sabato 14 settembre 2013

Grandissimo Saviano sull'Espresso di questa settimana.


L'antitaliano

Che silenzio su Dell'Utri

di Roberto Saviano
Oltre 500 pagine di motivazioni della sentenza d'appello sui rapporti tra lui, Berlusconi e Cosa Nostra. In qualsiasi altro Paese avrebbero avuto conseguenze devastanti. Da noi invece sono passate come acqua
(12 settembre 2013)
Dell'Utri mediatore tra Cosa nostra e Berlusconi», si legge nelle motivazioni della sentenza che ha condannato l'ex senatore a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Un vero e proprio "mediatore contrattuale", secondo la corte d'appello di Palermo, tra Silvio Berlusconi e la mafia. Tutto sarebbe stato stabilito durante un incontro nel 1974: "Protezione del Cavaliere in cambio di denaro". Quasi cinquecento pagine per quello che Dell'Utri chiama, con ironica superficialità, "il suo romanzo criminale".

Quasi cinquecento pagine che raccolgono la genesi di questo patto che sarebbe durato quasi trent'anni. Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri si sarebbero incontrati con i boss mafiosi Gaetano Cinà, Stefano Bontade e Mimmo Teresi. Il risultato sarebbe stata la "garanzia della protezione personale all'imprenditore tramite l'esborso di somme di denaro che quest'ultimo ha versato a Cosa nostra tramite Dell'Utri, che ha consentito che l'associazione mafiosa rafforzasse e consolidasse il proprio potere".

Per la Corte D'Appello di Palermo, Berlusconi avrebbe pagato "quantomeno fino al 1992". Qui i giudici si fermano e iniziano le analisi e l'indignazione. Qui, aspettando che la Cassazione si pronunci ancora una volta, alla recente condanna definitiva di Berlusconi si aggiungono, come tasselli, quelle di chi gli è stato più o meno vicino.

1 commento:

Unknown ha detto...

Ne vogliamo parlare di questi mafiosi?

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...