domenica 25 settembre 2016

PORTABORSE A 5 STELLE IN ABRUZZO, ANZI A 5 MILA EURO AL MESE 

Mica ci sono solo gli stipendi d’oro dei consiglieri regionali. O dei presidenti di Regione, o degli assessori: gli abruzzesi sono tra i meglio pagati d’Italia, e questo si sa. Lo sa persino Matteo Renzi, che prende meno di Luciano D’Alfonso. Ci sono anche gli stipendi dei portaborse, tra i meglio pagati d’Italia, scrive il blog Maperò di Lilli Mandara. E su questo argomento tutti zitti: perchè è un privilegio trasversale, bipartisan, che mette d’accordo maggioranza e opposizione. E persino i Cinquestelle.

Sembra la Regione della cuccagna: gli stipendi dei collaboratori dei consiglieri regionali raggiungono livelli che non si riscontrano altrove: ogni portaborse prende in media 4.783 euro mensili lordi per 12 mensilità. Una cifra che ha fatto saltare sulla sedia persino gli attivisti grillini, che hanno scoperto che a carico del  gruppo pentastellato c’è un folto staff di privilegiati, sul quale nessun consigliere ha mai detto una parola.

Maria Grazia Baiocchi, collaboratrice di Riccardo Mercante 4.738 € al mese. Luigi Colalongom5s-abruzzo-collaboratoricollaboratore di Sara Marcozzi 4.738 € al mese. Fabio Di Rimeglio collaboratore di Domenico Pettinari 4.738 € al mese. Giorgio Fedele collaboratore di Gianluca Ranieri 4.738 € al mese. Fabrizio Fiaschetti collaboratore di Pietro Smargiassi 4.738 € al mese. Gli importi, ovviamente, sono lordi.

La lista però è trasparentemente pubblicata sul sito del Movimento 5 Stelle Abruzzo, al contrario degli altri partiti. E così si scopre che ognuno dei cinque consiglieri regionali pentastellati ha un collaboratore di fiducia con contratto Cococo che incassa 4.783 euro, come “costo mensile minimo”, per 12 mensilità. Della serie: possono all’occorrenza guadagnare anche di più. Poi ci sono altri tre collaboratori nel team della Comunicazione che però incassano molto di meno: dai 1.534 euro ai 2.050.

L’aumento è scattato a febbraio 2016 nel silenzio generale ed accettato da tutto l’arco consiliare regionale ed è passato da 43 mila a 57 mila euro lordi. Sottolineiamo che chi ha fatto della lotta alla kasta la sua missione poteva anche stoppare l’anacronistico aumento. Perchè la soluzione non è tanto e solo restituire ogni anno una percentuale degli stipendi, ma  tagliare gli sprechi e dirottare le differenze verso una spesa pubblica produttiva ed efficiente. Altrimenti ci si  livella su comodità pregresse e ci si adagia su diritti antichi e dalle stelle si passa alle stalle.

A sentire il tam tam degli attivisti grillini, quei soldi potevano essere rifiutati, oppure utilizzati in altro modo, per esempio decidendo di assumere un altro paio di persone. E invece no, hanno fatto come tutti gli altri.

mader

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