sabato 29 ottobre 2016

Renzi: «Il vero partito della Nazione è quello del No». Minoranza Pd divisa, Cuperlo in piazza del Popolo

Manifestazione Pd Piazza del Popolo

Il partito si ritrova nella storica cornice romana per la kermesse sul "Sì" e l'Europa. Il premier provoca la minoranza di Bersani e Speranza che ha disertato l'evento. A sorpresa, segnale di distensione dell'ex presidente dem, che rilancia: "Il presidente del Consiglio dia un segnale per trovare l'accordo sull'Italicum". 

MANIFESTAZIONE PD PIAZZA DEL POPOLO

Ore 18.00 –  Non è tempo di pax nel Partito democratico. Non basta nemmeno la presenza di Gianni Cuperlo, volto e simbolo della minoranza dem meno oltranzista, per spingere Matteo Renzi verso la pacificazione con la sinistra Pd. A poco più di un mese dal referendum costituzionale, la distanza al Nazareno resta. Perché dal palco di Piazza del Popolo le richieste della minoranza vengono di fatto ignorate: in attesa della riunione decisiva della commissione interna sull’Italicum, il premier non avanza nessuna proposta concreta sull’Italicum. Ma non solo: Renzi non si fa troppi scrupoli nell’attaccare la sinistra interna, pur senza citare Pier Luigi Bersani, il grande assente della manifestazione per il “Sì” e l’Europa. «Se voi avete fallito, non fate fallire anche noi»è l’attacco rivolto verso la “vecchia guardia”. Il segretario dem non risparmia frecciate verso un’area del partito che, è convinto, è interessato soltanto a riprendersi il partito. Tanto da evocare pure Bernie Sanders, l’avversario sconfitto da Hillary Clinton alle primarie americane, per attaccare Bersani & Co: «Sanders quando ha perso le primarie non si è messo a fare campagna contro la sua compagna di partito per farle perdere le elezioni. Sanders! Se ti avanza del tempo vieni da noi…». D’Alema, promotore dei comitati per il NO, resta invece il bersaglio principale, fischiato pure dalla piazza: «Le parole di D’Alema sugli anziani? Vorrei siano state parole scappate per sbaglio, loro votano Sì perché ci dicono: “Lo abbiamo conosciuto, li abbiamo visti all’opera, loro sono stati il problema a non cambiare le cose.  Infine, è arrivato l’invito alla mobilitazione da parte di Renzi, rivolto alla base del Partito democratico, per spingere il “Sì” al referendum costituzionale«Mancano 36 giorni e nelle prossime 5 settimane vi chiedo di liberarvi per una sera, per una cena, per un caffè e incontravi con chi è incerto, chi è per il No». Ora, la mente del premier è già rivolta verso la Leopolda, il simbolo della narrazione renziana, in programma nel prossimo fine settimana. L’occasione per provare a sfondare oltre l’elettorato classico dem. E magari provare a recuperare moderati e indecisi, decisivi nel verdetto del 4 dicembre. 
Ore 8.00 – LA MANIFESTAZIONE PD A PIAZZA DEL POPOLO

