sabato 29 ottobre 2016

Ovviamente è Paola Muraro: una ricostruzione del Corriere sul frigogate ci spiega bene chi sono i responsabili di certe figuracce
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C’è chi ha ancora qualche dubbio su chi metta in testa certe idee sui frigoriferi alla sindaca Virginia Raggi. Facile pensare che sia la stessa persona che parla dei materassi, ma Ilaria Sacchettoni sul Corriere della Sera Roma ha però ricostruito oggi tutti i passi che hanno portato al Frigogate e ci spiega meglio ancora di qualunque ragionamento com’è andata la vicenda. Tutto parte dal 13 luglio:
Quel giorno, però, all’assessorato all’Ambiente è fissato l’incontro sui rifiuti ingombranti. Dal materasso al frigo. Dal televisore alla lavatrice. Il bando per la raccolta di questi materiali è appena scaduto. Una dozzina di persone – fra le quali l’immancabile Stefano Vignaroli – ne discutono con la neo assessora. Risolto? Non ancora. L’allarme rifiuti ingombranti è sempre lì ma intanto si è trasformato in un complotto contro le istituzioni. «Chi si scatena – dichiara Paola Muraro – è chi doveva gestire prima il ciclo dei rifiuti. E quindi attacca invece di fare il mea culpa di quello che non è stato fatto in questi 40 anni».
Vale anche per chi da quattro mesi sa che c’è un problema sui rifiuti ingombranti ed evoca complotti? Dice sempre l’assessora: «C’è una responsabilità della politica. Ama è una società del comune di Roma e quindi per forza di cose è stata governata mirando ad alcuni guadagni e non cercando di chiudere il ciclo dei rifiuti». Ma l’assessora non era qui sulla Terra, anzi non era proprio sul pianeta Ama in questi anni? C’era sembrato che in quella stessa municipalizzata posseduta dai partiti, dalle fondazioni politiche e dai loro tesorieri – come Franco Panzironi – la Muraro si fosse trovata a suo agio. E che proprio con gli ex uomini di fiducia di Gianni Alemanno, ossia Panzironi e Giovanni Fiscon, la sua carriera avesse compiuto il salto di qualità.
virginia raggi frigoriferi
Il complotto dei frigoriferi (Foto da: Twitter)
E per meglio farci capire di cosa si stia parlando, il Corriere ci racconta anche il complotto dei pullman a Colle Oppio:
L’assessora scesa da Marte nulla sa anche delle soste dei bus turistici a Colle Oppio. E promette: «Toglieremo la sosta delle auto e anche i bus non potranno più sostare. La prassi di lasciarli lì è illegale». Le risponde Marco Palumbo, consigliere Pd: « Lo stallo di Colle Oppio è stato istituito nel 2010 ed è parte del regolamento del 2014. Quindi quella che l’assessora scambia per prassi illegale è invece una regola precisa».
Torniamo indietro al 1 settembre. Un giovedì non proprio ordinario. Il solito temporale di fine estate precipita la città nello sgomento. Per liberare i tombini, storicamente ostruiti, deve intervenire la Protezione civile (energie rubate ad Amatrice e altre zone in ginocchio per il sisma del 25 agosto). L’apocalittica giornata è scandita anche una tripletta dimissionaria. Lasciano l’assessore al Bilancio Marcello Minenna, il capo di gabinetto del sindaco Carla Raineri e l’amministratore delegato dell’Ama Alessandro Solidoro. Martedì prossimo saranno già due mesi che l’Ama è senza una guida. Né si intravede una via d’uscita.

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