sabato 29 ottobre 2016

I leghisti ed i grillini ci volevano far credere che Renzi non contava niente in Europa. Strano. Nessuno mai aveva detto parole così dure rivolgendosi ad un leader europeo. Quando ci vuole ci vuole.

le scelte dell’europa
Migranti, scontro Orbán-Renzi “Sei nervoso”. “Basta darvi soldi” 
Si infiamma il dibattito tra Roma e Budapest. Il premier ungherese attacca “Lui agitato per i conti”. La replica: “Sa che l’Italia non è più il salvadanaio”
ALBERTO D’ARGENIO
ROMA.
L’Ungheria è solidale con il resto d’Europa poiché mantenere il muro anti-migranti costa. L’Italia invece non rispetta le regole, Renzi è in difficoltà e per questo attacca Budapest. Si tratta della lettura del mondo offerta ieri dal primo ministro ungherese Viktor Orbán durante un’intervista alla stazione radiofonica
Kossuth. L’ultranazionalista di Budapest — protagonista di politiche che in molti definiscono liberticide e xenofobe — si è anche lanciato in una descrizione dell’attualità dei palazzi romani: «La politica italiana è un terreno difficile, l’Italia ha difficoltà di bilancio con un deficit in aumento mentre stanno arrivando in massa i migranti, con spese ingenti. Renzi ha ragione ad essere nervoso ». Poi passa all’affondo: «L’Italia non adempie ai sui obblighi». Frase che tralascia come Roma negli ultimi anni abbia salvato — stime del governo — mezzo milione di migranti in mare spendendo più di tre miliardi all’anno.
Le parole di Orbán seguono quelle pronunciate giovedì dal suo ministro degli Esteri Peter Szijjarto che usando lo stesso registro attaccava il governo italiano. Quindi l’elogio di quanto sta facendo Budapest che per Orbán «è solidale con gli altri governi perché spende molto per la difesa dei confini, quasi 500 milioni».
Inevitabile la replica di Renzi, che apre una sfida di veti incrociati. «Orbán, che ho imparato a conoscere, ha una visione dell’Italia non puntuale. Non è vero che il deficit aumenta, sta diminuendo, e non è vero che l’Italia è in una situazione di difficoltà e di nervosismo». Sono giorni che il premier punzecchia l’Ungheria, sostenendo che se Orbán non accoglierà i migranti, non potrà più ricevere i fondi europei e osservando che non è Roma a dover essere messa sotto procedura per i conti, ma Budapest per il rifiuto dei richiedenti asilo. Concetti ribaditi ieri. Per Renzi o tutti accolgono, oppure l’Europa si fa carico dei costi. In caso contrario «siccome nelle prossime settimane inizia la discussione sul bilancio (2020-2026, ndr), l’Italia metterà il veto su qualsiasi testo che non contempli pari oneri e onori. È troppo facile fare gli splendidi solo quando c’è da incassare, l’Italia non fa più da salvadanaio». Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha aggiunto che «l’Italia non accetta l’idea di un’Europa arcigna sui decimali e tollerante su chi alza muri e non condivide le scelte sui migranti».
Nel pomeriggio Orbán — che tre settimane fa ha perso il referendum contro i rifugiati — è tornato alla carica affermando che metterà il veto contro il sistema Ue sulla ripartizione dei migranti, che ha definito «il rospo». Un meccanismo caro a Roma, come a Berlino, ma nei fatti già saltato per il rifiuto dei paesi dell’Est di accogliere i siriani in fuga dalla guerra. A sostegno dell’Italia è quindi intervenuto il Partito socialista europeo. Prima con il suo capogruppo a Strasburgo, Gianni Pittella (Pd), per il quale «Orban è la vergogna d’Europa e non può dare lezioni a nessuno». Poi il presidente della formazione, Sergei Stanishev: «L’idea che l’Italia, un Paese in prima linea, non stia facendo abbastanza sui migranti è ridicola».

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