mercoledì 15 febbraio 2017

L’alleanza Lega e M5S? Non si dice, ma si potrebbe fare

Destra
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Entrambe le forze sono considerate come movimenti anti-sistema che fanno leva sul populismo, con simpatie comuni per personaggi della politica estera come Trump e Putin
 
Uno scambio di persona, un errore di battitura nella rubrica dei messaggi. Succede così che il leghista Gianluca Pini che voleva mandare un sms Luigi Di Maio del M5S lo ha invece inviato a Marco Di Maio del Pd. Nel testo del messaggio Pini – racconta il Corriere – voleva fornire a Luigi Di Maio suggerimenti sulla legge elettorale da consegnare a Grillo.
Al di là del singolo episodio, appare interessante questo canale di comunicazione tra Lega e M5S. Un segnale di contatto non nuovo.
Entrambe le forze sono considerate come movimenti anti-sistema che fanno leva sul populismo, con simpatie comuni per personaggi della politica estera come Trump e Putin. Inoltre, anche in passato, il leader della Lega Matteo Salvini non fece mistero del suo appoggio alle allora candidate di Roma e Torino Virginia Raggi e Chiara Appendino.
Una simpatia che probabilmente si è tradotta anche in uno scambio di voti nei ballottaggi per le amministrative della scorsa primavera di Milano e Bologna.
Ora la difficoltà di raggiungere la soglia del premio di maggioranza al 40% potrebbe dare una non piccola spinta a questa reciprocità di interessi e vedute. Lo scenario di un movimento alleato della destra potrebbe essere il grimaldello tanto agognato per il governo.
Inoltre da tempo – almeno dalla campagna referendaria – all’interno del M5S si ragiona su una possibile apertura a Matteo Salvini. Del resto per il movimento la frontiera della democrazia diretta rappresenta l’exit strategy per poter fare quello che finora non è stato mai fatto o immaginato: valutare una deroga al “non-statuto” del Movimento e andare così oltre al divieto di ogni tipo di alleanza magari per un “accordo programmatico” su alcuni punti specifici con un’altra forza politica.
Del resto gli elettorati di Lega e M5S sono molto vicini tra di loro: c’è scontento per le politiche in atto, c’è il rifiuto e la critica al ruolo dominante dell’Europa, c’è la rabbia e l’odio manifestato di volta in volta contro l’euro, le banche, la Merkel, i media, i poteri forti o chicchesia
Certo si tratterebbe di una svolta storica, soprattutto per i Cinquestelle che abbandonerebbero la granitica convinzione che le alleanze sono improponibili. La difficoltà, nel caso, sarebbe soprattutto con l’ala ortodossa dei pentastellati che più volte recentemente (vedi il caso Alde) si è trovata in conflitto con le direttive elaborate a Milano dalla Casaleggio Associati.
Ma a questo punto, forse, l’armonia sperimentata tra M5S e Lega potrebbe non essere scartata. La base potrebbe essere disorientata, ma se ci fosse un passaggio in rete, allora la svolta per il movimento sarebbe solo una questione di tempi e di numeri.

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