lunedì 28 novembre 2016

Firme false M5S a Palermo, Nuti e Mannino non rispondono ai pm. Martedì riunione dei probiviri sulle sospensioni

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FIRME FALSE M5S
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Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La scelta di fare silenzio davanti ai magistrati di Palermo ha lasciato sbalordito l’intero Movimento 5 Stelle, che ora più che mai vede come una unica strada da percorrere quella di sospendere i deputati Riccardo Nuti, Claudia Mannino iscritti nel registro degli indagati per la vicenda delle presunte firme ricopiate e false raccolte per presentare la lista in occasione delle amministrative di Palermo del 2012. Martedì dovrebbe riunirsi per la prima volta il collegio dei probiviri, composto da Riccardo Fraccaro, Nunzia Catalfo e Paola Carinelli, che ha la facoltà di disporre la sospensione cautelare degli iscritti al Movimento. Poi alle persone sanzionate verrà data la possibilità di inviare entro una certa data la memoria difensiva e, da qui in poi, i probiviri potranno decidere di irrogare anche un’altra sanzione. I 5 Stelle non escludono infatti l’espulsione, dal momento che i tre deputati non hanno alcuna intenzione di fare autonomamente un passo indietro nonostante le sollecitazioni.
Ormai da qualche settimana la frattura tra Nuti, Mannino e Vita, e i vertici del Movimento è totale. Ma anche i colleghi parlamentari sono piuttosto delusi: “Non rispondere alle domande dei magistrati non è comportamento da Movimento 5 Stelle”, dicono in tanti. E a una settimana dal voto referendario un atteggiamento del genere definito dagli stessi grillini, a taccuini chiusi, “di omertà” non fa bene ai pentastellati che stanno girando l’Italia per dire No alla riforma costituzionale. Impegnati a Firenze per il Restitution Day i parlamentari M5S insieme a Beppe Grillo apprendo la notizia che gli indagati da dieci sono saliti a tredici e che oltre a Giulia Di Vita c’è anche Pietro Salvino, marito di Mannino. Non solo. Mannino e Nuti, non solo non hanno risposto alle domande dei magistrati ma si sono anche rifiutati di lasciare il saggio calligrafico che consente ai pm di confrontare la loro scrittura con le presunte firme false. Di Vita invece si difende su Facebook: "Io ho già parlato ai Pm per un'ora e mezza. Non c'entro nulla. Vedremo e spero presto. Io non ho fatto nulla e chi mi accusa ne risponderà".
Per il resto silenzi e imbarazzo nel partito. E Grillo che viene descritto arrabbiato e deluso poiché si era fidato della parole che gli era stata data da Nuti e Mannino che all’inizio hanno garantito la loro innocenza, tanto che il leader pentastellato non esitò a scrivere un post sul blog. Ora le notizie siciliane offrono al Pd l'occasione di attaccare. "Le firme è fondamentale che siano vere e non false, ditelo ai 5 Stelle mi raccomando...", dice Matteo Renzi. "La Grillopoli delle firme false si allarga a macchia d'olio", aggiunge Ernesto Carbone. Il Dem Marcucci ride su Twitter: "Grillo non vede, non sente, non parla, urla solo contro gli altri. Omertà, omertà". Il senatore Stefano Esposito scrive: "Grillo, Di Maio&co prendono in giro i cittadini non dicendo una parola su loro esponenti che tacciono davanti a magistrati sulle firme false". Anche questo è un capitolo della campagna referendaria.

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