbe modificare. Apre Confesercenti a Confimpre dichiararono di aver sì preso parte alle riunioni di Commissione ma che queste non erano “specifiche sull’argomento del nuovo regolamento”. A dirlo fu proprio il re dei bancarellari romani Alfiero Tredicine. Il Tempo invece riferiva che Anva Confesercenti abbandonò la commissione quando il presidente Coia disse che non avrebbe concesso la possibilità di parola alle rappresentanze sindacali.

La spiegazione di Andrea Coia

L’aspetto paradossale della vicenda è che il nuovo regolamento del Commercio andava già a tutelare – e molto – gli ambulanti consentendo loro di occupare spazi sulle vie e sui marciapiedi della Capitale. All’epoca Coia si era difeso dicendo che in realtà il regolamento avrebbe migliorato la situazione contrastando i monopoli e che non era assolutamente vero che il regolamento avrebbe salvato i Tredicine. Anzi, per il M5S esisteva invece un “asse Pd Tredicine”. Ma sul Messaggero di oggi Coia spiega che la commissione ha commesso un errore che avrebbe avuto l’effetto di penalizzare il settore delle rotazioni impedendo loro di partecipare ai bandi. Il movito? Era notte: «Abbiamo chiuso gli emendamenti al testo molto tardi era notte».
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Quindi non solo il nuovo regolamento non diminuisce il numero delle bancarelle, non solo continuerà a favorire i soliti noti premiando l’anzianità di servizio su piazza (al massimo 100 punti su 250). Il nuovo regolamento, così emendato come vorrebbe Andrea Coia non cambierà di una virgola la situazione delle postazioni ambulanti poste fuori dall’area mercatale. Insomma a Roma continueremo a vedere bancarelle di magliette o pentole ad ogni angolo di strada. Evidentemente è così che il MoVimento intende cambiare le cose e scardinare i vecchi interessi economici e politici. E poco importa se la Capitale rimane un suq a cielo aperto

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