martedì 15 luglio 2014

Che grande proposta

Salvini studia da leader: tassa unica al 20%. Matteo Pandini, Libero

Scrive Pandini: "Per dare sostanza alla sua disponibilità, Salvini ha snocciolato alcune delle ricette che stanno prendendo forma in via Bellerio. Come spiegato in un’intervista ad Affaritaliani, il leader lumbard vuole una stretta sull’immigrazione (e fin qui nulla di nuovo), la cancellazione della legge Fornero sulle pensioni, la riapertura delle case chiuse così da finanziare asili nido pubblici e gratuiti".
ROMA – “Da una parte – scrive Matteo Pandini di Libero – fa contenti i liberisti, annunciando un’aliquota fissa al 20%, ma poi teorizza l’apertura di aziende di Stato per produrre beni che ora vengono importati”.
L’articolo completo:

Sono alcuni dei temi che la Lega Nord di Matteo Salvini sta elaborando. La pratica è sulle scrivanie del responsabile economico Giancarlo Giorgetti e del professore «no euro» Claudio Borghi Aquilini, esperto di temi internazionali.
I due stanno ascoltando i pareri di molti «luminari», anche lontani dal Carroccio. L’obiettivo è buttare giù un piano articolato entro metà luglio, quando il partito celebrerà il congresso e deciderà la rotta.
Aggiornando anche lo statuto. Nel frattempo il timoniere Salvini è già uscito allo scoperto. Senza porsi limiti. «Io leader del centrodestra? Non direi di no…» continua a ripetere dopo aver ricevuto anche i complimenti del direttore di Libero, Maurizio Belpietro.
Per dare sostanza alla sua disponibilità, Salvini ha snocciolato alcune delle ricette che stanno prendendo forma in via Bellerio. Come spiegato in un’intervista ad Affaritaliani, il leader lumbard vuole una stretta sull’immigrazione (e fin qui nulla di nuovo), la cancellazione della legge Fornero sulle pensioni, la riapertura delle case chiuse così da finanziare asili nido pubblici e gratuiti.
LA BUSTA PAGA
Non è finita perché, come spiega il professor Borghi, la Lega sta pensando di semplificare il sistema fiscale. Non solo con la rivoluzionaria aliquota unica (la Flat Tax) ma anche con il lordo in busta. E la galera per gli evasori.
E ancora. «Intendiamo sposare la filosofia opposta di Mario Monti, che ha aumentato le tasse diminuendo la spesa. Vogliamo fare il contrario».
Sforbiciare i balzelli e approvare un piano di investimenti «produttivi», che però rischia di far venire i brividi a molti liberisti duri e puri.
Sintetizziamo (esemplifichiamo) l’obiettivo della Lega.
È inutile pagare i cosiddetti lavoratori socialmente utili – dicono in via Bellerio- perché si distribuiscono stipendi senza generare benefici.
Meglio investire in altro modo, per esempio facendo produrre direttamente lo Stato. Cosa significa? Che Roma potrebbe decidere di mettere in piedi delle aziende per ottenere beni che ora vengono soltanto importati. Esempio sempliciotto. Anziché acquistare ananas dai Caraibi, meglio coltivarlo direttamente qui.
Il prodotto, anziché costare 7, verrà messo sul mercato a prezzo maggiorato perché sarà meno conveniente, «ma in questo modo rimetto in moto l’economia, combatto la disoccupazione e abbatto la bilancia dei pagamenti» chiosa Borghi. Stesso discorso potrebbe valere, per esempio, per le miniere. «Nel Bresciano molte sono abbandonate perché è più conveniente importare il gesso dall’Algeria. Andrebbero rimesse in moto…».
Ne viene fuori una spremuta di ricette liberiste e non, che spezza lo schema tradizionale centrodestra-centrosinistra. E che, in alcuni casi,«non propone soluzioni definitive», come ammette Borghi, ma un modo per limitare i danni di una moneta come l’euro, che secondo i leghisti «è fatto a misura di Germania» e impedisce all’economia di casa nostra di girare come ai bei tempi.
Borghi dice che «ci saranno altre sorprese», cioè ulteriori idee che i lumbard intendono apparecchiare nel dibattito politico. Nessuna anticipazione precisa, anche se sulle pensioni – per esempio – oltre alla cancellazione della riforma Fornero i cervelli economici leghisti immaginano di riequilibrare la disparità tra contributi versati e vitalizio incassato.
Salvini fa sul serio, «solo per questo misto spendendo così tanto» spiega Borghi. Il leader intende tenersi stretto nome e simbolo della Lega cercando però di farle guadagnare una ribalta nazionale. Così da giocare da protagonista la partita nel fronte che si contrappone a Matteo Renzi.
«La Lega rimane la Lega ma si apre anche a tante altre realtà» dice Salvini. Il quale viene gelato da Fabrizio Cicchitto di Ncd:
«Forza Italia apre a lui come futuro leader? È la sicurezza che il centrodestra sarà all’opposizione avita» attacca su Twitter.