Nella mente di Matteo Renzi doveva essere il primo sprint dell’ultimo mese di campagna elettorale per il “Sì” al referendum costituzionale. Eppure, la manifestazione del Partito democratico  nella storica cornice romana di Piazza del Popolo rischia soltanto di certificare la faida tra il premier e la sinistra del Nazareno. Perché la minoranza del partito, almeno, in gran parte, diserta l’evento. Ma se Bersani e Speranza non si presentano, alla fine – quasi a sorpresa - Gianni Cuperlo si è invece presentato all’evento. Un segnale delle distanze tra la stessa minoranza del partito. Con l’ex presidente dem che, al contrario della Ditta di Bersani, lavora ancora un accordo in extremis. Ed evitare che si consumi uno strappo al Nazareno nel passaggio cruciale del 4 dicembre.
Non sembra bastare, almeno per ora, il lavoro di mediazione di Gianni Cuperlonella commissione interna sull’Italicum: al di là dei passi avanti nella trattativa, confermati anche dall’ex presidente dem, il nodo resta il ruolo che deciderà giocare il premier nella partita. Perché se l’area più dialogante della minoranza PD chiede al segretario di “mettere la faccia” sul possibile accordo, in modo tale da provare a ricompattare tutto il partito, il messaggio politico del premier non è ancora arrivato. Eppure, Gianni Cuperlo ha lanciato un segnale di distensione presentandosi in piazza del Popolo. Certo, non è il segnale di un accordo già fatto tra la parte meno oltranzista della minoranza e la maggioranza. Perché al momento, mancano ancora le condizioni “politiche”. E, in un’infinita partita a scacchi interna, la presenza di Cuperlo può svelenire il clima interno al Partito democratico ed evitare una frattura che già divide lo stesso elettorato. L’obiettivo di Cuperlo resta convincere Renzi a ratificare l’accordo in extremis nella prossima riunione della commissione sulla legge elettorale, già in calendario per metà settimana prossima. Un passaggio decisivo.

MANIFESTAZIONE PD PIAZZA DEL POPOLO: LO SPRINT DI RENZI

La partita torna così nelle mani del premier, a una settimana dalla Leopolda 7, l’evento classico della narrazione renziana, con il quale quest’anno il premier proverà a lanciarsi alla conquista del voto degli indecisi. Un’area che - sondaggi alla mano – sarà decisiva per il verdetto del 4 dicembre. Nell’attesa, il segretario ha chiamato a raccolta tutto il partito schierato dalla parte del “Sì”. Serve un cambio di passo nella campagna elettorale, soprattutto al Sud, dove i “Sì” stentano. E Renzi vuole una piazza piena già nella kermesse romana di Piazza del Popolo. Lì, il 22 maggio 2014, il presidente del Consiglio chiuse la campagna elettorale del PD delle Europee, un passaggio che si trasformò nel massimo risultato mai raggiunto. Ma se quel 40,8% oggi sembra una chimera per il partito, il segretario è convinto che la vittoria al referendum passi soprattutto dalla capacità di attirare quel voto moderato che può ancora spostare gli equilibri.
Prima, però, c’è un popolo da ricompattare, quello democratico. E l’evento di Piazza del Popolo per Renzi va vissuto come un momento d’orgoglio per lo stesso Pd e il suo elettorato. Obiettivo che rischia già di naufragare, di fronte a un Nazareno lacerato, con gli stessi iscritti disorientati dalla frattura interna tra Renzi e Bersani.

MANIFESTAZIONE PD PIAZZA DEL POPOLO: IL PROGRAMMA

Il discorso del segretario è atteso per le 17 circa. Sarà l’unico politico a parlare dal palco. Prima, dalle 14 in poi, sono previsti invece altri 50 interventi: «Parole e musica, testimonianze di persone reali, non politici», si legge nel sito del Pd. Ma chi saranno gli ospiti? Da Pietro Bartolo, medico di Lampedusa a personaggi simbolo di «battaglie quotidiane», oltre al contributo musicale di gruppi popolari: da Castrignanò a Lucilla Galeazzi, fino all’Orchestra multietnica di piazza Vittorio e ai cantori e musicisti di Amatrice, città travolta dal sisma del 24 agosto.

MANIFESTAZIONE PD PIAZZA DEL POPOLO: LA DITTA NON CI SARÀ

Ma la piazza darà spazio anche ai gazebo dei gruppi parlamentari, ai banchetti del “” e dell’Unità, così come per i Giovani Democratici, che esporranno una bandiera di 100 metri dal Pincio. Al di là della “cornice” dell’evento, restano però le ombre politiche il dato più rilevante. Perché il fantasma della frattura interna al partito si materializzerà nelle assenze della Ditta. Simbolo di un Pd tutt’altro che pacificato.

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