martedì 5 aprile 2016

E' straordinario che Salvini e la Lega Nord vogliano dare lezioni di morale a Renzi. Incredibile!!!!!!!!

Rimborsopoli, “Condannateli tutti”

Pubblicato Martedì 05 Aprile 2016, ore 18,29

Mano pesante dei pm sui 24 consiglieri regionali della passata legislatura. Per l’ex governatore Cota chiesti 2 anni e 4 mesi: avrebbe caricato sul gruppo della Lega le sue spese, evitando di usare i fondi della presidenza. Pene fino a 4 anni

La condanna di tutti i 25 imputati è stata chiesta dalla pubblica accusa al processo per la Rimborsopoli dei consiglieri regionali del Piemonte. Per l’ex governatore leghista Roberto Cota la richiesta è di 2 anni e 4 mesi. Stessa pena per Riccardo Molinari, attuale segretario regionale della Lega Nord. Le altre proposte dell’accusa sostenuta dai pubblici ministeri Enrica Gabetta Giancarlo Avenati Bassi vanno da un minimo di un anno e quattro mesi, per il verde-verde Maurizio Lupi (e la figlia Sara) a quattro anni e quattro mesi per Michele Giovine, leader dei Pensionati. Ecco i politici: Andrea Stara, Augusta MontaruliMassimiliano MottaAngiolino MastrulloRoberto TentoniMichele GiovineAngelo BurziDaniele CantoreAlberto CortopassiRosanna CostaRoberto DemagistrisMichele FormagnanaMassimo GiordanoAlberto GoffiFederico Gregorio, Girolamo La RoccaLorenzo LeardiMaurizio LupiRiccardo MolinariGiovanni NegroPaolo Tiramani Rosanna Valle. Le accuse: peculato e, in alcuni casi, truffa e finanziamento illecito ai partiti. Richieste complessive per un ammontare di sessantasei anni di carcere.

Cota, presidente della Regione Piemonte dal 2010 al 2014, ha messo in conto al gruppo del Carroccio di Palazzo Lascaris spese effettuate a titolo personale, per sé o per il suo staff, non riconducibili alle attività legate alla sua carica, per non attingere ai fondi dell’Ufficio di presidenza: in tale ambito, affermano i pm, i controlli sarebbero stati troppo rigorosi. “Rivolgersi al gruppo - ha detto Gabetta nel corso della requisitoria - era molto più comodo: nessuno ti chiedeva niente”. L’ex presidente “ha sempre dichiarato di non aver utilizzato i fondi dell’ufficio di presidenza e di aver fatto ricorso ai fondi del gruppo consiliare della Lega Nord per la sua attività politica per esigenze di risparmio, ma invece quel tipo di spese da lui effettuate e rimborsate non sarebbero passate al vaglio degli uffici di presidenza”, inoltre “era più comodo rivolgersi al fondo dei gruppi consiliari, perché lì nessuno ti chiede niente e in più la segretaria era la figlia del capogruppo della Lega Nord Carossa”. Cota risponde di peculato per 25 mila 410 euro.

Un altro leghista, Roberto De Magistris, è stato definito da Avenati Bassi “il signore degli autogrill” per l’alto numero di scontrini. “Fa due pieni di benzina nello stesso giorno e non ci vuole tanto a capire che fa la benzina anche alla moglie e poi ci sono le focacce. Nei 7,10 euro di rimborso della focaccia all’autogrill c’è tutta la weltanschauung di questi imputati” ha ironizzato il magistrato. “Questo non è il processo al micro scontrino, ma c’è una sistematica appropriazione, non parliamo solo della cotoletta o dell’acqua, ma delle spese continue personali che vengono ribaltate sui gruppi consiliari” hanno sostenuto i pm. Nella lunga requisitoria, durata oltre 8 ore, i pubblici ministeri hanno più volte ammonito i consiglieri. “In questi scontrini c’è di tutto - ha detto Avenati Bassi - non è la magistratura che sta facendo i conti alla politica, quanto successo è patetico, qua siamo veramente fuori dal mondo”, concludendo con una citazione di Gogol: “non è colpa dello specchio se le vostre facce sono storte”. I tentativi di spiegazione non hanno convinto: “Come si fa a mettere in conto alla Regione la marca da 42 euro per il passaporto? Quando abbiamo trovato la ricevuta di un ristorante in Cina non riuscivamo a crederci”.

E in verità tra le “spese pazze” gli inquirenti hanno trovato un po’ di tutto: c'è chi ha messo a piè di lista il battesimo della nipote, chi ha comprato telecamere per stanare ladri e finite poi nella propria camere da letto, altri ancora hanno acquistato campanacci, cd musicali, libri a sfondo erotico, depilatori, videogiochi per bambini, articoli da regalo, casalinghi, persino contravvenzioni stradali e biglietti della lotteria, capi di abbigliamento allo Juventus Store, la discoteca alle due di notte, i ristoranti, la benzina, la cena elettorale per il fidanzato candidato in Comune, la multa pagata alla fidanzata parlamentare. Fino a quelli più eclatanti, diventati a loro modo emblema dell’inchiesta: il tosaerba e le mutande verdi.

La prossima udienza è fissata per il 13 aprile con le parti civili poi la parola passerà alle difese. Buona parte degli imputati ha già risarcito il danno restituendo le somme contestate oltre a una somma a titolo di danno d'immagine subito dalla Regione.


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