L’AGENDA
In tutto questo, nell’agenda del capo lumbard non ci sono soltanto programma e congresso. Con Matteo Renzi proseguono le trattative sulle riforme, tema seguito passo passo da Roberto Calderoli. Però il leader padano deve risolvere alcune scocciature.
Settimana prossima affronterà la pratica del nuovo capogruppo al Senato, dopo la vittoria di Massimo Bitonci in quel di Padova. Salvini sarà costretto anche a volare a Bruxelles, alla ricerca della quadra per formare il nuovo gruppo parlamentare insieme a Marine Le Pen e non solo. Nigel Farage, vecchio alleato leghista, ha deciso di guardare al Movimento 5 Stelle portandosi dietro alcuni partiti svedesi e lettoni che erano già stati contattati anche dai lumbard.
Per formare un gruppo serve mettere insieme diversi movimenti da almeno sette Paesi. Ed è una condizione irrinunciabile per avere peso tra Bruxelles e Strasburgo sotto forma di finanziamenti, ruoli chiave e (addirittura) la possibilità di intervenire nelle discussioni. L’obiettivo, come per le ricette economiche, è trovare un’intesa per luglio. Sempre a proposito di Europa, segnaliamo che Flavio Tosi, sindaco di Verona eletto a Strasburgo, pare non abbia intenzione di dimettersi, almeno a breve…
«Mi aspetto che Matteo Salvini prepari un dossier di almeno duecento pagine per spiegare la sua ricetta fiscale. Così come me la raccontate mi pare un po’ confusa».
Ha voglia di scherzare Giulio Sapelli, economista eretico, professore di Storia Economica alla Statale di Milano. Non ha letto molto delle ultime proposte del leader leghista.
Parla imbottigliato nel traffico di Parigi cercando di prendere un aereo per Milano. Perché proprio duecento pagine? «Ho appena finito di leggere il libro di Thomas Piketty “Il capitalimo nel Ventesimo Secolo”. E’ il best-sellers del momento in campo economico.
Spende seicento pagine per concludere che i governi europei devono tassare di più le eredità per evitare la crescita delle rendite. Tesi anche interessante se non fosse che è accompagnata da calcoli e proiezioni molto discutibili» Ma che cosa c’entra Salvini con Piketty?
«C’entra perchè l’idea della flat tax al 20% eguale per tutti mi sembra assurda tanto quanto molte delle tesi di Piketty. L’economista francese ha speso seicento pagine per esporre le sue idee improponibili. Se Salvini deve dire cose altrettanto stralunate penso che duecento pagine siano più che sufficienti». Perché le trova stralunate? «Premetto che non so nulla delle cose che dice Salvini. In questo momento sono bloccato nel traffico di Parigi e le confesso che la mia principale preoccupazione è quella di riuscire a prendere per tempo l’aereo per Milano. Se davvero ha proposto una tassazione ad aliquota unica del 20% mi trova in totale disaccordo». Perché? «Perché una aliquota del 20% applicata al reddito di un operaio o a quello del suo datore di lavoro ha un peso molto diverso. Per il primo è un peso che può anche diventare un sacrificio. Per l’altro è quasi un regalo. Qualcosa del genere l’aveva pensata George Bush negli Stati Uniti. Una spinta iper-liberista che ha contribuito alla creazione della bolla scoppiata nel 2008. Non mi sembra proprio un precedente da prendere in grande considerazione».
Resta il fatto che il carico fiscale è molto alto in Italia, non trova? «Certo.Vorrei ricordare, però, che le tasse servono a pagare una serie di servizi ormai indispensabili per una economia avanzata: la sicurezza, per esempio, la scuola che io vorrei gratuita per tutti fino all’università, la sanità». Anche lei si iscrive al partito delle tasse che sonobelle? «Per nulla affatto. Vorrei solo far ragionare quanti, come Salvini, propongono una aliquota personale molto bassa. Vorrei chiedere loro: se tagliamo in maniera così netta le entrate dello Stato poi certi servizi chi li paga? Introducendo l’aliquota unica aiutiamo due volte i ricchi: la prima perchè facciamo pagare loro poche tasse e la seconda perché li mettiamo nelle condizioni di mandare i figli nelle scuole migliori o negli ospedali più attrezzati. Con le idee di Salvini, se davvero sono queste, invece spediamo gli operai e i loro figli nel lazzaretto». E l’eccessivo carico? «Non è con l’aliquota unica o con poche aliquote che il problema si risolve. Sarebbe opportuno che i politici italiani, prima di parlare leggessero le opere di Wagner, che non è il musicista ma un economista. Capirebbero un po’ di più sul funzionamento della progressività fiscale»

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