martedì 15 luglio 2014

Casaleggio a Roma per controllare le pecore grilline. Non bastava Casalino e Nik il Nero.

Beppe Grillo al Senato "scrive" la risposta al Pd, pranza al ristorante "della casta" e annuncia: "Casaleggio prende casa a Roma"

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BEPPE GRILLO
A Roma, "non per dettare la linea, ma per rassicurare i parlamentari". Beppe Grillo rompe l'isolamento dell'hotel Forum, l'albergo capitolino nel quale si era chiuso da ieri mattina, per fare il punto con il suo inner circle sulle riforme. Nessun comizio fuori dal Senato, come si era paventato ieri. L'ex comico, insieme a Luigi Di Maio e Danilo Toninelli, e francobollato dall'onnipresente Rocco Casalino, si è chiuso di buon mattino a Palazzo Madama per elaborare la controrisposta del M5s al documento diffuso ieri dal Pd nell'ambito del dialogo sull'Italicum e sulla riforma del Senato.
"Un testo scritto a più mani - ha spiegato Toninelli - una delle quali è quella di Beppe". Il calendario ha una nuova data segnata in rosso: giovedì. "Oltre non aspetteremo", spiegano i 5 stelle. Una risposta interlocutoria: "È necessario arrivare a una soluzione soddisfacente per tutti sulla legge elettorale - si legge - in modo da trovare un giusto equilibrio fra i problemi di governabilità e quelli della rappresentanza, garantendo la selezione di un ceto parlamentare all’altezza del compito di affrontare la crisi con competenza ed onestà".
Dunque dal tavolo del confronto i pentastellati tolgono la riforma costituzionale. Un "apprezzamento" alle aperture dei Dem su anticorruzione e immunità, ma nulla più. Al contrario, si chiedono "risposte chiare" sul "premio di maggioranza e sulle sue modalità, nel rispetto della Costituzione", oltre che "sulle preferenze e sulle soglie di sbarramento, e sul superamento delle coalizioni".
Messa a punto la risposta, il leader politico del Movimento ha snobbato la gran parte dei suoi parlamentari (che non avevano partecipato all'incontro mattutino), chiudendosi con un piccolo gruppetto prima alla buvette, poi al ristorante della Camera Alta. Proprio alcuni di quei simboli esclusivi della politica che non più di qualche anno fa erano oggetto degli strali grillini. "Questi prezzi nemmeno a Genova", ha ironizzato il fondatore, che comunque si è seduto a tavola, spiegando ad alcuni pochi eletti che "Casaleggio prenderà casa a Roma, per coordinare e seguire meglio tutto il lavoro".
Ma la difesa dei privilegi del Palazzo ha caratterizzato l'intera giornata di Grillo. Che prima ha fatto chiudere la buvette del primo piano per prendere un caffè solitario (interdizione che non si verifica nemmeno quando a calcare il parquet di Palazzo madama sono il presidente del Consiglio o il Capo dello stato), e poi ha chiesto che venisse limitata la possibilità per i giornalisti di girare liberamente (così come succedeva all'epoca del Ventennio): "Ma è possibile che esistano i giornalisti parlamentari? Ma è possibile che uno ovunque si gira vi trova dietro? Ci vorrebbero degli spazi per voi in cui se uno vuole viene e fa una dichiarazione. E non che entro in ascensore e trovo uno pronto con il taccuino. Ci deve pur essere il diritto a non essere informato, io non voglio pagare per i vostri giornali".
Grillo in Senato
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Il testo integrale della lettera M5s al Pd:
"Gentili dirigenti del Pd,
è sicuramente positivo che riprenda il confronto che avevamo avviato e che si era sospeso. Speriamo si possa ora procedere celermente verso una conclusione positiva.
Tanto più che il Paese ha urgenze diverse e ancora più impellenti: durante questi mesi è stato stabilito il nuovo record del debito pubblico e la BCE ha stimato che la produzione industriale calerà del 1,8% in quest'anno, il numero dei poveri in Italia secondo l'ISTAT ha raggiunto i 10 milioni, di cui più di 6 vivono in povertà assoluta e di questi 1 milione e mezzo sono bambini e asolescenti.
E, dunque è augurabile sgombrare il campo dai temi della riforma elettorale e del bicameralismo per potersi concentrare sui problemi dell’economia e del lavoro.
Ora è necessario arrivare a una soluzione soddisfacente per tutti sulla legge elettorale, in modo da trovare un giusto equilibrio fra i problemi di governabilità e quelli della rappresentanza, garantendo la selezione di un ceto parlamentare all’altezza del compito di affrontare la crisi con competenza ed onestà.
A questo scopo era finalizzato il “Democratellum”, alla cui stesura hanno partecipato decine di migliaia di persone. Il primo esperimento di successo di democrazia partecipata al mondo su un tema tecnico così delicato. E saranno quegli stessi cittadini a ratificare il risultato finale del nostro confronto al tavolo. 
Entriamo dunque nel merito della legge elettorale. Noi siamo sempre stati corretti ed abbiamo offerto la nostra disponibilità a trovare un compromesso nei limiti del rispetto della Costituzione. C’è una nostra disponibilità di massima ad accogliere le vostre esigenze in tema di governabilità e ci auguriamo che ci sia identico atteggiamento da parte vostra ad accogliere le nostre esigenze in materia di rispetto della rappresentatività del Parlamento. A partire da questa reciproca disponibilità sarà poi possibile individuare le soluzioni tecniche più opportune.
Ricordiamo, peraltro, che al di là della questione del premio di maggioranza e delle sue modalità, nel rispetto della Costituzione, ci sono anche altri aspetti su cui aspettiamo una risposta concreta: questione delle preferenze e delle soglie di sbarramento, superamento delle coalizioni, mentre notiamo con piacere l’apertura manifestata dalla vostra lettera sul tema della lotta alla corruzione ed in materia di immunità. Così come la riforma del Senato obbliga ad una riflessione su tutta l’architettura costituzionale, soprattutto in riferimento alla questione degli organi di controllo e garanzia. 
Aspettiamo risposte chiare.
Ci vediamo giovedì alle 14 alla Camera dei Deputati, in streaming naturalmente."

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